PD Lazio: prima assemblea regionale - 16 marzo 2014

Politica: 

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(Il 16 febbraio 2014 sono stato eletto all’Assemblea regionale del PD Lazio la cui prima riuniopne si terrà domenica 16 marzo 2014. Ecco la comunicazione ufficiale)

Ai Membri dell’Assemblea Regionale

Oggetto: Convocazione Assemblea Regionale

L’Assemblea Regionale del PD Lazio è convocata per domenica 16 marzo ore 9:30
presso il Centro Congressi Frentani (Via dei Frentani, 4 – Roma)

O.d.g. :       

  • Proclamazione dei risultati delle elezioni per l’elezione dell’Assemblea e del Segretario Regionale del 16 febbraio u.s.
  • Elezione del Presidente dell’Assemblea
  • Proclamazione del Segretario Regionale
  • Elezione del Tesoriere
  • Elezione della Commissione regionale di Garanzia
  • Elezione della Direzione regionale

Saluti
 
Per la Commissione Regionale per il Congresso
Domenico Giraldi

Via delle Sette Chiese 142
00145 Roma
Tel +39 06 518622
Fax +39 0651862120
segreteria@pdlazio.it
www.pdlazio.it

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(Risultati definitivi delle primarie del PD Lazio del 16 febbraio 2014, clicca per ingrandire immagine, qui in pdf)

Allegati

Officine Democratiche Messina: “Riscrivere il sistema fiscale per renderlo più equo” (Gazzetta del Sud, 1° marzo 2014)

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(Cicero, Raffini, Nicolai e Salmeri durante la presentazione del volume)
Presentato alla Feltrinelli Point di Messina il libro “L’evasione fiscale spiegata a un evasore”, dell’avvocato tributarista Ernesto Maria Ruffini

Le tasse sono il mezzo con cui il cittadino dà il proprio contributo allo Stato ma i numeri esorbitanti legati all’evasione - circa 120 miliardi annui, soldi sottratti a servizi essenziali come sanità, istruzione - dimostrano come da tempo nel Paese si sia creato un forte scollamento tra Stato e contribuente.
Parte da questo assunto la riflessione attorno ad una questione di stringente attualità, legata al Fisco, condotta da Ernesto Maria Ruffini, avvocato tributarista, ieri a Messina per presentare, al Feltrinelli Point, il volume “L’evasione fiscale spiegata a un evasore”, (Edizioni Ediesse).
Un libro che parla di tasse in maniera divulgativa e si rivolge ai cittadini.
Per questo utilizza un pretesto semplice come quello del dialogo tra un esperto del settore e un piccolo evasore, un commerciante di abbigliamento: «Un espediente godibile per sottolineare il valore di quel patto fondativo tra i cittadini e lo Stato e mai come negli ultimi anni, fiscalità, tributi, imposte sono divenuti temi centrali nel dibattito politico, mentre il contribuente fa sempre più fatica a comprendere come i tributi da lui versati vengano impiegati», ha chiarito in apertura il vice caporedattore della Gazzetta del Sud Franco Cicero, che ha moderato l’incontro organizzato da “Officine Democratiche” associazione politica nata come incubatore di idee a partire dal 2011, trasformatasi poi come network nazionale e sviluppatasi attorno al progetto politico di Matteo Renzi, oggi neopresidente del Consiglio.
«Anche a Messina l’associazionismo politico resta l’unica possibilità di confronto e di dibattito e Officine Democratiche, costituita il 13 gennaio scorso - ha spiegato Gianfranco Salmeri, coordinatore dell’associazione - vuole attivare un dialogo in una città massacrata dalla crisi politica oltre che da quella economica».
La presentazione del volume dell’avvocato Ruffini ha inaugurato un percorso che vuol essere incubatore di idee per proporre un nuovo modello di partecipazione basato sulle competenze e su “campagne di mobilitazione” specifiche, con un approccio alla politica più “light” rispetto a quello della militanza in un partito per permettere a professionisti, imprenditori, lavoratori di impegnarsi per la propria comunità offrendo il proprio talento magari su singole iniziative anche senza un impegno continuo.
A dialogare con Ruffini il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti Enrico Spicuzza, che ha sottolineato come «l’evasione, determinata spesso anche dall’incertezza su norme tributarie e fiscali ed è un fenomeno assai complesso», e l’avvocato tributarista Iole Nicolai, esperto di Officine Democratiche, che ha ricordato come giovedì sia stata approvata in Parlamento la Delega fiscale, che autorizza il Governo a riscrivere il sistema fiscale per renderlo più equo, trasparente e orientato alla crescita.
«Alla base di una vera equità fiscale debbano esserci semplicità e semplificazione», linea guida, questa, individuata da Ruffini nel volume (prefazione di Romano Prodi e postfazione di Vincenzo Visco).

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Secondo la visione di Ruffini, lo Stato non deve essere più cieco esattore, ma offrire tutti i servizi necessari per consentire ai cittadini di essere dei buoni contribuenti.

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(Ernesto Maria Ruffini)
Non a caso, mette sotto accusa anche la burocrazia, per le sue mancanze e i suoi abusi e avanza una proposta coraggiosa, il “Fisco 2.0”, un nuovo patto che sappia sfruttare i sistemi informatici per semplificare la vita ai cittadini in cambio della loro lealtà fiscale.
Una proposta che prende le mosse dalla riforma Prodi-Visco e propone di rinnovare il sistema seguendo due principi base: avviare un’ondata di informatizzazione e compiere un passo deciso verso la smaterializzazione dei mezzi di pagamento e l’abbandono del contante, tenendo sempre a mente che l’approccio più effi-cace non è quello della repressione ex post ma della dissuasione e del dialogo preventivo.

Informazioni su Officine Democratiche Messina

Gianfranco Salmeri, coordinatore

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Sebastiano Lucerna, comunicazione

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Roberto Falzea, tesoriere

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Officine Democratiche (nazionali)

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Nasce Officine Democratiche Manduria – Intervista a Flavio Massari (28 febbraio 2014)

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(Flavio Massari clicca per ingrandire)
Officine Democratiche Manduria: un nuovo modo di “fare politica” coinvolgendo i cittadini a collaborare con le istituzioni per risolvere i problemi del territorio

Agatino Grillo: Buongiorno Flavio, vuoi presentarti?

Flavio Massari: Buon giorno a Voi! Mi presento, sono Flavio Massari, nato in quel di Taranto l’undici febbraio del 1981. Da sempre residente nel Comune di Manduria, la Terra del Primitivo... di quello buono!!! L’amore per il Diritto mi porta a scegliere gli studi giurisprudenziali e nel 2007 conseguo il Diploma di Dottore in legge, intraprendendo la via dell’Avvocatura. Altra passione che mi accompagna da sempre è quella per la politica.

