“Per un progetto di Comunità” - Intervista a Gabriele Scappaticci segretario Giovani Democratici Alberone (31 gennaio 2014)

140131-gabriele-scappaticci-3

(Gabriele Scappaticci)

Occorre avviare subito un progetto politico di Coordinamento Municipale del PD e dei cittadini

Agatino Grillo: Ciao Gabriele. Presentati in due battute

Gabriele Scappaticci: Ciao, mi chiamo Gabriele ho 23 anni e frequento l' ultimo anno di studi in Giurisprudenza alla prima Università di Roma, La Sapienza. Sono nato e cresciuto nel VII Municipio di Roma (San Giovanni, Appio-Tuscolano, fino a Morena) e qui ho iniziato, durante gli anni del liceo (nome?), a fare politica con il Partito Democratico sin dalla sua fondazione.

Agatino Grillo: Il 29 gennaio 2014 il Circolo Giovani Democratici dell’Alberone a Roma ha presentato la prima “bozza” di un documento che analizza la situazione politica del VII Municipio e propone una serie di azioni concrete nel territorio  Come nasce questa iniziativa e che obiettivo si pone?

Gabriele Scappaticci: Il documento nasce da un’analisi condotta tra i Giovani Democratici dell’Alberone sulla situazione politica, economica e sociale del nostro Municipio. L’analisi ci ha condotto a formulare alcune proposte che rivolgiamo al Partito Democratico e a tutti i cittadini.

140131-Logo_Giovani_Democratici-alberone

Agatino Grillo: Il documento sarà condiviso con i GD degli altri circoli del Municipio?

Gabriele Scappaticci: Certamente sì. È importante che la nostra proposta sia conosciuta ed arricchita con i suggerimenti di tutti coloro che vogliono impegnarsi per il cambiamento.

Agatino Grillo: Cominciamo dalla analisi politica.

Gabriele Scappaticci: Il quadro politico del PD del VII Municipio ricalca fedelmente quello del PD Nazionale, e si ripete da anni. Risorse vastissime (1.560 iscritti e 11 Circoli) e obiettivi comuni che potrebbero ben conciliarsi. E invece l’azione del PD è costantemente disorganica, indipendente, non coordinata. Il clima diventa così sempre quello dello scontro interno che talune volte arricchisce ed altre logora.
La sconfitta, nella primavera 2013, dei candidati del PD alle Primarie per la scelta del candidato presidente del VII Municipio a causa dell’eccessivo numero di autocandidature rappresenta l’epilogo triste e desolante di questo quadro; una situazione che a nostro avviso poteva evitarsi, se ci fosse stato un Coordinamento in grado di conciliare l’indipendenza politica di tutti i circoli, i saperi dei singoli e il percorso politico di ogni gruppo.

Agatino Grillo: Che soluzione proponete?

Gabriele Scappaticci: Occorre un progetto politico di Coordinamento Municipale. La nostra proposta è quindi di UNIRCI TUTTI, nel rispetto delle reciproche differenze e delle legittime pretese di ognuno; convinti però, che tali pretese siano davvero legittime solo se motivate e discusse insieme, nel luogo deputato da noi stessi, iscritti del PD del VII Municipio.

Agatino Grillo: Che analisi fate invece della situazione economica e sociale del Municipio?

Gabriele Scappaticci: Il VII Municipio di Roma versa in una situazione di inaccettabile DEGRADO economico e sociale. Ma combattere il degrado significa prospettare un’alternativa ad esso. E l’alternativa è la costruzione di una Comunità cioè di un gruppo di donne e uomini che non lasci all’incuria le “Communia” cioè le cose che appartengono a tutti, che sono di proprietà della Comunità.

Agatino Grillo: Cosa proponete?

Gabriele Scappaticci:  I confini in cui ci troviamo ad operare sono delineati e limitati: sono quelli del nostro Municipio per cui abbiamo deciso di metterci in gioco e di fare politica. Questo, a nostro avviso, costituisce un punto di forza in quanto il Municipio può davvero costituire la “Piccola patria” di cui parla Adriano Olivetti nel “Il cammino della Comunità”; “dove siamo nati noi, dove sono nati i vostri figli, dove avete passato la vostra infanzia”.
Gli interventi che devono essere messi in campo sul Municipio devono avere le seguenti caratteristiche:

  • partecipazione dalla cittadinanza
  • interventi multidirezionali e legati: ambiente,  decoro, cultura, commercio, sicurezza e legalità.

Agatino Grillo: Un esempio concreto di azione per l’ambiente?

Gabriele Scappaticci: Il Municipio VII possiede uno dei patrimoni paesaggistici più belli e caratteristici di Roma; basti pensare al Parco regionale dell’Appia Antica che nutre un patrimonio di bellezza naturalistica e paesaggistica senza eguali ( via Appia, parco degli Acquedotti, parco delle tombe latine e valle della Caffarella). È necessario che questa bellezza sia preservata, valorizzata e promossa per la vita del quartiere sia sotto il profilo della qualità di vita sia sotto il profilo dello sviluppo turistico.

131105-pd-alberone

Agatino Grillo: Cosa proponete?

Gabriele Scappaticci: Il nostro piano prevede in sintesi:

  • Rafforzamento della raccolta differenziata: sviluppo della raccolta differenziata “porta a porta” già presente in alcune parti del municipio
  • Potenziamento bike sharing: devono essere potenziati specificatamente in prossimità delle fermate metro ed, in generale, lungo i nodi di scambio.
  • Creazione car sharing: o con un investimento del municipio utilizzando questa attività come fonte di guadagno; oppure in convenzione con le società già esistenti che operano in altre parti del paese
  • Percorso pedonale ciclabile: individuazione di una porzione di territorio tra le vie Appia, Tuscolana ed Anagnina.
  • Mappatura online: sportello on-line per la segnalazione motivata di sacche di degrado ambientali.
  • Strumenti di democrazia diretta: tramite lo sviluppo di un sito apposito viene offerta la possibilità di fare proposte o votare su determinati interventi del Municipio.
  • Promozione online:  promozione attraverso siti e social network attraverso l’utilizzo della lingua italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola delle bellezze naturalistiche, archeologiche e paesaggistiche presenti sul nostro territorio.
  • Cultura ambientale; favorire percorsi guidati con l’associazionismo.

Agatino Grillo: Come pensate di portare avanti queste attività?

Gabriele Scappaticci: Proponiamo un progetto di Coordinamento Municipale che si basi sui seguenti punti programmatici:

  • Nessun Consigliere o Assessore tra gli eletti del Coordinamento municipale, per esercitare funzione di controllo e indirizzo agli eletti
  • Garantire 1 consigliere municipale per ogni circolo. (11 eletti per 11 circoli)
  • Dividere le aree tematiche e le iniziative politiche per ogni circolo in funzione delle sue esigenze e del suo elettorato
  • Coordinare la discussione tra i Candidati alle Primarie municipali per vincerle
  • Coordinare la discussione sugli Assessori per comporre al meglio il quadro politico e garantire rappresentanza a tutti i circoli.
  • Discutere e Coordinare la scelta dei candidati al Consiglio Comunale e al Parlamento; consapevoli dell’immenso bacino elettorale del Municipio e la possibilità di eleggere un nostro diretto rappresentante in queste Istituzioni
  • Garantire la efficiente allocazione delle risorse economiche tra i circoli
  • Predisporre Strumenti e Luoghi di informazione, discussione e decisione permanenti. Come Mailing list e Riunioni Mensili
  • Offrire ai cittadini strumenti di democrazia diretta per decidere su alcune questioni collettivamente individuate di volta in volta.

Siamo fermamente convinti che un Coordinamento Municipale cosi organizzato tuteli tutti, ma per essere valido deve essere effettivamente accettato da tutti.

Agatino Grillo: Grazie Gabriele

Gabriele Scappaticci: Grazie a voi

Allegato

Per contattare Gabriele Scappaticci

Link

Circolo Giovani Democratici Alberone

BigBang Roma: costruiamo insieme la politica del fare (30 gennaio 2014)

Politica: 

140130-bigbangroma

(clicca per ingrandire l'immagine)

Riavvicinare società civile ed istituzioni con un nuovo modo di far politica

Affollata assemblea aperta, il 28 gennaio 2014, presso la sede di “BigBang Roma” , associazione politico culturale vicina al PD ma indipendente dai partiti, che ha lo scopo di promuovere ed elaborare proposte e progetti finalizzati al rinnovamento culturale, sociale e politico dell’Italia.
L’incontro, aperto ad associati e cittadini, è stato organizzato per presentare e condividere proposte e iniziative politiche con l’ambizione di “costruire insieme le reti nei territori per realizzare finalmente una politica del fare e dell’agire”.
Il dibattito è stato appassionato e serrato: numerose le idee, i suggerimenti e le “suggestioni” che sono scaturite dal confronto tra i tanti convenuti.
Ecco una sintesi delle principali decisioni.

