Circolo PD Lanciani di Roma: “Pane e cultura: lavoro e opportunità nel settore culturale” (12 febbraio 2014)

140210-pd-lanciani-2

Digitalizzazione, open data, beni culturali: costruiamo la nuova industria culturale italiana

Il 7 febbraio 2014 si è tenuto, presso il circolo PD Lanciani di via Catanzaro 3 a Roma,  un incontro pubblico dedicato alla cultura, “Pane e cultura: lavoro e opportunità nel settore culturale”: un confronto tra politici, operatori culturali, iscritti al partito e cittadini per riportare la cultura al centro dell’agenda politica del Paese.

Introduzione

140210-claudio-carassiti

(Claudio Carassiti)

Introduzione a cura di Claudio Carassiti, Segretario del Circolo Italia-Lanciani e Marialuisa Sergio, Direttivo dello stesso Circolo, che hanno ricordato che la cultura non è un costo ma un investimento, un patrimonio d’inestimabile valore per l’Italia: per i giovani, per la ripresa dell’occupazione, per la crescita reale, per il consolidamento di una sfera pubblica democratica.
Claudio ha voluto ringraziare i presenti ed in particolare Guido Caprano consigliere PD del II Municipio, Raffaella Petrilli  in rappresentanza della segreteria del PD Roma, tutti i convenuti tra cui i rappresentanti dei Circoli PD Trieste-Salario  e Alberone.

140210-maria-luisa-sergio

(Marialuisa Sergio)

Marialuisa ha presentato i relatori:

  • la deputata PD Flavia Piccoli Nardelli della Commissione Cultura della Camera
  • la consigliera comunale PD Valentina Grippo della Commissione Cultura di Roma Capitale
  • l’architetto Carlo Mazzei, Responsabile nazionale per “Università e ricerca” dei Giovani Democratici
  • Rita Borioni del Dipartimento cultura Partito Democratico moderatrice dell’incontro.

Rita Borioni

140210-maria-luisa-sergio

(Rita Borioni)

Rita ha rapidamente ricordato come negli ultimi anni, a partire dalla famigerata espressione “con la cultura non si mangia” del fu ministro Tremonti, la situazione della cultura in Italia sia drammaticamente peggiorata.
I lavoratori della cultura sono oggi in una situazione disperata” ha ricordato Rita.
Fortunatamente  nel gennaio scorso la Camera ha approvato la proposta di legge Madia che apporta importanti modifiche al “Codice dei beni culturali e del paesaggio” riconoscendo finalmente le figure professionali che operano in quest’ambito: archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi, restauratori di beni culturali, eccetera.
Gravissima, secondo Rita Borioni, la situazione a Roma dove ormai si parla di “macerie della cultura”: ad otto mesi dall’insediamento della nuova giunta  i segnali sono pessimi: mancata nomina del Sovrintendente comunale, chiusura estiva delle Scuderie al Quirinale, sostanziale stato di abbandono del Macro, costato 40 milioni di euro ai romani, chiusura del teatro Palladium privato del ruolo-guida della Fondazione Romaeuropa.
“È importante opporsi, anche con proposte costruttive a tale declino” ha detto Rita in conclusione della suo intervento “e per tale motivo sono importantissimi incontri come quello organizzato dal Circolo Lanciani. Investire nella cultura è una scelta politica. Quando eravamo all’opposizione, al governo e al comune, il PD denunciava che in tutti paesi europei gli investimenti per la cultura crescevano proprio per rispondere alla crisi e rilanciare lo sviluppo mentre da noi diminuivano. Ora che siamo al governo dobbiamo essere coerenti e rilanciare la Cultura.”

Valentina Grippo

140210-valentina-grippo-2

Valentina Grippo, Consigliere Comunale, Presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali e componente della Commissione Cultura   di Roma Capitale ha tratteggiato, nel suo intervento, l’evoluzione normativa del concetto di “bene culturale” anche in relazione alla prossima riforma del titolo V della Costituzione.
Fino a pochi anni fa, ha ricordato Valentina,  si parlava esclusivamente di “tutela” e “conservazione” dei beni culturali mentre adesso il focus è principalmente sulla “valorizzazione”: in quest’ambito l’Italia, e Roma in particolare, devono seguire gli esempi di Paesi come gli USA o la Gran Bretagna che, pur in presenza di patrimoni artistici ben inferiori a quello italiano, sono all’avanguardia nella loro valorizzazione..
“Occorre, in poche parole, riuscire a «portare al reddito»  il nostro patrimonio culturale ed artistico” ha detto Valentina Grippo “ovviamente evitando di trasformare tutto in semplice merchandising o paccottiglia varia e nel rispetto delle specificità del bene artistico”.
C’è purtroppo, ha notato il consigliere comunale, ancora una resistenza ideologica a questo passaggio culturale e tuttavia occorre agire, in fretta, per la costituzione di una reale “industria culturale” nazionale.
Questa è anche la richiesta che ci fa l’Europa attraverso il programma “Europa creativa”:  oggi i settori culturali e creativi rappresentano già il 4,5% del PIL dell’UE e danno lavoro a più di 8 milioni di persone. Tuttavia il potenziale di crescita dei settori culturali e creativi non è ancora pienamente sfruttato: l’Europa ritiene che, con sostegni adeguati, il loro contributo alla creazione di posti di lavoro e all’economia dell’UE potrebbe essere ancora più rilevante.
Il “mercato” culturale è ormai caratterizzato da globalizzazione e digitalizzazione: ciò modifica non solo il modo di fare e distribuire l’arte ma anche le modalità di fruizione.
Occorre dunque, ha sottolineato Valentina concludendo il suo intervento, fare cultura e valorizzare i beni culturali in modo nuovo, “facendo rete”.