Agatino Grillo: Come inizia il tuo impegno in politica?

Flavio Massari: Credo che il mio destino delle Officine fosse scritto. In occasione delle elezioni amministrative del 2010, infatti, allorquando fui candidato come consigliere comunale con il PD, scelsi di aprire su Facebook un gruppo denominato “L’officina di Flavio Massari” con lo scopo di dare spazio e voce ai miei tanti amici e concittadini sulle tematiche importanti e sulle problematiche del territorio. Oggi, con la costituzione di “Officine Democratiche Manduria” mi viene data la possibilità di rappresentare un gruppo di amici che credono fermamente nell’idea che il far parte di una associazione sia il primo passo per coinvolgere i cittadini in un processo di interazione con le istituzioni, affrontando in prima persona i problemi che attanagliano la società.

Agatino Grillo: Cos’è Officine Democratiche? E perché crearne una sezione locale a Manduria?

Flavio Massari: Officine Democratiche è un nuovo modo di “fare politica”: vogliamo che l’associazione rappresenti per Manduria una vera e propria opportunità di crescita, capace di dare finalmente lustro alle qualità dei talenti esistenti nel nostro tessuto sociale nonché di valorizzare le tante capacità e vocazioni del territorio.

Agatino Grillo: Perché costituire una nuova associazione? Perché non impegnarsi per il territorio attraverso ad esempio i partiti già esistenti o altri comitati/associazioni?

Flavio Massari: Officine Democratiche Manduria è stata costituita da un gruppo di amici che sono solo il motore iniziale. Abbiamo deciso per ora di distribuire alcune cariche apicali quali la Presidenza (io), il tesoriere (Michele De Valerio) e il Responsabile alle comunicazioni (Federica Fanuli), ruoli che riteniamo comunque solo provvisori in attesa della prima assemblea di tutti gli associati che avrà il compito di eleggere gli organi statuari definitivi. La costituzione di questa associazione serve secondo noi per allargare la base cognitiva e di discussione, creando un laboratorio di idee fatto di persone che possano condividere ed ampliare le caratteristiche intrinseche ad un tradizionale partito.

Agatino Grillo: Quale programma concreto vi siete dati come OffDem Manduria?

Flavio Massari: Secondo noi è essenziale creare una rete su tutto il territorio jonico ed interprovinciale che dibatta su argomenti generali in una ottica locale.

Agatino Grillo: Quali sono i prossimi passi dell’associazione?

Flavio Massari:: Sicuramente il primo passo sarà quello di costituire un gruppo attivo per poi pubblicizzare gli scopi dell’associazione, soprattutto promuovendo iniziative pubbliche che siano funzionali ad una idea di sviluppo del territorio.

Agatino Grillo: Grazie Flavio e buon lavoro.

Flavio Massari: Grazie a voi e buon lavoro a tutti noi.

Officine Democratiche Manduria

Link

Officine Democratiche (nazionali)

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Infografica: chi vota alle Primarie del PD? (Circolo Alberone, 27 febbraio 2014)

Politica: 

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Profilazione dell’elettore alla primarie del PD attraverso il questionario Alberone: età, titolo di studio, iscritto o no al partito?

In occasione delle Primarie del 16 febbraio 2014 per la scelta del segretario regionale del PD, il Circolo Alberone di Roma, via Appia Nuova 361, ha distribuito un questionario per raccogliere le opinioni di iscritti ed elettori sul partito, sul circolo, sulle primarie, sulla recente “staffetta” alla guida del Governo nazionale. I questionari compilati sono stati 105 rispetto a 109 votanti alle Primarie presso il Circolo. I risultati del questionario sono stati sintetizzati in un documento (scarica in formato word e pdf) di che sarà presentato nel corso del “Direttivo aperto” previsto per oggi. Ecco anche l’infografica di sintesi.

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(Clicca sull'iimagine per ingrandire infografica)

“Comunicare il Potere – Lo spin doctoring e il marketing in politica” (Rome Business School, 21 febbraio 2014)

Politica: 

** Aggiornamento del 24 febbraio 2014 - disponibili le slide (qui in pdf, 3 M, 26 pp.) proiettate da Antonio Ragusa, direttore della Rome Business School

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(clicca per ingrandire la locandina)

Marketing e politica: le elezioni si vincono con l’analisi strategica ma è fondamentale profilare gli elettori. Ruoli e compiti dello spin doctor e del campaign manager

Il 21 febbraio 2014, presso la sede di Rome Business School , ha avuto luogo il convegno “Comunicare il Potere – Lo spin doctoring e il marketing in politica”, incontro dedicato alla riflessione sulle tendenze e prospettive della comunicazione e del marketing politico-elettorali.
Tra i relatori anche Luigi Gentili, sociologo, che ha presentato il suo nuovo libro “Homo mediaticus” .

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(Foto tratte dalla pagina Facebook Rome Business School, clicca per ingrandire)

Interventi e relatori

  • Il marketing politico: l’evoluzione di una disciplina”, Antonio Ragusa, direttore della Rome Business School, (slide in pdf 3 M, 26 pp.)
  • I mass media e la società dell’immagine”, Gianpiero Gamaleri, docente di sociologia presso l’Università Roma Tre
  • Lo spin doctor, chi è costui?”, Stefano Colarieti, managing director di Consenso,
  • Retorica persuasione in politica”, Raffaella Petrilli, docente di semiotica dei media presso l’Università della Tuscia
  • La comunicazione polisensoriale come strategia di marketing”, Adele Minestrini, titolare PubbliData
  • Esperienze di gestione della campagna elettorale”, Elio Pangallozzi, consulente ed esperto di campaign management.
  • Leadership e mass media”, Luigi Gentili, sociologo, autore del libro “Homo mediaticus”

“Il marketing politico: l’evoluzione di una disciplina”, Antonio Ragusa, direttore della Rome Business School

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L’incontro si è aperto con una rapida presentazione a cura di Antonio Ragusa, direttore della Rome Business School che ha fatto il punto della situazione nel campo del “marketing politico”.
Antonio è stato l’unico, tra i relatori, ad accompagnare il suo intervento con una serie di slide: indice, a mio avviso, di cura e di rispetto verso i convenuti.
Secondo Antonio Ragusa, il marketing politico si caratterizza oggi per le seguenti caratteristiche:

  1. rumore nella comunicazione: gli elettori sono bombardati quotidianamente da moltissimi messaggi, dunque il primo ostacolo da superare per far arrivare a destinazione il nostro messaggio politico è la barriera del rumore indistinto;
  2. proliferazione di mass media: i canali di comunicazione si moltiplicano per cui è necessario “presidiarli” tutti;
  3. più conversazione con gli elettori: al fine di “fidelizzarli” al nostro brand politico;
  4. crowdsourcing: occorre, nel marketing politico, incentivare la produzione di user generated content che poi devono diventare una delle fonti della nostra comunicazione;
  5. spettacolarizzazione: la politica oggi è sempre live, in diretta;
  6. importanza della “campagna” politica: gli elettori devono essere mobilitati e coinvolti su progetti concreti e misurabili;
  7. professionalità: la comunicazione politica richiede nuove competenze tra le quali la padronanza dei tool di web marketing quali focus group e database marketing.