Tavoli di lavoro

Sono stati individuati dei “macro temi” su cui lavorare nei prossimi mesi con l’obiettivo di trasformarli in “tavoli di lavoro permanente” attraverso cui raccogliere idee, suggerimenti e problematiche da parte dei cittadini da trasformare in soluzioni e “proposte politiche” da indirizzare alle istituzioni locali (municipi, Comune) e nazionali (Parlamento e governo).  
Un primo elenco dei tavoli, fermo restando che sono ben accetti suggerimenti e proposte su nuovi argomenti, è il seguente:

  • Giovani, Istruzione e Lavoro
  • Sanità
  • Welfare e Cultura
  • Legalità e Trasparenza
  • Mobilità e Ambiente
  • Innovazione e Comunicazione
  • Area metropolitana e smart city
  • Economia, imprenditoria, start-up

Chiunque volesse partecipare a questi “tavoli” o proporre nuove idee può contattare l’associazione via email romabigbang@gmail.com o direttamente la coordinatrice organizzativa Tatiana Plebani via email tatiana.plebani@tiscali.it .

Rete e forum delle competenze

140130-gianna-marini-bis-2

(Gianna Marini, clicca per ingrandire immagine)

BigBang Roma, che fa parte di un area più ampia di oltre 20 associazioni con la stessa denominazione sul territorio nazionale, vuole essere il punto di incontro delle competenze e dei talenti di cittadini, professionisti, enti e imprese che si impegnano per “fare il cambiamento” nel quadro dei principi e dei valori di una nuovo e moderno centro sinistra, inclusivo, trasparente e senza tabù.
Come ha ben espresso Gianna Marini, presidente di BigBang Roma, occorre favorire il riavvicinamento tra società civile ed istituzioni per fare in modo che la politica torni ad essere assolvimento di un dovere civico e non una forma di assicurazione economica.
Per raggiungere questo obiettivo è necessaria, ha continuato Gianna, la valorizzazione a livello istituzionale delle attività produttive e professionali, in particolare delle professioni intellettuali e della piccola e media impresa.
Occorre dunque “mettere in rete” e far colloquiare talenti, competenze, eletti e istituzioni sfruttando le opportunità delle nuove tecnologie ma evitando la trappola di far semplice “accademia” o di ridurre l’impegno politico a semplice redazione di documenti: “l’azione politica nei municipi e il colloquio diretto con i cittadini è fondamentale” ha rimarcato Gianna che ha auspicato che l’associazione sappia trasformarsi in un vero punto di ascolto sul territorio coniugando impegno e “fantasia”.

Web, strumenti social e newsletter

140130-mimmo-di-biagio-2

(Mimmo Di Biagio, clicca per ingrandire immagine)

Mimmo Di Biagio  ha presentato gli strumenti social che saranno di ausilio ai tavoli di lavoro e all’impegno sui territori.
Sarà costituita una mailing list ed un forum telematico aperto agli associati e a tutti coloro che vogliono partecipare ai lavori dei tavoli: in tal modo oltre a favorire la partecipazione sarà garantita trasparenza e inclusività.

Lavorare per progetti

140130-simone-plebani-2

(Simone Plebani, clicca per ingrandire immagine)

Simone Plebani, si è invece soffermato sulla “metodologia” di lavoro che prevede, per ogni “tavolo”, un approccio project-oriented assistito dagli strumenti social presentati da Mimmo.
“Lavorare per progetti” ha detto Simone “ci garantirà non solo efficienza e rispetto dei tempi ma anche accountability rispetto ai cittadini interessati ai nostri lavori”.

Prossimi incontri

A breve sarà organizzato un nuovo incontro aperto a tutti presso BigBagRoma per discutere dei temi legati alle primarie del 16 febbraio 2014 per l’elezione del segretario del PD del Lazio che avverrà attraverso primarie aperte ai tutti i cittadini.

140130-interno-big-bang-roma-2

Link

Articoli collegati

Direzione PD Roma del 24 gennaio 2014 – Tutto quello che avreste voluto sapere ma che non avete mai osato chiedere (27 gennaio 2014)

 

140127-raffaella-petrilli-3

(Raffaella Petrilli)

Il Pd romano esiste e ragiona. Raffaella Petrilli, componente della segreteria romana del PD, racconta la riunione della direzione del partito democratico capitolino del 24 gennaio 2014

Agatino Grillo: Ciao Raffaella, grazie di essere di nuovo qui con noi. Venerdì 24 gennaio 2014 ha avuto luogo una nuova direzione del PD Roma. Ce ne parli? Quale era l’ordine del giorno?

Raffaella Petrilli: Sì, è stata la prima seduta della Direzione, dedicata alla situazione politica nazionale e romana, e ai prossimi congressi regionale e municipali. Con una premessa: il segretario del PD Roma Lionello Cosentino ha sottolineato più volte di considerare la Direzione il luogo in cui il PD debba riprende a far politica, a Roma. Credo che la discussione, lunga, vera, politica che si è svolta il 24 ne sia stata la prova. Abbiamo un luogo dove ricostruire uno spirito di squadra. Ma servono rispetto reciproco e capacità di esprimere idee, anche differenti. Il Pd romano esiste e ragiona, si potrebbe dire.   

Agatino Grillo: Il segretario Cosentino nella sua relazione ha affrontato anche temi nazionali: legge elettorale, riforma del titolo V, le dimissioni di Cuperlo. Cosa ha detto?

Raffaella Petrilli: Rispetto reciproco, dicevamo, e convinzione che tutti siamo indispensabili, dobbiamo collaborare. In questo senso Cosentino ha detto di comprendere le ragioni di Cuperlo, nel dimettersi da presidente del PD nazionale. Ma ha anche valutato positivamente la capacità dimostrata dalla segreteria nazionale di assumere un’ottica nuova, di imprimere uno scatto alla discussione politica su questioni relegate da tempo nel pantano delle discussioni infinite (Camera unica, revisione del titolo V, per esempio). Cosentino ha detto di ritenere positiva la rapidità impressa da Renzi all’iter della legge elettorale, come pure il suo sforzo di cercare l'accordo più ampio possibile delle forze politiche, anche di Forza Italia.

131105-lionello-cosentino-2

(Lionello Cosentino, segretario PD Roma)

Agatino Grillo: Si è parlato dei rapporti tra PD Roma e giunta Marino? Qual è la strategia della nuova segreteria romana nei confronti del sindaco di Roma?

Raffaella Petrilli: È un punto importante, per il PD romano, il punto più urgente e sul quale la segreteria Cosentino si è già fatta sentire. Per capire la strategia messa in campo, serve una premessa, e cioè avere chiaro il quadro della situazione attuale. Il tessuto economico e sociale romano sono in profonda sofferenza. La crisi economica ha trasformato in negativo la realtà  romana: la restrizione del credito ha messo in difficoltà le piccole imprese, gli organismi pubblici hanno perso iniziativa (pensiamo a che cosa sta accadendo alla Camera di commercio). I settori tradizionalmente vivaci, come il mercato immobiliare, sono bloccati. In questo contesto, succede che si rafforzano due componenti: i concessionari di pubblici servizi (la vicenda Cerroni ci parla di un miliardo l’anno di affari) e la camorra, che si infiltra violentemente nel tessuto economico romano. Sono i poteri forti. Partiamo da qui, e dal fatto che i poteri forti si rafforzano quando la politica è debole. Perciò la strategia è chiara: ridare spazio all’azione politica del PD romano ed essere di sostegno alla Giunta Marino. La prima mossa è spazzare via i pettegolezzi messi in giro e amplificati dai giornali (dei poteri forti, appunto) sulle difficoltà tra la Giunta Marino e il PD. Si parla di litigi sulle poltrone, richieste di posti, di rimpasti, di divisioni interne. Tutto questo va stroncato. Poi, bisogna dar voce alla sofferenza della città, non per criticare l’azione della Giunta, ma per valutare insieme alla Giunta l’efficacia degli interventi messi in campo. Il Pd dovrà impegnarsi di più, allargare la squadra che lavora sui temi (per es., agli amministratori municipali), rimettere ordine nel sistema sociale e produttivo romano.  