Flavia Piccoli Nardelli

140210-flavia-piccoli

Flavia Piccoli Nardelli, deputato del PD e segretario della  Commissione “Cultura, Scienze e Istruzione” della Camera ha svolto un brillante ed appassionato intervento illustrando anche ipotesi concrete di intervento.
La crisi che sta vivendo il nostro Paese è anche una crisi culturale” ha esordito Flavia “confermata dal diffuso scetticismo che accompagna ogni discorso sulla centralità della cultura per il presente e il futuro della società”.
La cultura è sicuramente una grande risorsa per il Paese ma la valorizzazione di questo patrimonio richiede politiche mirate e incisive, capaci di assicurarne la cura e l’utilizzo.
Secondo l’onorevole Piccoli è necessario un cambio radicale di prospettiva che renda possibile l’intreccio virtuoso tra una politica culturale coraggiosa e una politica industriale innovativa, capace di stimolare l’imprenditorialità italiana in un campo segnato da una concorrenza internazionale molto qualificata.
Riprendendo quanto detto da Valentina, Flavia è ritornata sul tema della “digitalizzazione dei contenuti culturali”, ribadendo che l’Italia si trova ad un bivio: “dobbiamo decidere se fungere esclusivamente da content provider, oppure diventare protagonisti della nostra cultura”.
I nuovi progetti europei, Horizon 2020 ed Europa Creativa, secondo Piccoli, impongono non più solamente la tutela, il riordino e la valorizzazione del bene culturale, ma chiedono di “produrre cultura”.
Il mondo italiano della cultura è fatto di realtà spesso piccole ed impreparate ad affrontare, senza le dovute strutture e senza adeguate consulenze, i bandi stessi. Troppo spesso in Italia l’aspetto creativo è confuso con quello esecutivo, questo mortifica la progettazione in favore di quello che è maggiormente misurabile sul piano burocratico.
Sempre sul tema del “sistema delle imprese culturali nazionali” Flavia si è poi lanciata in un’appassionata perorazione degli open data ricordando il recente recepimento anche in Italia della relativa normativa europea che prevede, per la prima volta, “l’apertura obbligatoria di biblioteche archivi e musei i cui dati debbono essere messi a disposizione dell’impresa culturale”.
L’obiettivo di tale direttiva è agevolare la creazione di prodotti e servizi a contenuto informativo estesi all’intera Unione basati su documenti del settore pubblico, andando verso una totale condivisione del patrimonio culturale europeo, in particolare grazie all’apertura dei dati nelle tre istituzioni cardine di questa Direttiva: biblioteche, musei e archivi.
In conclusione del suo intervento Flavia Piccoli ha ricordato che l’Italia ha due strade davanti a sé: “o restare mero fornitore di materia prima culturale, che sarà utilizzata da soggetti non italiani per creare valore a beneficio di altre economie, oppure essere protagonisti nel creare valore aggiunto in tutte le forme rese possibili dall’incontro di un patrimonio senza uguali con le potenzialità delle tecnologie informatico-digitali”.

Carlo Mazzei

140210-carlo-mazzei

Carlo Mazzei, responsabile nazionale “Università e ricerca” dei Giovani Democratici, ha iniziato la sua prolusione denunciando la “crisi di identità e vocazione” che l’Italia attraversa da oltre 20 anni.
Il Paese ha perso la propria identità ed il proprio linguaggio, secondo Carlo, che ha invitato tutti, a cominciare dal partito Democratico, a riscoprire il senso vero delle parole e delle azioni politiche.
Passando al tema del dibattito, Carlo ha invitato a puntare con decisione su un nuovo sviluppo economico basato sull’industria dei saperi, dell’innovazione, della cultura, “materie prime” di cui il Belpaese abbonda.
Investire in cultura richiede però, secondo Mazzei, un ripensamento globale dell’azione politica nazionale e locale: non si può rilanciare ad esempio il turismo d’arte senza riformare il sistema globale dei trasporti.
Concludendo, Carlo, citando Walter Tocci, ha ricordato che siamo ormai la “società della conoscenza”: ben vengano dunque incontri pubblici come quello organizzato dal Circolo Lanciani perché diffondere dati e far crescere la coscienza sono le basi della nuova economia delle informazioni.

Contatti

140210-circolo-pd-lanciani

Claudio Carassiti, Segretario del Circolo Italia-Lanciani

Marialuisa Sergio, Direttivo del Circolo Italia-Lanciani

Rita Borioni, Dipartimento cultura Partito Democratico
FaceBook: https://www.facebook.com/rita.borioni
Email: r.borioni@partitodemocratico.it

Flavia Piccoli Nardelli, Commissione Cultura Camera dei Deputati

Valentina Grippo, Com. cultura Consiglio Roma Capitale

Carlo Mazzei, Resp. naz. Università e ricerca Giovani Democratici

Circoli PD

Approfondimenti

Articoli collegati (Circolo PD Lanciani)

Legge elettorale, la nuova mappa dei collegi: ecco chi vince e chi perde (Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2014)

Politica: 

italicum-collegi-258

Uno degli effetti peculiari di questo sistema elettorale è che non sempre il seggio va a chi ha preso più voti. Questo è un problema per i piccoli partiti
Ma quel che è più problematico è che i piccoli partiti non possono sapere in anticipo in quali collegi otterranno i seggi che gli spettano in base alla loro percentuale di voti nazionale. E questa è la vera ragione dietro alla richiesta di candidature plurime