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Le strategie vincenti, secondo Ragusa, per un marketing politico efficaci, sono tre:

  1. Connecting
  2. Recruiting
  3. Empowering

È essenziale sapersi “connettere” al proprio elettorato non solo con un comunicazione unilaterale (dal candidato agli elettori) ma in modalità interattiva e matriciale: tutti devono parlare con tutti sfruttando tutti i canali a disposizione come ha fatto ad esempio Obama nella sua campagna per le primarie del suo primo mandato.
Da questo punto di vista un uso sapiente dei social network deve unirsi a strumenti più tradizionali come le email che rimangono comunque il canale più seguito. Negli ultimi anni è cresciuto inoltre l’importanza del mobile (app, tablet e specialmente smartphone).
Infine non dimenticare che il 90% delle persone legge gli SMS che riceve.
Connettersi e rimanere in contatto con il proprio elettorato non basta. Occorre coinvolgerlo nella campagna, cioè arruolarlo (recruiting) coinvolgendolo su temi al quale è interessato. Questo può avvenire solo se vengono forniti, ai volontari, strumenti efficaci per fare campagna politica (empowering): piattaforma web, assistenza telefonica, materiale propagandistico.
L’empowering funziona se permette:

  • di trovare altri sostenitori (find) per costituire una comunità
  • contattare gli indecisi (act) per spingerli a votare
  • condividere (share) con altre persone i contenuti elaborati (post, email) per amplificare la conversazione utilizzando i nuovi strumenti di comunicazione.

Fondamentale è anche il cosiddetto “empowering self service”: a riguardo Ragusa ha ricordato che nella prima campagna di Obama furono quasi 5.000 i video “user- generated”.

Le slide dell'intervento

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(clicca sull'immagine per scaricare le slide in formato pdf)

  • Antonio Ragusa, “Comunicare il Potere - Tendenze del marketing politico” , intervento al convegno “Comunicare il Potere – Lo spin doctoring e il marketing in politica”, Rome Business School, 21 Febbraio 2014 (slide in pdf, 3 M, 26 pp.)

“I mass media e la società dell’immagine”, Gianpiero Gamaleri, docente di sociologia presso l’Università Roma Tre

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Il tema del web usato come strumento di comunicazione politica è stato ripreso e ampliato da Gianpiero Gamaleri che in particolare commentando anch’egli le campagne di Obama si è soffermato sull’utilizzo dell’email che “permette di passare dalla politica virtuale alla politica reale”.
Giampiero, che ha anche scritto un libro proprio su questo tema (“Le mail di Ob@ma. I nuovi linguaggi per finanziare una campagna elettorale e vincere le elezioni”, Armando Editore, 2010) ha spiegato come le e-mail siano uno strumento fondamentale non solo per ottenere il consenso ma anche per reperire i mezzi finanziari.
L’email, secondo Gamaleri, è una sorta di “compito in classe” per gli elettori in quanto, se ben costruita, costituisce quasi un “ordine del giorno” che il destinatario può seguire per contribuire alal campagna politica.
Twitter esalta l’immediatezza mentre l’e-mail esalta la riflessione” ha concluso Gamaleri.

“Lo spin doctor, chi è costui?”, Stefano Colarieti, managing director di Consenso

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Lo “spin doctor”, come recita Wikipedia,  è un esperto di comunicazione che lavora come consulente per conto di personaggi politici, con il compito dichiarato di elaborare, mediante precise strategie di immagine, un'apparenza del politico adeguata da sottoporre ai media e all'opinione pubblica per ottenere consenso elettorale o più in generale per ottenere consensi riguardo il proprio mandato politico.
In Italia, ha spiegato Stefano Colarieti, il “Porcellum” rende inutile questa figura per i candidati al Parlamento mentre lo “spin doctor” è sempre più utilizzata dai candidati alle amministrazioni locali.
Colarieti ha poi tracciato un quadro (tragico) del contesto politico nazionale: altissima sfiducia dei cittadini nei confronti della classe politica, astensionismo in crescita (in Sardegna ha votato solo il 50% degli aventi diritto) crisi economica diffusa.
Politicamente la vera novità di questi ultimi 10 anni è Beppe Grillo proprio perché sa interpretare questo contesto e farsi portavoce del malcontento.

“Retorica persuasione in politica”, Raffaella Petrilli, docente di semiotica dei media presso l’Università della Tuscia

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Raffaella Petrilli ha svolto un lungo e accurato excursus storico sulla “retorica”, il linguaggio della politica. Oggi tale retorica ha 2 caratteristiche principali:

  1. è un linguaggio non specialistico ma accessibile a tutti i cittadini perché il suo vocabolario (democrazia, parlamento, giustizia, eccetera) è di uso comune
  2. ha un’ipoteca morale di tipo negativo perché percepito come un linguaggio che serve a mentire.

Come già chiosava padre Dressellio, gesuita del 1650,.la “lingua politica ... è... anguilla in un drappo di seta...pratichissima in machinare inganni”, tema poi ripreso anche da Pier Paolo Pasolini nel 1975 che nelle “Lettere luterane” scrive dei politici che “la loro lingua è la lingua della menzogna”.
Raffaella ha poi presentato le tesi di Aristotele secondo il quale “il linguaggio della politica permette la discussione razionale finalizzata a scegliere la migliore soluzione dei problemi dei cittadini”. La politica, dunque, non è un linguaggio di certezze, come la Fisica o la Chimica, ma il linguaggio della riflessione e della condivisione.

“La comunicazione polisensoriale come strategia di marketing”, Adele Minestrini, titolare PubbliData

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Adele ha spiegato le nuove forme di “comunicazione pubblicitaria” che, con l’obiettivo di fidelizzare i clienti offrendo nuove esperienze,  si propongono di fare interagire il consumatore con il prodotto stesso.
La comunicazione polisensoriale in particolare consiste nel rendere il possibile consumatore l’attore principale di uno scenario sensoriale; a riguardo Minestrini ha descritto una campagna effettuata in un aeroporto per la quale è stato realizzato un super cioccolatino di 2 metri che profumava di cioccolato.