Agatino Grillo: A breve gli iscritti del PD romano saranno chiamati ad eleggere i membri delle assemblee municipali e i segretari dei coordinamenti municipali. Quando e come si vota?

Raffaella Petrilli: I tempi sono brevi, per il segretario del partito regionale si vota il 16 febbraio prossimo. Il Pd romano è intenzionato a fare un’opera capillare di informazione, per far conoscere bene ai cittadini chi sono i candidati in campo. Per i coordinamenti municipali si arriverà a marzo.

Agatino Grillo: Per le elezioni dei coordinamenti municipali e dei loro coordinatori Cosentino ha proposto la creazione di un gruppo "aperto" che lavori per stabilire regole. Alcuni hanno polemizzato perché in realtà la lista dei nomi del gruppo di lavoro è già stata decisa. Ci spieghi?

Raffaella Petrilli: Be', mi sembra che si sia trattato di una elementare regola di organizzazione. Scusami, ma ti figuri che cosa potrebbe accadere, in una assemblea di cento persone (più invitati) se il Segretario dicesse: “chi vuole partecipare alla commissione x?”. Il caos, oppure una lista infinita. Tra l’altro, la procedura è nota e già usata altre volte. Quando l’allora Presidente Eugenio Patané formò la “Commissione statuto e regolamenti”, partì da un elenco di nomi proposto da lui, al quale si aggiunsero poi altri volontari (tra cui anch’io).

Agatino Grillo: Da Statuto i segretari di Circolo non possono essere eletti coordinatori municipali. È vero che alcuni segretari di Circolo fanno già parte del gruppo “aperto” che lavora alle regole per eleggere proprio i coordinatori municipali? È opportuno?

Raffaella Petrilli: Non so dirti con precisione, ma anche se fosse, perché no? Una rappresentanza di segretari di circolo fa parte della Direzione, come da Statuto nazionale e regionale. Perché non dovrebbero poi partecipare in pieno ai lavori e alle eventuali commissioni? Non riesco a vedere motivi di inopportunità.

Agatino Grillo: Perché la nuova segreteria di Roma non è stata votata dalla direzione romana?

Raffaella Petrilli: Per la ragione semplice e banale che la segreteria non è un organo elettivo, da Statuto. La segreteria coadiuva il Segretario, che la nomina scegliendo in tutta autonomia.

Agatino Grillo: Il Circolo Alberone ha presentato al segretario Cosentino un “Ordine del giorno”  in cui chiede che ad eleggere i componenti delle assemblee municipali siano i Direttivi dei Circoli e non direttamente gli iscritti. Che ne pensi?

Raffaella Petrilli: Mi pare un’ottima iniziativa, la prova di un partito vivo, con una base capace di elaborare proposte. In sostanza, la proposta “Alberone” suggerisce di considerare il coordinamento municipale come organo di organizzazione e di raccordo del lavoro dei circoli, e non come istanza organizzativa e politica sovraordinata ai circoli. Indica anche una procedura semplice e efficace per eleggerne componenti e coordinatore, affidata ai direttivi dei circoli e non più al voto dei tesserati. Si propone che ogni circolo abbia un numero di seggi calcolato in proporzione al numero di iscritti rispetto al totale municipale. A me sembra una proposta convincente, che personalmente condivido.

131105-pd-alberone

Agatino Grillo: Grazie Raffaella e buon lavoro a te e a tutta la segreteria

Raffaella Petrilli: Grazie a voi

Articoli collegati

Chi è Raffaella Petrilli?

Raffaella ha studiato filosofia e linguistica a Roma e Parigi. Ha lavorato in case editrici e per la Rai. È professore di filosofia del linguaggio e semiotica all’Università della Tuscia.
Fa parte della segreteria del PD Roma con delega a Sapere, Università, Ricerca.

Per contattare Raffaella Petrilli

Congresso FutureDem: noi cambieremo il mondo (26 gennaio 2014)

Politica: 

140125-collettiva-futuredem-2

(clicca per ingrandire immagine)

FutureDem è come un’onda, la nostra forza è il nostro stare insieme: siamo tante piccole energie e insieme, con sinergia, cambieremo il mondo

Ieri mi sono “intrufolato” alla prima “Assemblea nazionale” di FutureDem  in cerca di ispirazioni e suggerimenti su come fare “bella politica” nel campo del centro sinistra oggi nell’Italia del 2014.
La cosa che mi ha colpito maggiormente, a conclusione di quasi quattro ore di appassionata discussione e confronto, è che non si assolutamente parlato di scadenze elettorali, di correnti, di “renziani della prima od della seconda ora” nonostante il PD sia appena entrato in una nuova campagna elettorale (interna) per la scelta dei segretari regionali.
I FutureDem parlano, si confrontano (e si scazzano fortunatamente!) su temi e progetti molto concreti: come costituire un vero e proprio think tank che si occupi di analisi politiche, sociali ed economiche, quali sono i miglior strumenti di crowdfunding per far crescere l’associazione, come coinvolgere gli under 18 nella politica, quale modello alternativo di scuola superiore si può proporre al governo, come “esportare” l’esperienza FutureDem fuori da i confini nazionali …
Credo che i FutureDem siano ragazze e ragazzi fortunati perché nati ai tempi della Leopolda e perché, forse inconsapevolmente, vivono lo spirito della Leopolda tutto l’anno: per loro la politica non è “accreditarsi” in quota a qualche potente o a qualche corrente ma semplicemente impegnarsi concretamente per cambiare il mondo perché “il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell'esistenza” (citazione di Robert Kennedy che capeggia nella home page del loro sito web)
La frase più bella che ho sentito ieri è stata: “FutureDem è come un’onda, la nostra forza è il nostro stare insieme: siamo tante piccole energie che insieme, con sinergia, cambieremo il mondo
La frase che mi ha sorpreso di più  stata invece: “Dobbiamo andare oltre i social network: meno post e più conferenze. Ogni 6 mesi dobbiamo organizzare eventi reali sui temi che ci stanno a cuore:  Europa, lavoro, innovazione, democrazia”.
La cosa che mi ha commosso di più è stata la bandiera dell’Europa che sormontava l’aula in cui si è svolta la riunione.
Ma andiamo con ordine.

Flag_of_Europe.svg

Cos’è FutureDem?

FutureDem (nel seguito anche FD) è una associazione politico culturale costituita in forma di rete di donne e uomini e che intende dar vita a progetti di buona politica.
FutureDem inventa, studia, analizza e propone nuovi modelli associativi che mettono al centro la persona perché ritiene che la “bella politica” sia il luogo di incontro delle idee.
Qui maggiori informazioni sull’associazione  e un più ampio e dettagliato manifesto programmatico.

Elezione del nuovo Direttivo

140125-nuovo-direttivo-futuredem-2

(Il nuovo Direttivo FutureDem: da sinistra a destra: Giulio Seminara, Giulio di Lorenzo, Giulio Del Balzo, Silvia Dalle Rive, Alessandro Biggi, Mattia Peradotto e Matteo Montagner, clicca per ingrandire immagine)

Ad un anno circa dalla sua costituzione FutureDem si è dato appuntamento a Roma il 25 gennaio 2014 per eleggere il suo nuovo presidente e direttivo (che rimarranno in carica per un anno).
A conclusione delle votazioni, che sono avvenute attraverso una piattaforma online (e poteva essere diversamente?) sono stati eletti:

I progetti di FuturDem per il 2014

Dopo le operazioni di voto sono stati presenti i progetti su cui l’associazione si impegnerà nei prossimi mesi:

  • Think tank: sarà costituito un vero e proprio think tank per il quale sarà selezionato, con un bando aperto, un direttore scientifico
  • individuazione e realizzazione di nuove e più efficaci metodi di foundraising innovativo
  • sviluppo dell’associazione: annunciata la costituzione, dal 6 febbraio 2014, di una nuova branch locale di FD in Sardegna; sono in corso contatti per costituire FD Belgio e FD Londra
  • creazione di una radio web dell’associazione
  • impegno per la formulazione e la presentazione in Parlamento e presso le regioni di nuove leggi in materia di lavoro in particolar modo per gli stage e il primo impiego sul modello di quanto già realizzato in Friuli Venezia Giulia
  • invito agli associati a candidarsi in liste del PD o civiche nella prossima tornata di elezioni amministrative
  • sviluppo delle attività di formazione anche attraverso le “school politiche” con particolare attenzione gli aspetti di qualità ed innovazione
  • costituzione di un ufficio stampa
  • costituzione di team specializzati in nuove tecnologie (in particolare grafica, video-editing, social engagement) per dare supporto e strumenti alle iniziative locali di FD

Ricerche, studi e questionario

In conclusione dell’Assemblea sono stati presentati i risultati dei progetti già conclusi.