Partendo dai 475 collegi uninominali della Camera previsti dalla legge Mattarella il Cise ha ritagliato 148 collegi plurinominali. I collegi veri molto probabilmente saranno disegnati dal ministero dell'Interno visto che si parla di una delega al governo allo scopo. I collegi del Cise sono stati creati tenendo conto di alcuni vincoli. Hanno tutti tra 3 e 6 seggi, ma molti sono di 4. Sono contigui territorialmente e non superano i confini regionali. Il numero di abitanti è stato calcolato sulla base del censimento 2011 e si colloca mediamente intorno ai 400mila. Per la loro definizione non è stato utilizzato nessun criterio politico, storico o socio-economico.
Il punto di partenza per l'analisi è rappresentato dall'esito delle elezioni dello scorso febbraio ricalcolato sui 148 collegi-Cise. Le percentuali di voto che i partiti e le coalizioni hanno ottenuto allora sono stati poi modificati sulla base della media dei sondaggi delle ultime due settimane (si veda la tabella). In gergo, il tasso di variazione tra il dato di febbraio e quello di oggi è denominato "swing". Questo swing è stato applicato collegio per collegio. Questo modo di procedere, partendo dal risultato di febbraio, non altera la geografia elettorale. In altre parole restano costanti le aree di forza relativa dei vari partiti.
I seggi sono stati assegnati ai partiti e alle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra tenendo conto delle attuali regole dell'Italicum. Solo i partiti coalizzati con una percentuale di voti uguale o superiore al 4,5% sono stati ammessi alla distribuzione dei seggi. Alla Lega è stata applicata la clausola prevista per i partiti regionali. La composizione delle coalizioni è una ipotesi di chi scrive.

140210-collegi-italicum-3

(i 148 collegi CISE, clicca per ingrandire)
Alla luce delle recenti dichiarazioni di Casini i voti dell'Udc sono stati sommati a quelli del Ncd. Se l'Udc si presentasse da sola non otterrebbe seggi. In base alla media dei sondaggi più recenti nessuna coalizione arriverebbe al 37% dei voti, che è la soglia prevista dall'Italicum per far scattare il premio di maggioranza. Quindi si andrebbe al ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra. Nel nostro esercizio abbiamo simulato la vittoria dell'uno e dell'altro. In entrambi i casi il vincente ottiene 327 seggi cui sono da aggiungere quelli del Trentino Alto Adige, della Valle d'Aosta e della circoscrizione estero in cui si vota con regole diverse.
L'utilità di questa simulazione non sta nello stimare i seggi assegnati ai partiti ma nel far vedere come funzionano questi collegi plurinominali con questo sistema elettorale. Nel caso di vittoria del centrosinistra tutti i partiti perdenti, compresa quindi Forza Italia, eleggono al massimo un solo deputato per collegio. In 31 casi Forza Italia non ne ha alcuno. In questo scenario per chi non prende il premio i 148 collegi sono in pratica collegi uninominali. Quanto al Pd in 109 casi elegge i primi due nomi della lista, in 5 casi ne elegge 1 e in 2 casi ne elegge 4. Nell'ipotesi di vittoria del centrodestra invece il Pd ottiene solo un seggio in 118 collegi, due seggi in 27 e resta senza in 3 collegi. Forza Italia invece elegge 2 deputati per collegio in 70 casi e un solo deputato in 78. In nessun collegio resta senza seggi. Nella maggior parte dei casi, con questi dati, il secondo seggio scatta nei collegi del Sud.
Uno degli effetti peculiari di questo sistema elettorale è che non sempre il seggio va a chi ha preso più voti. Questo è un problema per i piccoli partiti. Data la complessa procedura di assegnazione dei seggi dal livello nazionale a quello locale succede che, in caso di vittoria del centrosinistra, in 17 collegi l'unico seggio del centrodestra venga conquistato dalla lista Ncd+Udc che pure in quei collegi è il partito della coalizione con meno voti. Ma quel che è più problematico è che i piccoli partiti non possono sapere in anticipo in quali collegi otterranno i seggi che gli spettano in base alla loro percentuale di voti nazionale. E questa è la vera ragione dietro alla richiesta di candidature plurime. Solo presentandosi in più collegi si può infatti ridurre il rischio di non essere eletto per aver scelto il collegio sbagliato.

Dettaglio dei collegi

Roma Forward!: workshop su “easy job” (9 febbraio 2014)

140205-roma-forward

Idee in movimento per guardare al futuro anche nel mondo del lavoro. “Roma Forward!” invita ad una riflessione comune su “mini job”, banca delle ore per il welfare, nuova occupazione

Il 5 febbraio 2014 ho partecipato a un workshop sul tema del “Job Act” organizzato da “Roma Forward!”.
L’incontro era dedicato ad approfondire il tema degli “easy job” e ha avuto luogo in un luogo magico, l’Accademia del superfluo.
Tra i presenti: il senatore Pietro Ichino, le deputate Giovanna Martelli  e Lia Quartapelle, Lorenzo Mattioli  presidente dell’associazione confindustriale ANIP, Associazione Nazionale Imprese di Pulizia e Servizi Integrati, Sergio Gallo vicepresidente dell'Authority sui contratti pubblici, avvocati giuslavoristi, imprenditori, professionisti, dirigenti di imprese pubbliche e private, cittadini interessati al tema, studiosi e amici dell'associazione “Roma Forward!”.

Accademia del superfluo, un posto magico

140205-easy-job-orig

(un momento dell'incontro all'Accademia del Superfluo)

Ci siamo riuniti a Roma presso il centro culturale “Accademia del superfluo” un posto veramente magico, un’associazione culturale e insieme una scuola di arti decorative che ha la particolarità di trovarsi all’interno della piccola chiesa sconsacrata di Santa Maria in Grottapinta, a pochi passa di Campo de' Fiori. Siamo stati accolti e “coccolati” dai padroni di casa Roberto e Andrea. L’Accademia del superfluo non la si può descrivere quindi andate a vederla (qui un video), vi dirò solo che a me ha fatto venire in mente subito la “Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts”  dei film di Henry Potter (scusatemi ho due figlie adolescenti …).
Andrea ha rapidamente illustrato ai presenti le finalità del centro culturale che vuole essere uno “spazio di divulgazione di temi sensibili e complessi” che usa la creatività come strumento e veicolo di attenzione da parte del pubblico perché “l’elemento estetico può aiutare a meglio comprendere argomenti apparentemente difficili e complicati”.