“Esperienze di gestione della campagna elettorale”, Elio Pangallozzi, consulente ed esperto di campaign management

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Interessantissima la testimonianza di Elio Pangallozzi, esperto di campaign management, che ha raccontato  la sua esperienza nel 2012 in USA nell’organizzazione per la rielezione di Obama.
Secondo Elio per avere successo in politica la cosa più importante è l’analisi strategica.
Non bastano gli slogan, non bastano i format: il politico che vuole essere eletto si deve porre due semplici domande:

  1. cosa vuole la gente?
  2. quali sono le risposte che posso dare alle richieste della gente?

Le elezioni si vincono, usando un paragono agricolo, in due tappe:

  • seminando il grano”, cioè lavorando su questi due punti mesi prima dell’appuntamento elettorale e questo è il compito dello spin doctor
  • mietendo il consenso” in vista dell’appuntamento elettorale e questo è il compito del campaign manager.

Questo è quello che ha fatto Obama nella sua campagna del 2012 grazie ai “campaign manager” Jim_Messina e David Axelrod.
Elio ha poi raccontato la sua esperienza elettorale in Wisconsin illustrando l’organizzazione meticolosa che era stata creata per rendere veramente efficaci i volontari di Obama.
“Non appena entravi nell’organizzazione ti veniva data una ciambella, simbolo di appartenenza alla comunità, e un Ipad con dentro tutto quello che ti serviva per cominciare a diffondere il programma del candidato”.
La cosa più importante nella politica americana”, ha ricordato Elio “è profilare gli elettori”.
Le email sono utilizzate in modo massiccio non solo per “ingaggiare” volontari e chiedere donazioni ma specialmente per “profilare” gli elettori individuando i loro “issue” cioè i temi che hanno più a cuore.
In questo modo i volontari quando si presentano a casa del potenziale elettore sa già quali sono gli argomenti di cui parlare e su cui ottenere l’engagement di chi gli sta di fronte.

“Leadership e mass media”, Luigi Gentili, sociologo, autore del libro “Homo mediaticus”

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Luigi Gentili ha presentato il suo nuovo libro “Homo mediaticus - Mass media e culto dell’immagine”.
Secondo Luigi il culto dell’immagine nelle società odierne ha un grande impatto, incidendo sugli stili di vita e le forme di aggregazione collettive. Si interagisce sempre più tra persone che desiderano apparire, affascinate da un gioco di specchi che seduce.
L’homo mediaticus è pertanto immerso in un mondo fantastico, tra miti e riti che si riproducono attraverso lo schermo.
Nel suo libro Gentili descrive come il marketing abbia esteso la propria influenza sugli individui e come stia raffinando le proprie strategie, aprendosi verso nuove forme di influenza mediatica.
L’homo mediaticus è l’uomo condizionato dal marketing, che vive nel presente, interagendo con gli altri individui tramite la mediazione di schermi elettronici. Egli ha perso il senso del passato e del futuro, abbandonandosi al flusso di eventi che lo proiettano verso una dimensione dell’esistenza che è effimera.
Chi vuole commercializzare qualcosa, oggi, punta su questa nuova concezione del marketing: creare sogni che si concretizzino in contesti apparentemente reali.
I beni e i servizi si tramutano in tanti brand che edifica no dei pseudo-luoghi, ovvero degli spazi di ritrovo dove le persone possano scambiarsi pseudo-esperienze, vivendo in un reality show
“Homo mediaticus” è diviso in tre parti con l’aggiunta di un’appendice.
Nella prima parte vengono presentate alcune tra le più importanti teorie sociologiche che interpretano la natura e gli sviluppi della comunicazione di massa.
Nella seconda e nella terza parte del libro vengono illustrati gli strumenti e le tecniche più innovative che oggi le imprese utilizzano per sedurre i consumatori.
Nell’appendice compaiono alcune analisi sul linguaggio dei media di nuova generazione, e il loro impatto sulla società: dalla politica spettacolo alla vetrinizzazione dei corpi, per arrivare alle forme di conversazione tramite i social network e i messaggi sul cellulare.

Link

Le slide dell'intervento di Antonio Ragusa

  • Antonio Ragusa, “Comunicare il Potere - Tendenze del marketing politico” , intervento al convegno “Comunicare il Potere – Lo spin doctoring e il marketing in politica”, Rome Business School, 21 Febbraio 2014 (slide in pdf, 3 M, 26 pp.)

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Fabio Melilli: “Prima cosa andare nei circoli e capire i dubbi della gente” (Corriere della Sera Roma, 18 febbraio 2014)

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  • Fonte: rassegna stampa Comune di Roma in pdf  e txt

II neosegretario: il flop non dipende dalle difficoltà con il Campidoglio. La mia era una vittoria annunciata. Partiremo dal lavoro e dalle fabbriche che chiudono come l’Electrolux o la Schneider

  • di E.Men.

Fatte le debite proporzioni, Fabio Melilli (nella foto), 56 anni, nato a Poggio Moiano in Sabina, ex presidente della Provincia di Rieti, si deve sentire un po’ come fu per Rafa Benitez arrivato sulla panchina dell’Inter.
Prima di lui ci fu José Mourinho, autore di uno storico triplete (Campionato, Champions, Coppa Italia), rispetto al quale si poteva solo far peggio.
E Melilli, ora, si siede sulla sedia che è stata — negli ultimi due anni — di Enrico Gasbarra, il segretario con cui il Pd ha vinto Regione, Comune, politiche.

Un bel peso Melilli, o no?

« È vero, lo sentiamo molto. Devo però dire che questa è una stagione diversa rispetto a quella di Enrico. Sotto la sua guida illuminata ci siamo concentrati sulle vittorie, con l’accelerazione della Regione».

E ora?

«Ci attende un periodo più difficile, nel quale dobbiamo tradurre i nostri desiderata in azione di governo. Non abbiamo più alibi: non ce la possiamo più prendere con la Polverini, Alemanno o, prima ancora, con Storace...».

Certo l’inizio è delicato. Il flop di votanti può essere ricondotto solo alla vicenda Letta-Renzi?

«Ci sono tre fattori. Il disorientamento rispetto alle vicende del governo. La mancanza, anche per motivi economici, di una comunicazione di rilievo. Il fatto che la segreteria regionale è oggettivamente meno affascinante».

Eppure, nel 2012, andarono alle urne 120 mila votanti. E, stavolta, il Pd ha mobilitato meno persone anche rispetto alle Parlamentarie...

«Ma lì c’erano i collegi, una corsa più diffusa. 50 mila persone, comunque, non è un cattivo dato per il Pd. Altrove non ci sono questi numeri. Poi è chiaro che il calo di affluenza si paghi di più nelle grandi città che nei piccoli centri di provincia».

Secondo lei non c’è una sconfessione, o un giudizio negativo, sulla classe dirigente locale del partito?