Come allargare la partecipazione alla politica degli under 18

Arianna Furi e Luca Romano hanno presentato uno studio da loro svolto sul rapporto dei giovani con la politica. Diverse indagini, tra cui lo studio Eurispes, sul rapporto tra giovani e politica rivelano la profonda disaffezione delle nuove generazioni rispetto all’impegno politico.
Allo stesso tempo, però, il forte impegno dei giovani e giovanissimi nelle associazioni di volontariato e nelle nuove forme di partecipazione attraverso i Social Network rappresentano segnali di tendenza opposta a quelli del disinteresse.
Secondo Arianna e Luca i giovani e i giovanissimi sono interessati ad impegnarsi se i temi sono di loro interesse e se sono comunicati nel modo giusto mentre categorie come “destra e sinistra” sono prive di significato (il che spiega il successo tra i giovani del Movimento 5 Stelle).
Due le proposte:

  1. una “campagna” nelle scuole organizzata come road show con la presenza di testimonial di eccellenza sul tema della “bella politica”
  2. realizzazione di una newsletter o magazine aperta a tutti gli stdenti delel superiori e deidcata ai temi dell’impegno politico e sociale

Progetto nuovo sistema scolastico secondario

Stefano Frullini e Lorenzo Maria Perrone hanno presentato il “Progetto per un nuovo sistema scolastico superiore” che propone di rimodulare i contenuti didattici dei cinque anni di Liceo dividendoli tra un biennio generalista e comune a tutti gli indirizzi e un triennio di specializzazione.

Questionario

Tra il 30 dicembre 2013 e il 7 gennaio 2014 è stato effettuato, a cura di Domenico De Rose, un ampio questionario tra gli iscritti a FutureDem per raccogliere opinioni e suggerimenti su come indirizzare il futuro dell’associazione.
Il questionario è stato articolato in tre parti:

  1. organizzazione di FutureDem
  2. composizione anagrafica, sociale, culturale e politica degli associati
  3. opinioni degli iscritti sui temi generali

I risultati sono molto interessanti. Mi ha in particolare colpito che tra gli iscritti a FD:

  • il 48% ha tra i 19 e i 22 anni
  • il 75% è anche iscritto al PD
  • il 96% si connette a Internet più di 3 volte al dì

Secondo 80% degli iscritti inoltre FutureDem deve essere aperta a chiunque indipendentemente dall’essere iscritti o meno ad altre formazioni politiche,
Infine alla domanda se FD dovesse continuare a sostenere “Matteo Renzi” senza se e senza ma, ben l’87% degli iscritti risponde che “Siamo vicini a Renzi ma autonomi: il nostro obiettivo è quello di rinnovare la classe dirigente”.

Discussione sul “metodo democratico”

Dopo la presentazione dei risultati dei progetti conclusi è iniziata una accesa discussione tra i convenuti sul “metodo democratico” che l’associazione deve seguire e conseguire anche in relazione alla decisione di presentare all’Assemblea una unica lista unitaria per l’elezione del Presidente e del Direttivo piuttosto che arrivare ad una conta tra diverse liste.
Personalmente apprezzo le discussioni aperte e franche perché permettono di chiarire possibili equivoci e gettare basi più salde per le future attività e collaborazioni.
Anche in questa fase del dibattito sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla assunzione di responsabilità di tutti coloro che sono intervenuti: linguaggio chiaro, lodi e critiche indirizzate per nome e cognome, nessuna rissa verbale, nessun tentativo di nascondersi dietro alchimie dialettiche o regolamentari.
Davvero una bella lezione di democrazia.

Presentazione del libro “La Leopolda che non hanno raccontato”

140125-ebook-leopolda

La serata si è conclusa con un incontro conAlessio Pecoraro e Sasha Perugini autori dell’ebook  “La Leopolda che non hanno raccontato” (qui su Amazon  euro 0,89)
Il libro è il racconto a due voci della Lepolda 2013 interpretata e vissuta da due punti di vista molto diversi: quello di Alessio (uomo, trentenne, emiliano, impegnato in politica e nel PD, frequentatore abituale della kermesse renziana) e quello di Sasha (donna, quarantenne, italo-americana, scettica della politica).
Ne è nato un e-book dove i due autori raccontano i giorni della Leopolda 2013 ognuno col suo vissuto, la sua storia e le sue speranze che hanno poi racchiuso in nove hashtag che sono i titoli di coda del libello.
Nella discussione tra gli autori e il pubblico è emerso, credo, un convincimento comune molto importante: la Leopolda non è solo un incontro politico ma è un “luogo dell’anima”  la cui vera ricchezza è rappresentato dallo spirito di chi frequenta la Leopolda e che si presenta ogni anno non per chiedere ma per donare e offrire.
Per questo le varie “leopoldine” che in diverse parti d’Italia hanno cercato di replicare la formula della stazione fiorentina hanno alla fine sempre deluso.

Per contattare FutureDem

Articoli collegati

Assemblea nazionale FutureDem – Roma, 25 gennaio 2014

140123-futuredem-assemblea-2
#FDCongresso, elezione presidente e direttivo e progetti per il 2014. Perché il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell'esistenza

Sabato 25 gennaio 2014 a Roma, in via di Trasone 56 (mappa, circa 700 metri da fermato metro "Libia" della B1) “Assemblea Nazionale” di FutureDem.

Ordine del Giorno

  • ore 13: apertura e saluti
    • approvazione del bilancio (alzata di mano)
    • approvazione modifiche statutarie (alzata di mano)
  • ore 14: presentazione delle candidature
    • interventi dei candidati
    • dibattito con i candidati
    • question time
  • ore 16: apertura operazioni di voto (online) – coffee break
  • ore 17: chiusura operazioni di voto
    • discorso di inizio anno da parte del neopresidente e del direttivo
  • ore 17.30: presentazione di progetti FutureDem per i prossimi mesi
    • liberi interventi dei soci.
  • ore 19: fine dei lavori
  • ore 19.30: presentazione del libro “ La Leopolda che non hanno raccontato” insieme agli autori Alessio Pecoraro e Sasha Perugini  (prefazione Matteo Casanovi, impaginazione Matteo Cervi)

Le operazioni di voto avverranno attraverso la piattaforma online E-ligo  .

140124-futuredem-collettiva-3

(Summer school 2013 di FutureDem, clicca per ingrandire immagine)

Cos'è FutureDem?

Il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell'esistenza (Robert Kennedy)

FutureDem è una rete di donne e uomini che intendono dare vita a progetti di buona politica. Vogliamo proporre e pensare a nuovi modelli associativi, che mettano al centro la persona, perché riteniamo che un partito debba essere un luogo dove chi ha un'idea viene sempre ascoltato e, se meritevole, valorizzato.
(Continua a leggere)

Articoli collegati

La nuova segreteria del PD Roma – Intervista a Raffaella Petrilli (20 gennaio 2014)

Politica: 

140120-raffaella-petrilli-3
(Raffaella Petrilli, foto di Salvatore Contino, clicca per ingrandire)

Il PD Roma riparte dai Circoli per lavorare al fianco dei cittadini e degli eletti. Abbandonare subito il sistema impazzito delle correnti, puntare sulla condivisione e sulla trasparenza

Agatino Grillo: Ciao Raffaella  , vuoi presentarti in poche battute?

Raffaella Petrilli: Studi di filosofia e di linguistica in Italia (Roma) e in Francia (Parigi). Ho lavorato in case editrici e per la Rai (radio). Prima di arrivare all’Università della Tuscia, come professore di filosofia del linguaggio e semiotica, ho insegnato in altre università italiane (Cosenza, Cassino, Roma).Vivo a Roma.

Agatino Grillo: Come nasce il tuo impegno in politica e nel PD?

Raffaella Petrilli: Da sempre sono un’elettrice di sinistra. Ma dopo quasi due decenni di berlusconismo e di danni al Paese, mi sono convinta che la sinistra avesse avuto la sua parte di responsabilità. Dal 2007, c’era un nuovo PD, ma con una dirigenza usurata. Visto che penso che i partiti abbiano una funzione importante, e che però devono sapersi rinnovare, che cosa potevo fare se non prendere la mia prima tessera PD? L’ho fatto nel 2009, per poter sostenere il cambiamento da iscritta, votando per Ignazio Marino come segretario nazionale.