Emilio Ciarlo: presentazione di Roma Forward! ed introduzione al tema

140205-emilio-ciarlo

Emilio Ciarlo presidente di Roma Forward! ha aperto l’incontro con una breve presentazione dell’associazione.
Roma Forward!” è un’associazione di innovazione politica nata dopo lo scioglimento dell’omonimo comitato “Roma Forward per Matteo Renzi” costituito in occasione delle primarie del PD.
L’associazione intende essere un “luogo di confronto politico e culturale” ove approfondire collettivamente i temi dell’attualità politica, economica e sociale ed elaborare “proposte concrete” da presentare alla politica.
“Roma Forward!” è un network per il cambiamento fatto da persone che credono nell’innovazione, nel merito e mantengono uno sguardo aperto e cosmopolita sul futuro e che intende costruire insieme una comunità dove si lavori insieme a progetti condiviso usando la rete non solo come strumento operativo ma anche come modello del suo modo di agire.
Più in concreto l’associazione “Roma Forward!” nasce da un gruppo di persone che vivono a Roma e che, stanchi della crisi materiale, politica e umana in Italia, hanno deciso di partecipare attivamente alla vita politica del proprio Paese.
Roma Forward! organizza incontri di approfondimento, workshop, piccoli meeting informali all’insegna della libertà delle idee e di una informale creatività.
Roma Forward! fa parte di un network di associazioni simili che oggi sono attive a Milano, Bruxelles e New York.

Dal mini job all’easy job

L’incontro sugli “easy job”, ha spiegato Emilio Ciarlo, è un momento di “dialogo interattivo” , di work-in-progress tra specialisti e politici per arricchire il “Job Act” proposto in prima bozza dal nuovo Partito Democratico.
L’easy job non è un mini lavoro che sostituisce quello vero a tempo indeterminato ma un “easy job” o “smart job”, integrativo, senza complicazioni burocratiche, per “rafforzare il reddito di giovani, donne, pensionati o di chi cerca occupazione. Zero burocrazia, poche tasse ma con diritti e contributi pensionistici”.
L’idea nasce in Germania agi inizi degli anni 2000 durante il governo rosso-verde di Gerhard Schröder  e in oltre dieci anni di applicazione è stato utilizzato da oltre 7 milioni di persone cui ha consentito di arrotondare il reddito principale senza cadere nella trappola del lavoro nero o di aggiungere un ulteriore reddito al sussidio di disoccupazione.

Una introduzione giuslavorista al “mini job”

140205-sergio-grillo

(Sergio Grillo)

Gli avvocati Sergio Grillo  e Roberto De Rosa hanno svolto una sintetica ma completa presentazione sugli aspetti giuslavoristici dei “mini job” illustrando i punti di attenzione sui quali occorre lavorare per evitare abusi e discriminazioni dei lavoratori.
È molto importante, è stato fatto notare, che questo nuovo strumento che sembra indirizzato principalmente a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in particolari fasce sociali “deboli” (donne, studenti, disoccupati, inoccupati ultracinquantenni) o in settori merceologici in conclamata crisi (telecomunicazioni, imprese di pulizia ) goda di un regime fiscale e contributivo agevolato.
Occorrerà poi molta attenzione nell’innesto del “mini job” rispetto alle attuali forme contrattuali nazionali per trovare compatibilità tra le diverse “caratteristiche operative”.

Pietro Ichino: serve un “Codice del lavoro semplificato”

140205-pietro-ichino

Il senatore di Scelta Civica Pietro Ichino ha svolto una brillante analisi dei punti di debolezza del nostro mercato del lavoro mettendolo a confronto con quello dei paesi scandinavi (Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca) caratterizzati da un altissimo tasso di occupazione.
In questi paesi, ha ricordo Pietro, circa il 18 % della popolazione attiva è occupata nei servizi alla famiglia mediante forme contrattuali, gestite direttamente dalla Pubblica Amministrazione, molto simili al “mini job” tedesco: le amministrazioni locali intervengono mettendo in contatto rapidamente e senza formalismi burocratici l’offerta di “mini lavori” (una mamma che vuole fare da baby sitter per altri bambini, un pensionato che si offre per tener aperta la biblioteca comunale anche di sera) con le richieste della cittadinanza o della comunità quasi fungendo da “banca ore” come già avviene anche in Francia.
Il senatore ha in particolare ricordato l’esperimento svedese “60 per 80” mediante il quale giovani “sessantenni” provvedono alle necessità degli ottantenni alle persone non autosufficienti.
Pietro Ichino ha quindi proposto che i “mini job” siano utilizzati anche in Italia principalmente dalla pubblica amministrazione locale e in particolar modo nel welfare alla famiglia e ai cittadini ricordando inoltre che la “legge Biagi” non si applica alla pubblica amministrazione.
Il Senatore Ichino ha infine esortato a impegnarsi per arrivare anche in Italia, senza sensi di colpa, ad unCodice del lavoro semplificato .

Giovanna Martelli: lavorare alla filiera complessiva del mondo del lavoro

140205-giovanna-martelli-2

La deputata del PD Giovanna Martelli è intervenuta nel dibattito auspicando che il tema del “mini job” sia affrontato all’interno del più ampio tema della riforma del mondo del lavoro e del “job act” proposto dal Partito Democratico.
Giovanna ha anche ricordato che la riforma delle province obbliga a ripensare totalmente gli attuali “centri per l’impiego” e in generale la politica del lavoro fin qui seguita.
“Il Job Act è l’occasione” ha detto Giovanna Martelli “per lavorare alla filiera complessiva del mondo del lavoro”.

Altri interventi

140205-lorenzo-mattoli-2

(Lorenzo Mattioli)

Al dibattito sono intervenuti tra gli altri Sergio Gallo vicepresidente dell’Authority sui contratti pubblici, Lorenzo Mattioli  presidente dell’associazione confindustriale ANIP, Associazione Nazionale Imprese di Pulizia e Servizi Integrati, Giuseppe Pannone  consigliere del PD alla provincia di Latina, Agatino Grillo (it’s me!) semplice cittadino, ciascuno commentando quanto discusso e fornendo nuove proposte sul tema.