«Non direi. Parliamo di un dato nazionale. E, magari, con una vittoria già annunciata c’è stata meno mobilitazione de parte dei leader».

Nemmeno le liti tra Ignazio Marino e la maggioranza che lo sostiene hanno influito su Roma?

«Faccio fatica a legare le difficoltà che sicuramente abbiamo sul Campidoglio con la vicenda delle primarie».

Melilli, prime cose da fare?

«L’immersione nei nostri circoli, per capire le perplessità della nostra base. Poi, con Zingaretti, preparare un’agenda con le riforme da fare, partendo dal lavoro e dalle fabbriche che chiudono come l’Electrolux o la Schneider di Rieti».

Coinvolgerà Bonaccorsi e Guglielmo nel governo del Pd Lazio?

«Non ci ho ancora parlato, li voglio incontrare».

Quando sarà pronta la sua squadra?

«Qualche giorno, sarà di dieci-dodici elementi».

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(clicca sull'immagine per leggere l'intervista in formato pdf)

Intervista a Lionello Cosentino, segretario del PD Roma (17 febbraio 2014)

Politica: 

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(Lionello Cosentino)

I Circoli sono la vera forza del PD, devono avere un ruolo centrale nelle decisioni del partito ma devono aprirsi ai cittadini. La sinistra serve a guardare con ottimismo al futuro

Agatino Grillo: Ciao Lionello e grazie per l’intervista. Vuoi presentarti?

Lionello Cosentino:  Sono nato a Napoli ma vivo da sempre a Roma. Ho 62 anni. Sono stato Assessore alla Sanità nella Regione Lazio dal 1995 al 2000. Nel 2006 sono stato eletto Deputato con l’Ulivo e nel 2008 Senatore nelle liste del Pd. Dal 13 novembre 2013 sono segretario del PD Roma.

Agatino Grillo: Qual è il tuo progetto per il Partito Democratico romano?

Lionello Cosentino: Io credo in un PD che sia espressione fedele del suo nome: per me “democratico” indica un grande partito di popolo, di gente, di intellettuali che lavorano insieme per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Perché Roma ha bisogno dello sforzo di tutti per tornare a crescere.

Agatino Grillo: Negli ultimi mesi il PD Roma si è letteralmente dissolto: gran parte dei precedenti funzionari e dirigenti hanno deciso di candidarsi nelle istituzioni locali e nazionali svuotando il partito di ogni forza tanto che si è arrivati al commissariamento. Perché è successo tutto questo e come intendi ricostruire in pratica in PD Roma?

Lionello Cosentino: Io credo che quello che è successo nel PD Roma derivi in gran parte dai grandi cambiamenti avvenuti a livello nazionale nell’ultimo anno. Le primarie per il candidato premier del dicembre 2012, le elezioni per il Parlamento nel febbraio 2013, ancora le primarie per la scelta del nuovo segretario nazionale del partito del dicembre 2013. C’è stato un gran rinnovamento della nostra classe politica e ciò ha portato anche a qualche comportamento discutibile. Tuttavia  è giunto il momento di guardare in avanti e, facendo anche lezione di quanto accaduto in passato, costruire un nuovo grande partito romano che sappia collegarsi ai ceti produttivi della città, essere aperto ai cittadini, in grado di lavorare insieme alla giunta e al sindaco per migliorare le condizioni di vita nella città e nei quartieri.

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Agatino Grillo: La vera forza del PD sono i Circoli ed i suoi iscritti che però spesso sono lasciati ai margini delle vere decisioni politiche che di solito vengono prese in stanze segrete. Che ne pensi?

Lionello Cosentino: A me piacciono i partiti fatti da persone vere, da gente viva che si impegna nel territorio e che sa ascoltare le esigenze e rispondere in modo concreto. Diffido dei partiti leaderistici nei quali le uniche discussioni avvengono nel talkshow televisivi. Ciò detto il PD è oggi forse l’unico partito con un vero radicamento sociale. I Circoli sono la vera forza del PD e devono riacquistare un ruolo centrale nelle decisioni del nostro partito. Tuttavia anche i Circoli devono cambiare il loro modo di essere. Occorre recuperare un rapporto più stretto e costante con la società civile: oggi c’è troppo distacco tra le nostre sezioni e i cittadini. Il partito deve aprirsi: oggi non basta più un partito di soli iscritti che non sappia guardare fuori di sé.

Agatino Grillo: In che modo pensi debba avvenire questa apertura dei Circoli e del partito?

Lionello Cosentino: Ci vuole maggiore trasparenza, maggiore comunicazione. Oggi abbiamo anche gli strumenti tecnologici, grazie al web e ai social network,  perché questo avvenga in modo semplice ed economico. Tuttavia non dobbiamo fare lo sbaglio “grillino” di pensare che tutto cambia e diventa open solo perché viene trasmesso in streaming. Le tecnologie sono di ausilio solo se prima c’è un’analisi ed una elaborazione politica, quindi un progetto. E il progetto del PD Roma è chiaro: aprire il partito alle persone che vogliono dare un contributo anche senza avere la tessera del PD.

Agatino Grillo: Hai in mente qualcosa di preciso?

Lionello Cosentino: Ho in mente quanto accadeva nel PD nazionale quando ero responsabile del forum sanità. Alle nostre riunioni venivano decine e decine di cittadini e professionisti, medici, infermieri, operatori sanitari. A certi convegni addirittura centinaia di persone. Questo è il modello che ho in mente: aprire nei Circoli tavoli di discussione ed elaborazione politica su temi utili, quali sanità, lavoro, welfare, trasporti.

Agatino Grillo: Passiamo al tema “giunta capitolina”.  Come giudichi l’operato del sindaco Marino e quali credi debba essere il ruolo del PD Roma nei confronti della sua giunta?

Lionello Cosentino: Io credo che il PD Roma aprendosi alla società darà una mano anche al nostro sindaco. Ignazio Marino è una persona libera che decide con la sua testa e questo è un fatto molto nuovo e direi positivo; consiglio però al sindaco di Roma di non chiudersi nelle sue stanze e nelle sue cerchie di fedelissimi: è molto importante avere accanto a sé rappresentanze di forze politiche, sociali e professioni altrimenti si corre il rischio di vivere in una torre d’avorio fuori dalla realtà.

Agatino Grillo: Grazie Lionello. Cosa vuoi dire ai cittadini romani e agli iscritti del nostro partito che a volte sono sfiduciati?

Lionello Cosentino: Io dico a tutti di avere fiducia nel futuro perché siamo noi gli artefici del nostro destino specie se sapremo unire le nostre forze. La sinistra serve a guardare con ottimismo al futuro.

Agatino Grillo: Grazie Lionello e buon lavoro.