Agatino Grillo: Sei appena entrata nella nuova segreteria  del PD Roma. Di cosa ti occuperai? Su quali progetti pensi di lavorare?

Raffaella Petrilli: La nuova segreteria del Pd romano rispetta le competenze, perciò mi occuperò di “saperi, università e ricerca”. Ci sarà molto da lavorare, intanto perché a Roma la densità di università e di centri di ricerca è molto alta e il loro rapporto con la città è primario e va studiato bene. Poi perché mi piacerebbe che almeno il PD riuscisse a correggere il vizio antico di dire che università e ricerca sono una priorità e poi di fatto metterle in coda a ogni programma di governo.

Agatino Grillo: Ci sono state alcune polemiche sulla composizione della nuova segreteria romana. Che ne pensi?

Raffaella Petrilli: Che sono un sintomo di vecchia politica, non servono. Con tutto quello che c’è da fare, starei attenta alle critiche (sempre costruttive), ma le polemiche no, quelle non servono a niente.

140120-raffaella-petrilli-bis-4

Agatino Grillo: Lionello Cosentino, intervenendo il 15 gennaio 2014 all’inaugurazione della nuova sede del Circolo PD del Quadraro  ha chiaramente affermato che vuole costruire un PD Roma che sia vicino ai Circoli e che rappresenti il collegamento tra cittadini ed eletti. Come si può attuare in pratica questo obiettivo? È possibile ad esempio facilitare le “comunicazioni” tra iscritti, cittadini ed eletti grazie al web?

Raffaella Petrilli: Ecco, questa è una delle cose importanti da fare subito. Le scorse elezioni nazionali prima, quelle capitoline dopo hanno sfaldato e dissolto la dirigenza cittadina, migrata in Parlamento o al Comune. Il Pd Roma è stato davvero tutto e solo nei suoi Circoli. E la candidatura di Renzi alla segreteria nazionale ha avvicinato a noi iscritti tanti cittadini di nuovo interessati a seguirci da vicino. È chiaro che è da lì che bisogna partire. Come? Secondo me, con interventi orizzontali e verticali. Quelli orizzontali tra i circoli dei vari municipi: quanti sono, come lavorano, come si organizzano, come possono collegarsi per elaborare e realizzare proposte per il territorio. Gli interventi verticali riguardano il rapporto dei Circoli con l’esterno, i non iscritti e la Città : coinvolgere i cittadini, ascoltarli, dare spazio ai loro suggerimenti. In entrambi i casi la visibilità offerta dal web è fondamentale. Ma ovviamente non basta: bisogna avere idee da metterci, sul web, e riuscire a parlare anche a chi non “naviga”, ancora moltissimi.

Agatino Grillo: Sei una dei firmatari del ricorso alla commissione di garanzia del PD  in relazione all’allargamento e sulla composizione della Direzione del PD Roma, deciso da Cosentino a fine dicembre. Alcuni non capiscono come puoi aver firmato il ricorso e poi essere stata nominata in segreteria. Puoi spiegarci?

Raffaella Petrilli: Sono anche una che tra il 2011 e il 2012 ha partecipato alla “Commissione statuto e regolamenti” del PD Roma, che ha prodotto i quattro “Regolamenti” che puoi facilmente trovare sul sito del partito romano. L’ho fatto perché sono convinta, come molti, che la migliore garanzia di democrazia venga proprio dal rispetto di regole discusse in comune e poi condivise. Per lavorare tutti insieme, lasciarci alle spalle le lacerazioni prodotte dal sistema impazzito delle correnti, e per riannodare il rapporto con i cittadini, il coraggio di rispettare le regole e la trasparenza dei comportamenti mi sembrano presupposti irrinunciabili. Il Segretario lo sa e evidentemente lo apprezza. Devo correggerti, però: non mi pare che sia stato Cosentino a decidere di aumentare il numero dei componenti la Direzione romana. Lo ha proposto il Presidente Giuntella e lo ha votato, quindi deciso, l’Assemblea. Se fossi stata una componente dell’Assemblea, avrei votato contro, come hanno fatto altri.

Agatino Grillo: Alle scorse primarie dell’8 dicembre eri apertamente schierata con la mozione Renzi. Renzi ha sempre affermato che le correnti vanno “rottamate” e che è da folli pensare che esista una corrente “renziana” nel PD. Che ne pensi?  

Raffaella Petrilli: In parte ti ho appena risposto. Dobbiamo lavorare uniti, dobbiamo produrre idee e discutere proposte politiche per Roma, dobbiamo supportare il lavoro coraggioso, e direi rivoluzionario (penso a Malagrotta...), della nostra Giunta comunale, dobbiamo cambiare verso.... Tutto molto “renziano”, no? E da renziana, a Roma ho votato per Lionello Cosentino perché mi convinceva il suo progetto. Altro che correnti!

Per contattare Raffaella Petrilli

La segreteria del Partito Democratico di Roma

Fonte: PdRoma




Nome

Cognome

Ruolo

Lionello,

Cosentino

Segretario

Luciano

Nobili

Vicesegretario

Marco

Tolli

Coordinatore della Segreteria

Giulio

Pelonzi

Organizzazione

Ilaria

Feliciangeli

Riforme istituzionali, Capitale metropolitana

Khalid

Chaouki

Integrazione

Marco

Causi

Economia

Giulia

Urso

Cultura

Cecilia

Fannunza

Scuola

Lucia

Zabatta

Lavoro

Raffaella

Petrilli

Sapere, Università, Ricerca

Membro di Diritto:

  • Domenico Romano Segretario Giovani Democratici

Invitati permanenti:

  • Tommaso Giuntella, Presidente dell’Assemblea
  • Francesco D’Ausilio, Capogruppo PD Assemblea Capitolina
  • Carlo Cotticelli, Tesoriere
  • Alberto Tanzilli, Presidente della Commissione di Garanzia
  • Francesco Proni, Coordinatore circoli del lavoro

Approfondimenti

Articoli collegati

Angelo Rughetti: “Al PD Lazio non serve un renziano della prima ora ma qualcuno in grado di aggregare” (Corriere della sera, 17 gennaio 2014)

Politica: 

140118-angelo-rughetti-pd-2

  • Fonte: Rassegna stampa del Comune di Roma in txt  e pdf

No a un "renziano" segretario del PD Lazio. Il Pd a Roma? Partito antagonista del Campidoglio. L'esempio di Renzi con Letta: collaborare per raggiungere gli obiettivi. La difficoltà del sindaco e della giunta su alcuni temi sono anche il frutto delle difficoltà del Pd Roma

  • di Al.Cap.

Una botta al partito di Roma, e una alla (futura) candidatura renziana alla segreteria regionale: Angelo Rughetti, parlamentare renziano, originario del reatino, in Anci per vent'anni e, tra le altre cose, giù a capo dello staff tecnico dell'allora ministro dell'Interno, Enzo Bianco, una sintesi l'ha già fatta: «L'effetto primarie, a Roma, non è ancora arrivato».

Cominciamo dal Pd Roma: in cosa sbaglia, secondo lei?

«Il modo di approcciare alla politica è vecchio. Non riesce a parlare alla gente e neanche a suggerire progetti all'amministrazione».

Ma vede, i rapporti con il sindaco Marino non sono così semplici...

«Il Pd Roma dovrebbe seguire l'esempio nazionale, di Renzi con Letta: bene alzare l'asticella, bene indicare le priorità, poi però bisogna pure contribuire per raggiungere gli obiettivi. Invece, a Roma, sembra quasi un partito antagonista al Campidoglio...».

Rughetti, scusi: se ciò che sostiene è vero il rimedio qual è?

«Il congresso regionale mi sembra l'occasione per un giusto equilibrio: si scelga chi sa attrarre e si evitino le frammentazioni, spero che questo sia il criterio di scelta delle candidature».

Non è un mistero che i renziani puntino a quella carica.

«È falso, l'obiettivo è far fare un passo indietro alle componenti: Matteo Renzi a Roma e nel Lazio ha vinto perché sa aggregare, e non solo per i renziani della prima ora».

Quindi lei è contrario alla candidatura di un renziano alla segreteria regionale?