Contattati e approfondimenti

Roma Forward!

Roma Forward!, associazione di innovazione politica, via dei Colli della Farnesina 130b, 00135, Roma

Emilio Ciarlo, presidente di Roma Forward!

Pietro Ichino

Pagina FaceBook https://www.facebook.com/IchinoPietro
sito web http://www.pietroichino.it/
e-mail: ichino@pietroichino.it

Giovanna Martelli

Lia Quartapelle

140205-lia-quartapelle-2

Rassegna stampa su “mini job”

Il Job Act del Partito Democratico

140209-job-act

Fabio Melilli: rilanciare il PD Lazio nei territori e nelle città (7 febbraio 2014)

140207-fabio-melilli-hd-1

(Fabio Melilli)

Fabio Mellili: questo è il momento di essere coraggiosi e guardare al futuro. Massimo impegno sul lavoro: rivedere i centri per l’impiego, nuovo piano energetico, banda larga vera e diffusa in tutta la Regione

Agatino Grillo: Buongiorno Fabio, vuoi presentarti?

Fabio Melilli: Ho 56 anni, sono laureato in Giurisprudenza. Ho lavorato a lungo in ANCI, l’associazione nazionale dei comuni italiani, e in ANCITEL, la società “tecnologica” di ANCI. Nel 2004 sono stato eletto Presidente della provincia di Rieti. Nel 2013 sono stato eletto Deputato. Sono componente della Commissione Bilancio e della Commissione Bicamerale sul Federalismo Fiscale della Camera. Il mio curriculum completo è disponibile qui

Agatino Grillo: Il 16 febbraio 2014 nel Lazio si vota, mediante primarie aperte, per eleggere il nuovo segretario regionale del Partito Democratico. Tu sei uno dei tre candidati, insieme a Marco Guglielmo e Lorenza Bonaccorsi. Perché ti candidi?

Fabio Melilli: Occorre fare un ragionamento un po’ articolato. Il PD in questo momento è, sia a livello nazionale sia a livello regionale, una forza politica di governo. Nel Lazio abbiamo vinto le elezioni e, data la situazione economica e sociale del Paese e dei territori locali, i cittadini guardano con attenzione e direi con forte aspettativa le nostre mosse. Il Partito deve intraprendere perciò azioni politiche concrete e significative per dare risposte ai cittadini. L’Italia ha bisogno di riforme profonde ed io sono sicuro che gli italiani saranno pronti a fare sacrifici se le forze politiche, e il PD in primis, sapranno dimostrare nei fatti e nei comportamenti di avere idee chiare per rilanciare lo sviluppo.
Il Segretario nazionale, Matteo Renzi, si sta muovendo molto bene da questo punto di vista e sta dimostrando che certi nodi che sembravano irrisolvibili come la legge elettorale o gli enormi costi della politica possono invece essere affrontati e risolti in modo rapido e vantaggioso per la collettività.

primariePdregione2014-2

Agatino Grillo: Questo come si traduce nel Lazio?

Fabio Melilli: Negli ultimi due anni, nei quali il Partito regionale è stato guidato da Enrico Gasbarra, il PD ha vinto in tutte le principali competizioni elettorali: a Roma con Marino, nel Lazio con Zingaretti, ma anche a Civitavecchia, Rieti e Viterbo, in una stagione politica oggettivamente difficile anche nel rapporto con i nostri elettori. Tuttavia ciò non basta. Il Lazio vive una crisi profonda in termini sociali e economici ed è compito del PD Lazio elaborare una nuova proposta politica che sappia partire dai nostri asset principali (cultura e turismo, PMI, Università, ricerca e nuove tecnologie) per formulare un piano condiviso di rilancio che punti al futuro.
Come ho già avuto modo di dichiarare la Regione Lazio “è un luogo che dobbiamo riformare”: non c’è bisogno del bisturi ma di politiche chiare e condivise.

140207-fabio-melilli-hd-1

Agatino Grillo: Quali sono le tue idee per il Lazio?

Fabio Melilli: Occorre partire dalla situazione economica regionale che è drammatica: il 2013 è stato per il Lazio un anno di grave recessione; soltanto le esportazioni e il turismo hanno sostenuto la domanda mentre nell'industria continua la contrazione del fatturato e degli investimenti. Le esportazioni crescono tra l’altro solo per il comparto farmaceutico. La crisi si sente anche nel settore dei servizi che ha fortemente risentito del calo nei consumi delle famiglie, soprattutto nel commercio e nei trasporti. Secondo gli ultimi dati di Banca d’Italia nel 2013 l’occupazione in regione è scesa del 2,3 per cento su base annua, in modo generalizzato tra tutti i settori e rimane ampio il ricorso alla cassa integrazione.
Il partito deve muoversi in primo luogo per rilanciare sviluppo e occupazione attraverso la formulazione di nuove ricette anche innovative. La situazione del lavoro è drammatica dunque questo è il momento di esser coraggiosi. Dobbiamo rivedere rapidamente la struttura dei centri per l’impiego, ed indirizzare di più la formazione alle esigenze del mercato. Dobbiamo dotarci di un innovativo piano energetico e di un piano per la banda larga.

Agatino Grillo: Come pensi invece di rilanciare il partito democratico regionale?

Fabio Melilli: Anche qui credo che occorra partire da una puntuale ed onesta analisi della situazione. Nonostante le vittorie elettorali il partito regionale ha bisogno ricambio generazionale che collochi il Lazio all’avanguardia nel Paese: più iniziativa politica, più idee nuove, meno accordi tra le correnti e più iniziativa nei territori.
Si rischia altrimenti la disaffezione e le proteste tra i nostri iscritti ed elettori. Occorre un grande rinnovamento nel PD Lazio cominciando con il definire in modo chiaro quali sono le priorità: non serve al PD una politica fatta di tattica e cinismo,  che non ha a cuore il bene del Paese e dei territori. I cittadini sono stanchi di parole e attendono fatti concreti: la nostra base è spesso molto critica e ci chiede una chiarezza che sicuramente non è più rinviabile.