Lionello Cosentino: Grazie a voi.

Per contattare Lionello Cosentino

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Articoli collegati

La segreteria del PD Roma

(Abbiamo chiesto a tutti i componenti della segreteria di autorizzarci a pubblicar ela loro email per "facilitare" la comunicazione tra iscritti, elettori, cittadini e Partito: di seguito le email di chi ci ha risposto ndr)





Nome

Cognome

Ruolo

Email

Lionello

Cosentino

Segretario

segretario@pdroma.net

Luciano

Nobili

Vicesegretario


l.nobili@partitodemocratico.it.

Marco

Tolli

Coordinatore della Segreteria

marco.tolli@alice.it

Giulio

Pelonzi

Organizzazione

organizzazione@pdroma.net

Ilaria

Feliciangeli

Riforme istituzionali, Capitale metropolitana


ilariafeliciangeli@hotmail.com

Khalid

Chaouki

Integrazione


chaouki_k@camera.it 

Marco

Causi

Economia


www.marcocausi.it (contatti)

Giulia

Urso

Cultura

giuliaurso@pdroma.net

Cecilia

Fannunza

Scuola


fannunza81@virgilio.it

Lucia

Zabatta

Lavoro

lucia.zabatta@tiscali.it

Raffaella

Petrilli

Sapere, Università, Ricerca

raffaella.petrilli@gmail.com

Membro di Diritto:

Invitati permanenti:

  • Tommaso Giuntella, Presidente dell’Assemblea
  • Francesco D’Ausilio, Capogruppo PD Assemblea Capitolina, email: francesco.dausilio@comune.roma.it
  • Carlo Cotticelli, Tesoriere, email: carlo.cotticelli@gmail.com
  • Alberto Tanzilli, Presidente della Commissione di Garanzia
  • Francesco Proni, Coordinatore circoli del lavoro

Circolo Alberone: “Dillo al PD! Questionario a iscritti ed elettori del partito Democratico” (17 febbraio 2014)

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Forti dubbi sulla “staffetta” di Renzi e sull’operato del PD, soddisfazione per le attività del Circolo ma non mancano i critici

In occasione delle Primarie per la scelta del segretario regionale del PD, il Circolo Alberone di Roma, via Appia Nuova 361, ha distribuito un questionario (qui in pdf ) per raccogliere le opinioni di iscritti ed elettori sul partito, sul circolo, sulle primarie, sulla recente “staffetta” alla guida del Governo nazionale.
Il questionario prevedeva quattro domande “chiuse” alle quali si chiedeva di rispondere indicando il livello di “soddisfazione” in una scala di valori compresa tra 1 (molto insoddisfatto) e 5 (molto soddisfatto) e due domande a “testo libero” per proporre suggerimenti al partito e al circolo (più una seconda pagina da riempire con dati anagrafici e statistici per profilare meglio il campione).
I questionari compilati sono inseriti via via che venivano riconsegnati su un PC per permettere l’elaborazione in “tempo reale” dei risultati relativi alle 4 domande chiuse.
I questionari compilati sono stati 103 rispetto a 109 votanti alle Primarie.

Domande a risposte chiuse

  1. Come valuti l’azione politica condotta dal Partito Democratico nazionale negli ultimi mesi?
  2. In particolare cosa pensi del cambio al vertice del governo operato dal segretario nazionale Matteo Renzi?
  3. Come valuti l’azione politica condotta dal Circolo PD Alberone negli ultimi mesi?
  4. Come valuti l’utilizzo dello strumento delle Primarie per la scelta delle cariche interne del PD?

Domande a testo libero

  • Vuoi segnalare qualche problema del nostro Municipio al Partito Democratico?
  • Vuoi proporre qualche iniziativa al Circolo PD Alberone?

I risultati delle domande a testo chiuso

1.    Come valuti l’azione politica condotta dal Partito Democratico nazionale negli ultimi mesi?

1. molto insoddisfatto        21,78%
2. insoddisfatto    24,75%
3. né insoddisfatto né soddisfatto    28,71%
4. soddisfatto    22,77%
5. molto soddisfatto    1,98%

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2.    In particolare cosa pensi del cambio al vertice del governo operato dal segretario nazionale Matteo Renzi?

1. molto insoddisfatto    24,75%
2. insoddisfatto    23,76%
3. né insoddisfatto né soddisfatto    23,76%
4. soddisfatto    15,84%
5. molto soddisfatto    11,88%

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3.    Come valuti l’azione politica condotta dal Circolo PD Alberone negli ultimi mesi?

1. molto insoddisfatto    5,94%
2. insoddisfatto    1,98%
3. né insoddisfatto né soddisfatto    36,63%
4. soddisfatto    40,59%
5. molto soddisfatto    14,85%

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4.    Come valuti l’utilizzo dello strumento delle Primarie per la scelta delle cariche interne del PD?

1. molto insoddisfatto    17,82%
2. insoddisfatto    4,95%
3. né insoddisfatto né soddisfatto    11,88%
4. soddisfatto    32,67%
5. molto soddisfatto    32,67%

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Circolo PD Lanciani di Roma: “Pane e cultura: lavoro e opportunità nel settore culturale” (12 febbraio 2014)

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Digitalizzazione, open data, beni culturali: costruiamo la nuova industria culturale italiana

Il 7 febbraio 2014 si è tenuto, presso il circolo PD Lanciani di via Catanzaro 3 a Roma,  un incontro pubblico dedicato alla cultura, “Pane e cultura: lavoro e opportunità nel settore culturale”: un confronto tra politici, operatori culturali, iscritti al partito e cittadini per riportare la cultura al centro dell’agenda politica del Paese.

Introduzione

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(Claudio Carassiti)

Introduzione a cura di Claudio Carassiti, Segretario del Circolo Italia-Lanciani e Marialuisa Sergio, Direttivo dello stesso Circolo, che hanno ricordato che la cultura non è un costo ma un investimento, un patrimonio d’inestimabile valore per l’Italia: per i giovani, per la ripresa dell’occupazione, per la crescita reale, per il consolidamento di una sfera pubblica democratica.
Claudio ha voluto ringraziare i presenti ed in particolare Guido Caprano consigliere PD del II Municipio, Raffaella Petrilli  in rappresentanza della segreteria del PD Roma, tutti i convenuti tra cui i rappresentanti dei Circoli PD Trieste-Salario  e Alberone.

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(Marialuisa Sergio)

Marialuisa ha presentato i relatori:

  • la deputata PD Flavia Piccoli Nardelli della Commissione Cultura della Camera
  • la consigliera comunale PD Valentina Grippo della Commissione Cultura di Roma Capitale
  • l’architetto Carlo Mazzei, Responsabile nazionale per “Università e ricerca” dei Giovani Democratici
  • Rita Borioni del Dipartimento cultura Partito Democratico moderatrice dell’incontro.