 «Sinceramente lo sconsiglierei, sì. Ma perché se si tratta della candidatura di una corrente non darà buoni frutti, invece il Partito democratico deve essere bravo a scegliere qualcuno in grado di aggregare».

Faccia un nome

«No, faccio un esempio: Enrico Gasbarra era in grado di aggregare, aveva un ampio consenso. L'obiettivo è saper mantenere l'autonomia del partito sul territorio all'interno però di un netto spirito di rinnovamento».

140118-angelo-rughetti-facebook-2

(Angelo Rughetti, foto tratta da FaceBook, clicca per ingrandire)

Ma invece perché accusa Lionello Cosentino?

«Non lo accuso, registro però una certa fatica nel rimettere assieme i pezzi dispersi nel congresso locale. Ecco, occupiamoci delle candidature regionali: che non siano cinque o sei...»

Chi è Angelo Rughetti?

140118-angelo-rughetti-anci

Angelo Rughetti, Deputato Pd, è nato a Rieti il 22 aprile 1967. È sposato e ha tre figli. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Avvocato. Nel 1991 ha iniziato a prestare la propria attività presso la società Ancitel.
Ex Segretario Generale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) dal 2004, è stato Direttore dell'Ufficio di Coordinamento del Comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione e la assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto, istituito dalla Regione Emilia Romagna a giugno scorso.
Coordinatore della mozione Renzi nel Lazio durante le primarie del 2013.
Componente della Commissione Bilancio della Camera.
Componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico

Per approfondire

La “produttività” di Angelo Rughetti come parlamentare

Fonte: OpenParlamento

140118-presenze-angelo-rughetti

Per contattare Angelo Rughetti

Inaugurazione nuova sede dei Circoli PD del Quadraro di Via Arvali 6, Roma (17 gennaio 2014)

Politica: 

140118-quadraro-1-2

(Foto tratta dall’album Facebook  di Salvatore Contino, clicca per ingrandire)

Cosentino: il Partito Democratico non è solo degli iscritti ma anche e soprattutto dei cittadini

Tantissima gente e tantissima passione e allegria alla festa per l’inaugurazione il 15 gennaio 2014 della nuova sede “unificata” a Roma dei Circoli PD Quadraro Quintili (V Municipio) e Quadraro Tuscolano (VII Municipio) in via degli Arvali n. 6 (mappa).

Roberto Colasanti

140118-quadraro-roberto-colasanti-2

(Foto tratta dall’album Facebook  di Salvatore Contino, clicca per ingrandire)
Discorso di benvenuto affidato a Roberto già presidente dell’ex 10° Municipio, che ha esordito facendo un grande “in bocca a lupo” a Pierluigi Bersani.
Dopo aver ringraziato tutti i convenuti ed in particolare il segretario del PD Roma Lionello Cosentino, Roberto ha auspicato che il Partito Democratico cittadino riprenda a far politica coinvolgendo i Circoli che sono il punto di riferimento nei territori per i cittadini impegnati nel cambiamento. A riguardo Roberto ha ricordato i “progetti” più importanti su cui i due Circoli del Quadraro sono da tempo impegnati:

  • la riqualificazione del parco di Centocelle
  • il “raddoppio” della ferrovia Roma Cassino che crea numerosi problemi ai residenti
  • la battaglia ecologica e per la sostenibilità insieme agli Ecologisti democratici.

Serve un PD vicino ai territori e alla gente” ha sottolineato Roberto “che sappia esprimere il massimo dell’energia a difesa dei beni comuni”.
Troppo spesso negli ultimi anni è mancata, nel PD Roma, una strategia politica e troppo spesso le decisioni, molte delle quali si sono poi rivelate sbagliate, sono state prese senza tener conto del parere degli iscritti e dei Circoli.
Abbiamo perso la fiducia di molti cittadini” ha ricordato Roberto citando quando accaduto un recente incontro presso l’associazione culturale “Enrico Berlinguer”  per la presentazione di un volume di Valter Tocci “e spesso ciò comporta confronti accessi e duri”.
In conclusione del suo intervento Roberto ha auspicato che le assemblee municipali del PD del V e VII siano presto convocate per elaborare e condividere un “programma minimo di consiliatura” da affidare agli eletti, consiglieri e assessori, del partito.

Salvatore Salmeri

140118-quadraro-salvatore-salmeri-2

Salvatore, consigliere del V municipio, ha fatto un breve excursus storico politico del quartiere ricordando che la nuova sede fu un rifugio dei partigiani durante la seconda guerra mondiale. Salvatore ha ricordato il famigerato “rastrellamento del Quadraro” del 17 aprile del 1944 a causa del quale oltre 900 persone furono deportate  nei campi di concentramento in Germania.
Anche Salvatore ha poi parlato del “Parco archeologico Centocelle” i cui lavori cominceranno nelle prossime settimane sottolineando il problema degli sfasciacarrozze che ancora deturpano il parco.

Andrea Occhiello

140118-quadraro-andrea-occhiello-2

Andrea, segretario del Circolo Quadraro Tuscolana, è intervenuto brevemente per raccontare le vicissitudine del suo Circolo che ha rischiato di scomparire a causa dello sfratto dalla vecchia sede.
Fortunatamente, in attesa di una sede definitiva, il Circolo Quadraro Tuscolana è statao ospitato dall’associazione culturale “Enrico Berlinguer” garantendo i servizi agli iscritti e ai cittadini fino al grande successo delle primarie dell’8 dicembre durante le quali si  è potuto votare anche presso il Circolo Quadraro.
Andrea ha invitato tutti ad un grande impegno nel territorio per “fare”: “Ma fare non basta” ha concluso Andrea “occorre “fare bene” e poi “far conoscere” ai cittadini quel che si è fatto”.

Simona Sabatini

140118-quadraro-simona-sabatini-2

Simona, segretario circolo Quadraro Quintili, ha raccontato le particolarità del quartiere Quadraro, novella Berlino perché attraversata e divisa dal muro “burocratico” della suddivisione amministrativa tra due municipi: V e VII.
Simona ha invitato, infine, a lavorare nel quartiere in stretta collaborazione con le associazioni di cittadini quali “Punto di svista” con la quale c’è una consolidata collaborazione

Lionello Cosentino

140118-quadraro-lionello-cosentino-2

Lionello, segretario del PD Roma, ha svolto un appassionato intervento in cui ha esaltato il ruolo di simpatizzanti e iscritti al partito ricordando lo straordinario risultato delle primarie dell’8 dicembre 2013.
“Le file ai gazebo” ha sottolineato Lionello “è una chiara indicazione che il Partito Democratico non è solo degli iscritti ma anche e soprattutto dei cittadini”.
Secondo Cosentino il PD deve riacquistare autorevolezza tra i cittadini costruendo e rafforzando uno stretto legame tra elettori e eletti: “fragile è l’azione degli amministratori senza la forza dei cittadini” ha ricordato Lionello.
Il PD deve essere lo strumento che raccoglie dai cittadini problemi, proposte e idee e li porta alle istituzioni, ai consigli municipali e al Campidoglio, dove gli eletti trovano risposte e adottano le corrette azioni.
Io ho in mente un PD che sia una grande forza al servizio della gente. Un partito vicino ai cittadini che sappia ascoltare e rispondere rapidamente” ha detto Cosentino “Prendo qui un impegno formale: lavoreremo insieme con i Circoli nei territori per costruire un nuovo partito cerniera tra eletti e elettori”.

Articoli collegati

Gianfranco Salmeri: è nata Officine Democratiche Messina (16 gennaio 2014)

140115-gianfranco-salmeri-2

(Gianfranco Salmeri)

Officine Democratiche Messina: un “luogo di libertà e riflessione”, un progetto che ha fame di futuro

Agatino Grillo: Buongiorno Gianfranco, vuoi presentarti?

Gianfranco Salmeri: Ho 49 anni, sono medico chirurgo oculista, vivo e lavoro a Messina. Sposato, tre figli. Amante della musica (sono sassofonista) e della bella politica. Mi sono occupato di cooperazione internazionale per diversi anni, partecipando a diverse missioni oculistiche di volontariato nei paesi in via di sviluppo (Algeria, Nicaragua, Ghana, Kenya, Costa d’Avorio). Quando ero più giovane ho anche fatto il direttore di una radio: TRS Messina. Qui (doc) è disponibile il mio curriculum professionale completo

Agatino Grillo: Come nasce il tuo impegno politico?