140207-pd-lazio

Agatino Grillo: Come immagini il nuovo PD Lazio?

Fabio Melilli: Occorre ridare dignità politica agli organi elettivi ed esecutivi del partito regionale valorizzando le grandi energie degli iscritti e degli elettori che, come hanno dimostrato le ultime primarie nazionali, sono sempre pronti a impegnarsi su campagne concrete con obiettivi chiari. Sono rimasto molto colpito, negli scorsi mesi, dalla “ricchezza politica” e dalle capacità organizzative che si sono manifestate nei comitati sorti a supporto delle varie candidature alla segretarie nazionali; penso che tali esperienze siano da studiare con attenzione e da replicare perché sono riuscite ad aggregare tanti cittadini senza tessera del PD che pure volevano impegnarsi nelle primarie nazionali.

Agatino Grillo: I comitati per Matteo Renzi, Pippo Civati o Gianni Cuperlo si sono però sciolti dopo l’8 dicembre. L’azione politica non dovrebbe ritornare adesso nel suo alveo naturale cioè nel partito?

Fabio Melilli: Io credo che una ricchezza umana e politica come quella espressa dai comitati non debba andare sprecata anche se è ovvio che occorre dare nuovi obiettivi politici e modalità di intervento ai comitati. Ho visto con piacere che molti di questi comitati si sono trasformati in associazioni politico culturali con l’obiettivo di diventare piattaforma di confronto e di dialogo costruttivo tra la società civile e le istituzioni municipali, comunali, nazionali. Questo è molto importante e vorrei che questa diventasse una delle finalità del PD a livello regionale e nazionale: diventare strumento per colmare il gap tra cittadini e politica. Il PD, come fanno le associazioni e facevano i comitati, deve saper ascoltare le esigenze dei territori, organizzare la domanda, mettere in contatto i cittadini con gli eletti o il partito, essere garante della risposta, cioè della reale attuazione delle azioni richieste.

Agatino Grillo: Mi sembra un modello di azione politica simile ai meetup grillini. Non c’è il rischio di trasformarsi la politica in “sagra delle buone intenzioni” che punta tutto sulla riparazione delle buche per strada e sul miglioramento del ciclo dei rifiuti urbani?

Fabio Melilli: In primo luogo i meetup non sono una invenzione del Movimento 5 Stelle ma nascono in Europa e USA ben prima di Beppe Grillo. Sono espressione di una richiesta di “democrazia diretta” e della domanda di rappresentatività politica sui territori. Rappresentano un’esigenza e un modello sta studiare con cura e da non abbandonare nelle mani dei grillini. Tuttavia il rischio che indichi è reale. Il PD per fortuna, e a differenza del M5S, ha però un forte quadro di valori politici: si tratta di un programma di cambiamento radicale del Paese basato su rappresentatività, trasparenza, valorizzazione del merito, spinta all’innovazione, esaltazione della creatività.

Agatino Grillo: Cosa rimane di “sinistra” in un quadro del genere?

Fabio Melilli: Io credo che la nuova sinistra di questo inizio millennio debba avere il coraggio di mettere in discussione vecchi tabù e pigrizie mentali. La parola d’ordine che ci deve guidare è quella con cui Matteo Renzi inizia sempre i suoi interventi: “futuro”. Il mio slogan quando mi sono candidato alla Provincia di Rieti nel 2004 era: “Scegli il futuro”. Futuro vuole dire sviluppo, futuro vuol dire creare ricchezza e non solo vivere di rendita sul lavoro fatto dai nostri genitori e nonni. Per me sinistra vuol dire anche Green, Digital, Cultura, Territorio: parole che devono cessare di essere semplici slogan buoni per tutte le stagioni e devono diventare finalmente, davvero, le nuove leve dello sviluppo su cui investire.

Agatino Grillo: Qual è il ruolo dei Circoli del PD in questa tua visione?

Fabio Melilli: Ritorno ancora al ruolo delle associazioni vicine al PD sui territori. Ce ne sono tante e ne cito solo una perché l’ho conosciuta in questi giorni e conosco da tempo gli uomini e le donne che l’hanno animata: Bigbang Roma, una associazione che riunisce giovani, imprenditori, operai, studenti, professionisti, intellettuali che insieme lavorano per dare corpo a idee, progetti sani per produrre valore pubblico, bene comune.  In Bigbang Roma sono stati creati “gruppi di lavoro” su temi che sono vere emergenze nel territorio: edifici pubblici dismessi da recuperare, contrasto della illegalità locale (gioco d’azzardo, slot machine, usura), salvaguardia delle realtà culturali del territorio che rischiano di scomparire (teatri, cinema, botteghe di artigianato artistico, librerie), sviluppo di nuova imprenditoria e start-up.  Questo è un modello che anche nei circoli può essere valorizzato per renderli protagonisti delle scelte del Governo del nostro Partito.

Agatino Grillo: Perché mai un cittadino dovrebbe impegnarsi in queste attività? E se lo fa perché dovrebbe farlo nei Circoli del PD o nelle associazioni come Bigbang Roma?