Rita Borioni

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(Rita Borioni)

Rita ha rapidamente ricordato come negli ultimi anni, a partire dalla famigerata espressione “con la cultura non si mangia” del fu ministro Tremonti, la situazione della cultura in Italia sia drammaticamente peggiorata.
I lavoratori della cultura sono oggi in una situazione disperata” ha ricordato Rita.
Fortunatamente  nel gennaio scorso la Camera ha approvato la proposta di legge Madia che apporta importanti modifiche al “Codice dei beni culturali e del paesaggio” riconoscendo finalmente le figure professionali che operano in quest’ambito: archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi, restauratori di beni culturali, eccetera.
Gravissima, secondo Rita Borioni, la situazione a Roma dove ormai si parla di “macerie della cultura”: ad otto mesi dall’insediamento della nuova giunta  i segnali sono pessimi: mancata nomina del Sovrintendente comunale, chiusura estiva delle Scuderie al Quirinale, sostanziale stato di abbandono del Macro, costato 40 milioni di euro ai romani, chiusura del teatro Palladium privato del ruolo-guida della Fondazione Romaeuropa.
“È importante opporsi, anche con proposte costruttive a tale declino” ha detto Rita in conclusione della suo intervento “e per tale motivo sono importantissimi incontri come quello organizzato dal Circolo Lanciani. Investire nella cultura è una scelta politica. Quando eravamo all’opposizione, al governo e al comune, il PD denunciava che in tutti paesi europei gli investimenti per la cultura crescevano proprio per rispondere alla crisi e rilanciare lo sviluppo mentre da noi diminuivano. Ora che siamo al governo dobbiamo essere coerenti e rilanciare la Cultura.”

Valentina Grippo

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Valentina Grippo, Consigliere Comunale, Presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali e componente della Commissione Cultura   di Roma Capitale ha tratteggiato, nel suo intervento, l’evoluzione normativa del concetto di “bene culturale” anche in relazione alla prossima riforma del titolo V della Costituzione.
Fino a pochi anni fa, ha ricordato Valentina,  si parlava esclusivamente di “tutela” e “conservazione” dei beni culturali mentre adesso il focus è principalmente sulla “valorizzazione”: in quest’ambito l’Italia, e Roma in particolare, devono seguire gli esempi di Paesi come gli USA o la Gran Bretagna che, pur in presenza di patrimoni artistici ben inferiori a quello italiano, sono all’avanguardia nella loro valorizzazione..
“Occorre, in poche parole, riuscire a «portare al reddito»  il nostro patrimonio culturale ed artistico” ha detto Valentina Grippo “ovviamente evitando di trasformare tutto in semplice merchandising o paccottiglia varia e nel rispetto delle specificità del bene artistico”.
C’è purtroppo, ha notato il consigliere comunale, ancora una resistenza ideologica a questo passaggio culturale e tuttavia occorre agire, in fretta, per la costituzione di una reale “industria culturale” nazionale.
Questa è anche la richiesta che ci fa l’Europa attraverso il programma “Europa creativa”:  oggi i settori culturali e creativi rappresentano già il 4,5% del PIL dell’UE e danno lavoro a più di 8 milioni di persone. Tuttavia il potenziale di crescita dei settori culturali e creativi non è ancora pienamente sfruttato: l’Europa ritiene che, con sostegni adeguati, il loro contributo alla creazione di posti di lavoro e all’economia dell’UE potrebbe essere ancora più rilevante.
Il “mercato” culturale è ormai caratterizzato da globalizzazione e digitalizzazione: ciò modifica non solo il modo di fare e distribuire l’arte ma anche le modalità di fruizione.
Occorre dunque, ha sottolineato Valentina concludendo il suo intervento, fare cultura e valorizzare i beni culturali in modo nuovo, “facendo rete”.

Flavia Piccoli Nardelli

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Flavia Piccoli Nardelli, deputato del PD e segretario della  Commissione “Cultura, Scienze e Istruzione” della Camera ha svolto un brillante ed appassionato intervento illustrando anche ipotesi concrete di intervento.
La crisi che sta vivendo il nostro Paese è anche una crisi culturale” ha esordito Flavia “confermata dal diffuso scetticismo che accompagna ogni discorso sulla centralità della cultura per il presente e il futuro della società”.
La cultura è sicuramente una grande risorsa per il Paese ma la valorizzazione di questo patrimonio richiede politiche mirate e incisive, capaci di assicurarne la cura e l’utilizzo.
Secondo l’onorevole Piccoli è necessario un cambio radicale di prospettiva che renda possibile l’intreccio virtuoso tra una politica culturale coraggiosa e una politica industriale innovativa, capace di stimolare l’imprenditorialità italiana in un campo segnato da una concorrenza internazionale molto qualificata.
Riprendendo quanto detto da Valentina, Flavia è ritornata sul tema della “digitalizzazione dei contenuti culturali”, ribadendo che l’Italia si trova ad un bivio: “dobbiamo decidere se fungere esclusivamente da content provider, oppure diventare protagonisti della nostra cultura”.
I nuovi progetti europei, Horizon 2020 ed Europa Creativa, secondo Piccoli, impongono non più solamente la tutela, il riordino e la valorizzazione del bene culturale, ma chiedono di “produrre cultura”.
Il mondo italiano della cultura è fatto di realtà spesso piccole ed impreparate ad affrontare, senza le dovute strutture e senza adeguate consulenze, i bandi stessi. Troppo spesso in Italia l’aspetto creativo è confuso con quello esecutivo, questo mortifica la progettazione in favore di quello che è maggiormente misurabile sul piano burocratico.
Sempre sul tema del “sistema delle imprese culturali nazionali” Flavia si è poi lanciata in un’appassionata perorazione degli open data ricordando il recente recepimento anche in Italia della relativa normativa europea che prevede, per la prima volta, “l’apertura obbligatoria di biblioteche archivi e musei i cui dati debbono essere messi a disposizione dell’impresa culturale”.
L’obiettivo di tale direttiva è agevolare la creazione di prodotti e servizi a contenuto informativo estesi all’intera Unione basati su documenti del settore pubblico, andando verso una totale condivisione del patrimonio culturale europeo, in particolare grazie all’apertura dei dati nelle tre istituzioni cardine di questa Direttiva: biblioteche, musei e archivi.
In conclusione del suo intervento Flavia Piccoli ha ricordato che l’Italia ha due strade davanti a sé: “o restare mero fornitore di materia prima culturale, che sarà utilizzata da soggetti non italiani per creare valore a beneficio di altre economie, oppure essere protagonisti nel creare valore aggiunto in tutte le forme rese possibili dall’incontro di un patrimonio senza uguali con le potenzialità delle tecnologie informatico-digitali”.