Gianfranco Salmeri: Da giovane ho militato nel Partito Socialista. Da alcuni anni sono iscritto al Partito Democratico e, con l’associazione Big Bang Messina , ho appoggiato Matteo Renzi nelle primarie che lo hanno portato alla segreteria del Partito Democratico.

140115-logo-offdem-messina

Agatino Grillo: Il 13 gennaio 2014 insieme ad altri hai costituito Officine Democratiche Messina. Cos’è Officine Democratiche? E perché crearne una sezione locale a Messina?

Gianfranco Salmeri: Officine Democratiche Messina è stata costituita da me, Gianfranco Salmeri  che ricopro il ruolo di coordinatore (o “motore” dell’iniziativa secondo il gergo di OffDem), da Sebastiano Lucerna  che ha il ruolo “responsabile della comunicazione” e da Roberto Falzea  che è il tesoriere. Tengo a precisare che noi tre siamo solo il “nucleo iniziale” di OffDem Messina ed i ruoli che ricopriamo sono “provvisori” in attesa della prima assemblea di tutti gli associati (al momento siamo circa una quindicina) che elegga gli organi statutari definitivi.
OffDem Messina vuole essere un “luogo di libertà e riflessione” dove si incontrano, in modo inclusivo, aperto e partecipativo, tutti coloro che vogliono impegnarsi concretamente per la città e il territorio partendo dai propri valori, dalle proprie passioni, dalle proprie competenze specifiche.
Il mio è quindi un invito a partecipare a questa nuova esperienza politica a tutti coloro che vogliono impegnarsi; ci potete contattare attraverso il nostro gruppo Facebook  e la nostra e-mail .

Agatino Grillo: Perché costituire una nuova associazione? Perché non impegnarsi per il territorio attraverso ad esempio il Partito Democratico?

Gianfranco Salmeri: A livello nazionale Officine Democratiche vuole proporre un nuovo modello di “partecipazione” basato sulle competenze e su “campagne di mobilitazione” specifiche seguendo in un certo senso l’approccio dei comitati Renzi che si sono costituiti in occasione delle primarie e che hanno un approccio certamente più light rispetto alla militanza in un partito. Per semplificare possiamo dire che Officine Democratiche è il luogo giusto per chi professionista, imprenditore, lavoratore autonomo o dipendente vuole impegnarsi per la propria comunità offrendo il proprio talento magari su singole iniziative anche senza un impegno continuo come quello richiesto aderendo ad un partito.

Agatino Grillo: Quali sono i principi guida di Officine Democratiche?

Gianfranco Salmeri: Officine Democratiche, come è ben espresso nella sua “Dichiarazione di intenti” si riconosce nei principi del centro sinistra che però devono tradursi in un “nuovo progressismo” dove le idee di un talento diventino occasione per molti di credere ad un progetto che pretende partecipazione e non sia orientata alla distruzione ma alla proposta.
Il nostro progetto ha fame di futuro e intende radicarsi al di là delle identificazioni personali, delle limitazioni geografiche e delle resistenze al cambiamento. Noi crediamo che esista un’Italia dispersa ed alla ricerca di rappresentanza che ha bisogno di crescere e di affermarsi: a questa Italia abbiamo deciso di offrire una casa. Ma per edificare bisogna avere delle fondamenta concrete: le nostre sono il confronto sulle idee e sui progetti per il futuro del Paese al di fuori di ogni logica di potere. La competenza ed il merito identificano la metodologia costruttiva che ci piace adoperare.

Agatino Grillo: Questi principi generali come si traducono, in pratica, in un territorio come Messina? Quale programma concreto vi siete dati?

Gianfranco Salmeri:  Anche Offdem Messina si è dotata di una propria “Dichiarazione d’intenti”. Noi crediamo che il nostro territorio, la nostra città siano una macchina inceppata che occorre rimettere in moto. Se la crisi di questi anni ha lesionato gravemente l’impalcatura sociale e produttiva dell’intero sistema Italia, Messina sta vivendo un nuovo 28 dicembre 1908, cioè un nuovo terribile terremoto. Un solo dato per tutti: in una città di circa 250.00 abitanti, dal 2007 si sono persi quasi 16.000 posti di lavoro. Anni di crisi, dunque, ma anche anni di gestione politica ed amministrativa miope e dedita al clientelismo quale unico progetto di sviluppo, gestione in cui anche la sinistra non può dirsi esente da colpe gravi.
Nasce forte l’esigenza di riedificare, da queste macerie, luoghi di partecipazione, di progettazione, di ricerca di soluzioni nuove ed innovative, ed in tal senso, con la costituzione di un nucleo messinese di Officine Democratiche, abbiamo l’ambizione di costruire questo luogo virtuale e reale, dove promuovere l’incontro tra competenze ed intelligenze che si vogliano mettere al servizio di un progetto di miglioramento del nostro territorio. Forse è una grande sfida, ma le grandi sfide sono le più affascinanti, Messina ed il suo territorio devono rinascere!

Agatino Grillo: Quali sono i prossimi passi dell’associazione?

Gianfranco Salmeri: Stiamo organizzando due eventi: il primo, a breve, prevede una “presentazione ufficiale” dell’associazione alla città mediante gli organi di stampa e i mass media locali. Entro due mesi faremo poi un evento pubblico aperto a tutti i cittadini nel quale proporremo un tema di riflessione sul quale produrre proposte concrete.

Agatino Grillo: Grazie Gianfranco e buon lavoro.

Gianfranco Salmeri: Grazie a te e buon lavoro a tutti noi.

Informazioni su Officine Democratiche Messina

Gianfranco Salmeri, coordinatore

140116-sebastiano-lucerna

Sebastiano Lucerna, comunicazione

140116-sebastiano-lucerna

Roberto Falzea, tesoriere

140117-foto-roberto-falzea

Officine Democratiche (nazionali)

Articoli collegati

Mattia Mor, Officine Democratiche Milano: I love job, I love Italia (14 gennaio 2014)

140113-mattia-mor-2
(Mattia Mor, clicca per ingrandire foto)

Officine Democratiche è un “luogo di libertà” diverso da un partito politico: è la casa di tutti coloro che sognano

Agatino Grillo: Ciao Mattia. Ti presenti in due battute?
 
Mattia Mor: Sono un giovane “imprenditore intraprendente”. Nato a Genova ma milanese d’adozione, laureato alla Bocconi, poi per vari anni in primarie aziende di “consulenza organizzativa” (Bain & Company, Value Partners) fino a che ho deciso di creare una mia prima impresa nel settore dell’abbigliamento, creando il marchio Blomor, e successivamente una seconda azienda nel campo della ristorazione, Gaudeo, con l’idea di veicolare l’eccellenza italiana nel cibo in tutto il mondo. Appassionato di politica. Liberal. Animo leggero e grandezza di pensiero.

Agatino Grillo: Perché passare da dipendente di una grande firm di eccellenza nella consulenza alla costituzione di una propria impresa?

Mattia Mor: Credo che il lavoro debba essere gioia, che debba essere l’inseguimento di un sogno e di un progetto, e che lavorando in tal modo si possa essere più felici. Lavorare in consulenza, seppur per importanti società e con importanti stipendi, non era ciò che rendeva la mia giornata piena ed interessante, né lo vedevo come un modo per costruire qualcosa per il mio futuro. Era una routine in cui non ero a mio agio e per la quale non ero portato, mentre la mia mente viaggiava verso progetti troppo grandi per poter essere contenuti in un lavoro da dipendente. Sono sempre stato politicamente e socialmente fortemente interessato ai temi dell’imprenditoria giovanile, intesa come coronamento di un proprio sogno, sogno che fa essere gli imprenditori e i liberi professionisti per l’appunto i lavoratori più entusiasti, motivati e performanti e cittadini più felici.

Agatino Grillo: Da breve è stata costituita Officine Democratiche Milano, di cui tu sei il “motore”. Di che si tratta?

Mattia Mor: OffDem Milano è la branca milanese di Officine Democratiche.  Ci siamo costituiti ufficialmente il 31 ottobre 2013 al termine di un percorso partito dalla costituzione di un semplice Comitato per la candidatura alle primarie di Matteo Renzi, proseguito con l’adesione mia, di Karin Fischer (fb ) e Antonio Garufi  al progetto di OD, e con la volontà profonda di costruire un soggetto che a Milano potesse portare avanti il lavoro di analisi e proposta politica svolto a livello nazionale.

131218-logo-offdem-bis

Agatino Grillo: Perché un’altra associazione?