Fabio Melilli:  Ogni giorno io constato che c’è una grandissima domanda di partecipazione alla vita sociale e politica delle nostre comunità. In Italia l’associazionismo e il terzo settore non sono mai stati in crisi: anzi la crisi della politica o meglio dei partiti ha dato nuovo slancio all’associazionismo. Essere associazione vuol dire infatti prendersi delle responsabilità, gli uni verso gli altri. E noi lo vogliamo, perché abbiamo l’opportunità di mostrare che si può ancora credere in qualcosa, che è bello ed è possibile impegnarsi per i propri valori e per il Paese.
Perché farlo nel PD mi chiedi? Sarò franco: perché il PD, il  nuovo PD che ho in mente, offre una soluzione ai problemi dell’Italia a differenza dei tanti movimenti populisti come il M5S e la Lega che pensano solo ai propri interessi elettorali. Siamo noi la vera forza del cambiamento nel Lazio.
Però il PD può diventare la casa dei cittadini italiani e del Lazio solo se cambia forma in tempi rapidi. Per citare le parole di un giovane democratico che ho ascoltato qualche giorno fa: “Voglio un partito leggero nella forma e pesante nei contenuti, un PD comprensibile ed accessibile alle persone Comuni”.

Agatino Grillo: cosa intendi per PD comprensibile e accessibile?

Fabio Melilli: La lontananza fra il Palazzo e la società civile è acuita dalla difficoltà con cui il cittadino riesce a conoscere  cosa accade dentro le “secrete stanze”. Nonostante i faticosi passi in avanti fatti anche grazie all’impegno di Matteo Renzi non vi è dubbio che sul tema della partecipazione, della trasparenza e della accountability si devono fare ulteriori sforzi.

Agatino Grillo: Su questo hai qualche proposta concreta?

Fabio Melilli: Un grandissimo passo in avanti lo si potrebbe fare con un approccio “open data” sulla falsariga di quanto fatto dal sindaco di Firenze o dalla struttura commissariale in Emilia (per citare due esempi importanti) che consente di conoscere fino al dettaglio i numeri del bilancio dei nostri comuni, oppure le donazioni ed i  finanziamenti erogati per il Sisma. Penso ad esempio ad un progetto “open Camere” che ribalti l’attuale schema e renda pubbliche e accessibili dalla rete tutte le sedute delle commissioni e dell’aula tranne quelle che richiedono una discussione riservata (ammesso che ve ne siano). Un progetto che consenta ai cittadini non solo di vedere dentro il Palazzo ma anche di interagire con i Parlamentari impegnati nella discussione dei provvedimenti fino a trasformare i lavori delle commissioni in una sorta di community.  Una iniziativa che consenta di poter rendicontare a chiunque ne abbia interesse le singole voci di spesa del bilancio e verificare l’impatto di queste spese sulla qualità della gestione.

Agatino Grillo: Una sorta di “democrazia elettronica”?

Fabio Melilli: Anche qui occorre non cadere nella eccessiva semplificazione o nel radicalismo grillino. Io penso alla costruzione di un “modello di buona politica” che sfrutti tutte le potenzialità della rete e ricostituisca un rapporto one to one fra cittadino ed eletto, rapporto che è entrato in totale sofferenza  con l’approvazione del Porcellum e con la crisi dei partiti tradizionali. La rete è una risorsa ma non è la soluzione. La soluzione la deve elaborare la politica. Dobbiamo tutti insieme tornare a dare dignità alla militanza ed alla partecipazione alle scelte vere e decisive per le sorti delle donne e degli uomini della nostra Regione.

Agatino Grillo: Grazie Fabio e buon lavoro

Fabio Melilli: Grazie a voi tutti

Per contattare Fabio Melilli

Approfondimenti

Articoli collegati

Le primarie del 16 febbraio 2014 per l'elezione del segretario del PD Lazio

Intervista a Marco Tolli, coordinatore segreteria PD Roma (6 febbraio 2014)

Politica: 

140206-marco-tolli

(Marco Tolli, clicca per ingrandire immagine)

Costruiamo il PD Roma cominciando dai Circoli e dai quartieri. Sosteniamo le giunte municipali ma conservando autonomia politica

Agatino Grillo: Ciao Marco ti vuoi presentare?

Marco Tolli: Ciao Agatino e grazie per questa intervista che mi permette di dire qualcosa su di me, sulla città e sul Partito Democratico.
Parto da me: ho 36 anni e vivo a Labaro, un quartiere popolare della periferia nord di Roma. Qui a partire dai problemi del territorio è cominciato il mio impegno politico. Per molto tempo ho diretto il partito di Roma Nord e l’ho rappresentato nelle istituzioni locali seguendo soprattutto le questioni urbanistiche, il recupero delle aree svantaggiate, le opere pubbliche, i problemi di mobilità e la grande questione della difesa del suolo che in questi giorni è tornata di grande attualità.
Negli ultimi anni ho fatto parte della segreteria romana con la responsabilità delle politiche per le periferie. Il dipartimento che ho diretto per circa due anni ha condotto una indagine partecipata sulla nuova condizione economica, sociale e territoriale della periferia romana e ha promosso numerosi seminari finalizzati alla costruzione del programma di governo per Roma. Una bella esperienza, arricchita dall’apertura di una scuola di formazione per giovani quadri, selezionati dai territori, sulla storia del governo del territorio a Roma dal 62 ad oggi.

Agatino Grillo: In che consiste il tuo ruolo di coordinatore della segreteria del PD Roma?

Marco Tolli: In questi giorni, assieme al segretario Cosentino, stiamo visitando i quartieri maggiormente colpiti da fenomeni alluvionali. La nostra presenza non è solo la vicinanza del PD di Roma a persone che hanno perso tutto ma è anche un impegno a sostenere l’azione dei nostri Circoli che in questi territori lavorano per far incontrare le tante solitudini con le istituzioni locali e le strutture di soccorso. Anche nei quartieri dobbiamo tornare a svolgere una funzione di rappresentanza politica. È in questo modo che interpreterò il ruolo che Cosentino mi ha affidato: la segreteria che coordino ha il compito di costruire il PD in città.

Agatino Grillo: Il PD Roma sta (lentamente) cercando di ricostruire la propria organizzazione dato che negli ultimi 12 mesi i principali esponenti del partito capitolino hanno preferito candidarsi a cariche pubbliche causando tra l’altro il commissariamento del partito oltre che il suo azzeramento operativo. Che valutazione politica dai di quanto è accaduto?