Carlo Mazzei

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Carlo Mazzei, responsabile nazionale “Università e ricerca” dei Giovani Democratici, ha iniziato la sua prolusione denunciando la “crisi di identità e vocazione” che l’Italia attraversa da oltre 20 anni.
Il Paese ha perso la propria identità ed il proprio linguaggio, secondo Carlo, che ha invitato tutti, a cominciare dal partito Democratico, a riscoprire il senso vero delle parole e delle azioni politiche.
Passando al tema del dibattito, Carlo ha invitato a puntare con decisione su un nuovo sviluppo economico basato sull’industria dei saperi, dell’innovazione, della cultura, “materie prime” di cui il Belpaese abbonda.
Investire in cultura richiede però, secondo Mazzei, un ripensamento globale dell’azione politica nazionale e locale: non si può rilanciare ad esempio il turismo d’arte senza riformare il sistema globale dei trasporti.
Concludendo, Carlo, citando Walter Tocci, ha ricordato che siamo ormai la “società della conoscenza”: ben vengano dunque incontri pubblici come quello organizzato dal Circolo Lanciani perché diffondere dati e far crescere la coscienza sono le basi della nuova economia delle informazioni.

Contatti

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Claudio Carassiti, Segretario del Circolo Italia-Lanciani

Marialuisa Sergio, Direttivo del Circolo Italia-Lanciani

Rita Borioni, Dipartimento cultura Partito Democratico
FaceBook: https://www.facebook.com/rita.borioni
Email: r.borioni@partitodemocratico.it

Flavia Piccoli Nardelli, Commissione Cultura Camera dei Deputati

Valentina Grippo, Com. cultura Consiglio Roma Capitale

Carlo Mazzei, Resp. naz. Università e ricerca Giovani Democratici

Circoli PD

Approfondimenti

Articoli collegati (Circolo PD Lanciani)

Legge elettorale, la nuova mappa dei collegi: ecco chi vince e chi perde (Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2014)

Politica: 

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Uno degli effetti peculiari di questo sistema elettorale è che non sempre il seggio va a chi ha preso più voti. Questo è un problema per i piccoli partiti
Ma quel che è più problematico è che i piccoli partiti non possono sapere in anticipo in quali collegi otterranno i seggi che gli spettano in base alla loro percentuale di voti nazionale. E questa è la vera ragione dietro alla richiesta di candidature plurime

Partendo dai 475 collegi uninominali della Camera previsti dalla legge Mattarella il Cise ha ritagliato 148 collegi plurinominali. I collegi veri molto probabilmente saranno disegnati dal ministero dell'Interno visto che si parla di una delega al governo allo scopo. I collegi del Cise sono stati creati tenendo conto di alcuni vincoli. Hanno tutti tra 3 e 6 seggi, ma molti sono di 4. Sono contigui territorialmente e non superano i confini regionali. Il numero di abitanti è stato calcolato sulla base del censimento 2011 e si colloca mediamente intorno ai 400mila. Per la loro definizione non è stato utilizzato nessun criterio politico, storico o socio-economico.
Il punto di partenza per l'analisi è rappresentato dall'esito delle elezioni dello scorso febbraio ricalcolato sui 148 collegi-Cise. Le percentuali di voto che i partiti e le coalizioni hanno ottenuto allora sono stati poi modificati sulla base della media dei sondaggi delle ultime due settimane (si veda la tabella). In gergo, il tasso di variazione tra il dato di febbraio e quello di oggi è denominato "swing". Questo swing è stato applicato collegio per collegio. Questo modo di procedere, partendo dal risultato di febbraio, non altera la geografia elettorale. In altre parole restano costanti le aree di forza relativa dei vari partiti.
I seggi sono stati assegnati ai partiti e alle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra tenendo conto delle attuali regole dell'Italicum. Solo i partiti coalizzati con una percentuale di voti uguale o superiore al 4,5% sono stati ammessi alla distribuzione dei seggi. Alla Lega è stata applicata la clausola prevista per i partiti regionali. La composizione delle coalizioni è una ipotesi di chi scrive.

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(i 148 collegi CISE, clicca per ingrandire)
Alla luce delle recenti dichiarazioni di Casini i voti dell'Udc sono stati sommati a quelli del Ncd. Se l'Udc si presentasse da sola non otterrebbe seggi. In base alla media dei sondaggi più recenti nessuna coalizione arriverebbe al 37% dei voti, che è la soglia prevista dall'Italicum per far scattare il premio di maggioranza. Quindi si andrebbe al ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra. Nel nostro esercizio abbiamo simulato la vittoria dell'uno e dell'altro. In entrambi i casi il vincente ottiene 327 seggi cui sono da aggiungere quelli del Trentino Alto Adige, della Valle d'Aosta e della circoscrizione estero in cui si vota con regole diverse.
L'utilità di questa simulazione non sta nello stimare i seggi assegnati ai partiti ma nel far vedere come funzionano questi collegi plurinominali con questo sistema elettorale. Nel caso di vittoria del centrosinistra tutti i partiti perdenti, compresa quindi Forza Italia, eleggono al massimo un solo deputato per collegio. In 31 casi Forza Italia non ne ha alcuno. In questo scenario per chi non prende il premio i 148 collegi sono in pratica collegi uninominali. Quanto al Pd in 109 casi elegge i primi due nomi della lista, in 5 casi ne elegge 1 e in 2 casi ne elegge 4. Nell'ipotesi di vittoria del centrodestra invece il Pd ottiene solo un seggio in 118 collegi, due seggi in 27 e resta senza in 3 collegi. Forza Italia invece elegge 2 deputati per collegio in 70 casi e un solo deputato in 78. In nessun collegio resta senza seggi. Nella maggior parte dei casi, con questi dati, il secondo seggio scatta nei collegi del Sud.
Uno degli effetti peculiari di questo sistema elettorale è che non sempre il seggio va a chi ha preso più voti. Questo è un problema per i piccoli partiti. Data la complessa procedura di assegnazione dei seggi dal livello nazionale a quello locale succede che, in caso di vittoria del centrosinistra, in 17 collegi l'unico seggio del centrodestra venga conquistato dalla lista Ncd+Udc che pure in quei collegi è il partito della coalizione con meno voti. Ma quel che è più problematico è che i piccoli partiti non possono sapere in anticipo in quali collegi otterranno i seggi che gli spettano in base alla loro percentuale di voti nazionale. E questa è la vera ragione dietro alla richiesta di candidature plurime. Solo presentandosi in più collegi si può infatti ridurre il rischio di non essere eletto per aver scelto il collegio sbagliato.

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