Mattia Mor: OffDem Milano vuole e deve essere luogo di incontro di persone di valore, con percorsi professionali diversi, senza curricula partitici, ma con grande desiderio di partecipazione alla proposta politica attuale, partendo dai propri valori, dalle proprie passioni, dalle proprie competenze specifiche.
OffDem Milano è il luogo in cui far nascere un nuovo modo di fare e di amare la Politica.
Perché la politica può essere bellissima, come non ci vergogniamo a dire, quando è al servizio delle persone e dei loro bisogni, quando si prendono decisioni con coraggio, con dignità, con visione del futuro e dell’interesse generale, quando dà l’esempio in ogni momento al Paese intero e ai suoi cittadini.

Agatino Grillo: Non è questo il momento di tornare a far politica nei partiti? Ora che Matteo Renzi è stato eletto segretario del PD non avrà bisogno al suo fianco di tutte le forze ed energie  possibili?

Mattia Mor: Officine Democratiche è un “luogo di libertà” diverso da un partito politico. È un luogo di socialità, di confronto e di condivisione piacevole di idee in maniera innovativa, diverso da ogni altro luogo attuale e lontano dagli schemi anacronistici di troppa politica politicante che non fa che parlarsi addosso senza capacità di ascolto e di inclusione delle migliori forze intellettuali della società. Officine Democratiche vuole essere la casa di tutti coloro che sognano.

Agatino Grillo: Non serve anche un progetto politico oltre che una visione?

Mattia Mor: Il progetto di Officine Democratiche è quello della “ripartenza”. Crediamo che questo sia il momento per ridare slancio a questo Paese, che non sia troppo tardi, che le risorse che abbiamo a disposizione siano straordinarie e vanno soltanto messe in condizione di crescere ed essere vive, senza soffocarle.
Siamo convinti che con l’intelligenza, la passione, l’umiltà, l’ascolto, la condivisione e la proposta di soluzioni, l’Italia possa rinascere.
E noi, con Officine Democratiche e OffDem Milano, di questa rinascita vogliamo essere il motore.

Agatino Grillo: Nel tuo intervento alla Leopolda 2012 (video) hai molto insistito sul tema “cultura e turismo” come motore della crescita economica e sociale dell’Italia. Che intendi?

Mattia Mor: La vera ricchezza dell’Italia è il suo patrimonio culturale, artistico etno-gastronomico. È come se fossimo seduti su un mare di petrolio e non lo estraessimo. Il nostro petrolio a mio avviso è la bellezza dell’Italia. Sono indignato per la mancanza di un progetto lungo termine, di una vera politica industriale, nel campo del turismo. Il nostro petrolio non inquina ed è blu come il colori dei nostri mari e dei nostri laghi. Sembra semplicistico e in molti si sono riempiti la bocca con slogan a riguardo di questo, ma purtroppo abbiamo assistito a governi che nulla hanno fatto per creare una vera e propria industria intorno al turismo italiano.

Agatino Grillo: Cosa dovrebbe fare la politica in questo campo?

Mattia Mor: All’estero il mondo ama l’Italia molto più di quanto l’amiamo noi stessi. È assurdo che in America il 90% dei prodotti che recano “italian” nel proprio nome siano fatti in America! È assurdo che l’Italia abbia la metà dei turisti rispetto alla Francia. Il turismo deve essere al centro della politica industriale di questo Paese. Ma investire in turismo non vuol dire solo investire denaro ma investire nella cultura della bellezza. Vuol dire indignarci perché i turisti vengono truffati o il wi-fi è a pagamento nei nostri hotel. Ma soprattutto questa bellezza va comunicata. Serve una visione di grandezza che aumenti il senso di bene comune troppo a lungo mancato in questo Paese. Credo seriamente nel poter dar vita a un nuovo Rinascimento, come ho detto e scritto nel pezzo pubblicato sul mio blog sul Fatto quotidiano.

Agatino Grillo: Recentemente sei intervenuto su RainNews24 (video) sul tema del “Job Act” che Renzi sta predisponendo  . Qual è la tua visione?

Mattia Mor: Penso che in questo caso la risposta perfetta l’abbiamo in casa, considerando che il cosiddetto Job Act nasce dalle riflessioni e gli studi del nostro Presidente Guido Ferradini. Sono assolutamente d’accordo sulla necessità di riformare le leggi sul lavoro, che rispecchiano un mondo di 40 anni fa che è completamente scomparso, e credo che il focus maggiore debba essere non sulla tutela di chi il lavoro lo ha e lo può difendere grazie a degli strumenti di legge quanto verso chi il lavoro non lo ha o lo ha in modo precario. Va eliminato il dualismo tra iperprotetti e ipoprotetti, che crea cittadini e lavoratori di Serie A e di Serie B. E’ necessaria a mio avviso l’eliminazione della cassa integrazione in deroga, in quanto anch’essa crea delle distorsioni a seconda di come vengono concesse le deroghe e va soltanto a procrastinare situazioni fallimentari che avrebbero bisogno di cambiamenti radicali. In sostanza, sono per un approccio che pensi a chi il lavoro non lo ha, a chi lo crea, a chi lo vive per anni in modo precario, visto che la maggior parte delle volte queste persone lavorano fianco a fianco in quella piccola impresa che costituisce il tessuto industriale italiano e che è quella che maggiormente soffre la crisi attuale.

Agatino Grillo: Oltre ad essere il responsabile di OffDem Milano sei anche il responsabile del fund-raising di Officine Democratiche a livello nazionale. Che ne pensi delle proposte di riforme del finanziamento pubblico? Con quali iniziative intende finanziarsi Officine Democratiche?

Mattia Mor: In merito al finanziamento pubblico ai partiti finalmente si è provato a fare qualcosa, anche se si tratta a mio avviso di un primo passo troppo timido. Il finanziamento pubblico è già stato abolito da un referendum del 93, e come tale non deve e non può più sussistere. La politica ha dato troppe volte negli ultimi anni dimostrazione di abusare del proprio potere e della fiducia dei cittadini, come lo scandalo dei rimborsi dei gruppo regionali ha confermato ultimamente, alimentando l’antipolitica e il rifiuto dei cittadini verso la propria classe dirigente. È chiaro però che il finanziamento privato andrà regolarizzato, in modo da evitare lo strapotere delle lobby. L’esempio della campagna per le primarie di Renzi è stato però uno straordinario esempio di partecipazione dal basso e può essere di insegnamento a quanti dicono che la politica senza fondi pubblici non è possibile
Come Officine Democratiche cercheremo di finanziarci nella maniera più trasparente possibile come fa ogni associazione che lavori senza contributi pubblici ma solo sulla base dello sforzo di sostenitori e cittadini. Attraverso l’organizzazione di eventi tematici, cene di raccolta fondi, merchandising, oltre ovviamente alle sottoscrizioni dei soci che sono la linfa vitale di ogni associazione. La raccolta di fondi di Officine non potrà comunque prescindere, come tutta l’attività che svogliamo, dalla qualità delle proposte e delle idee, per le quali ci vogliamo sempre distinguere.

Agatino Grillo: Grazie Mattia e buon lavoro

Mattia Mor: Grazie a voi

Chi è Mattia Mor?

Genovese trapiantato a Milano, dove si è laureato con lode all’Università Bocconi con una specializzazione in Economia e Gestione delle Imprese Non Profit.
Ha lasciato il lavoro da dipendente nel 2007 per dedicarsi a tempo pieno alla coltivazione di un sogno nato sui banchi del liceo, ovvero fare l’imprenditore nel settore dell’abbigliamento, creando il marchio Blomor, diversificando poi le sue attività imprenditoriali nel campo della ristorazione con la creazione di Gaudeo, panineria gourmet lanciata con l’idea di veicolare l’eccellenza italiana nel cibo in tutto il mondo.
Politicamente e socialmente è fortemente interessato ai temi dell’imprenditoria giovanile, come coronamento di un proprio sogno, sogno che fa essere gli imprenditori e i liberi professionisti lavoratori più entusiasti, motivati e performanti e cittadini più felici, oltre che al turismo come industria portante del Paese da tutelare e sfruttare come motore di crescita e sviluppo, economico e culturale grazie al suo bagaglio di storia, cultura, umanità, bellezza.
Profondamente fiero dell’Italia nei suoi aspetti migliori e di essere italiano, è responsabile del fund-raising di Officine Democratiche a livello nazionale e di OffDem Milano.

Per contattare Mattia

Approfondimenti

Articoli collegati

Officine Democratiche

Pagine

Subscribe to democratici-digitali RSS