Marco Tolli: Sul passato ognuno di noi ha fatto le sue valutazioni. Penso però che le difficoltà della fase politica che viviamo  debbano necessariamente portarci a guardare avanti e dividerci, semmai, sulle cose da fare. Formare e promuovere una nuova classe dirigente cittadina non basta: è tutta l’organizzazione del partito che deve porsi il tema di ricostruire un nuovo rapporto con la società. I circoli sono utili se rimuovono le barriere con l’esterno promuovendo partecipazione attiva, se tornano a formare gruppi dirigenti e, soprattutto, se hanno la possibilità di decidere sui temi del territorio di riferimento, della città, della politica nazionale. Devono tornare, attraverso nuove formule, ad essere veri punti di riferimento per i cittadini.

Agatino Grillo: A breve saranno elette le assemblee municipali degli iscritti ed i relativi segretari. Che senso hanno queste entità? Non sarebbe meglio rafforzare i Circoli trasformandole in assemblee dei delegati dei Circoli?

Marco Tolli: Nell’ultima direzione abbiamo deciso di far lavorare un gruppo che assieme al nostro responsabile per l’organizzazione dovrà costruire una proposta di formazione del governo politico e organizzativo dei territori. Sarà la direzione romana poi a scegliere come organizzare questi congressi che saranno celebrati nel mese di marzo. In ogni caso non possiamo limitarci a dare risposte organizzative a problemi di natura politica. Nei municipi abbiamo bisogno di coordinamenti che assumano fino in fondo la responsabilità del sostegno alle giunte locali senza però perdere quel diritto/dovere all’autonomia politica. Dobbiamo evitare appuntamenti burocratici e prove muscolari. Almeno io non ne sento il bisogno.

Agatino Grillo: Non pensi che il PD Roma dovrebbe migliorare la sua comunicazione con gli iscritti e elettori? Su PdRoma.net non ci sono neanche le email dei componenti della segreteria romana. Che ne pensi?

Marco Tolli: Dopo la nomina della segreteria si è formato un gruppo che ha iniziato a riflettere sulle cose da fare. Abbiamo certamente bisogno di rafforzare la comunicazione con i nostri iscritti e con le strutture periferiche. Dobbiamo rilanciare forme di comunicazione collettiva, migliorare il nostro rapporto con la stampa romana e nazionale e lavorare per una nuova immagine del PD in città. Il primo tassello sarà il nuovo sito che è in costruzione.

Agatino Grillo: Come consigliere all’ex Municipio XX ti sei occupato di urbanistica e in particolare del recupero delle aree svantaggiate e ti sei opposto alla manovra urbanistica della giunta Alemanno con la quale si voleva riaprire la strada al consumo di suolo e distruggere una ricchezza inestimabile come l’agro romano. Cosa ne pensi dei programmi della giunta Marino in quest’ambito? Cosa è stato fatto o quali sono i progetti? In che modo il PD può intervenire?

Marco Tolli: Il vero fallimento dell’amministrazione Alemanno consiste nel non aver messo in campo alcun intervento teso a contrastare la crisi che stiamo vivendo. Molte azioni erano sbagliate e lo abbiamo detto con grande determinazione. In particolare l’idea di procedere extra piano valorizzando nuove aree agricole. Bene ha fatto la giunta Marino ad annullare gli esiti del bando sull’housing sociale dando soddisfazione all’impegno profuso di cittadini e comitati. Per noi il piano approvato nel 2008 è il limite all’espansione di una città che ha costi di gestione enormi proprio per la sua ampiezza e per le basse densità. Ora serve attuare e gestire il piano per riqualificare la città e rimettere in moto un settore strategico nell’economia romana.

Agatino Grillo: Grazie Marco e buon lavoro

Marco Tolli: Grazie a voi

Per contattare Marco Tolli

Articoli collegati

La segreteria del PD Roma





Nome

Cognome

Ruolo

Email

Lionello

Cosentino

Segretario

 

Luciano

Nobili

Vicesegretario

 

Marco

Tolli

Coordinatore della Segreteria

marco.tolli@alice.it

Giulio

Pelonzi

Organizzazione

 

Ilaria

Feliciangeli

Riforme istituzionali, Capitale metropolitana

 

Khalid

Chaouki

Integrazione

 

Marco

Causi

Economia

 

Giulia

Urso

Cultura

 

Cecilia

Fannunza

Scuola

 

Lucia

Zabatta

Lavoro

 

Raffaella

Petrilli

Sapere, Università, Ricerca

raffaella.petrilli@gmail.com

Membro di Diritto:

  • Domenico Romano Segretario Giovani Democratici

Invitati permanenti:

  • Tommaso Giuntella, Presidente dell’Assemblea
  • Francesco D’Ausilio, Capogruppo PD Assemblea Capitolina
  • Carlo Cotticelli, Tesoriere
  • Alberto Tanzilli, Presidente della Commissione di Garanzia
  • Francesco Proni, Coordinatore circoli del lavoro

Intervista a Marco Guglielmo candidato segretario PD Lazio (3 febbraio 2014)

140203-marco-guglielmo-3
(Marco Guglielmo clicca immagine per ingrandire)

Costruirò un nuovo PD Lazio che lavori su tre idee: ciclo virtuoso dei rifiuti, reddito minimo garantito e zero consumo di suolo

Agatino Grillo: Ciao Marco e grazie per quest’intervista. Vuoi presentarti?

Marco Guglielmo: Impossibile parlare di me senza passare per la mia storia politica.
Ho 34 anni e ho cominciato a far politica a 16, con la Sinistra Giovanile, di cui sono stato Segretario prima ad Albano e poi nella Federazione Castelli. A 27 anni sono stato eletto Segretario dei Democratici di Sinistra della Federazione Castelli, poi vicesegretario provinciale di Roma del Partito Democratico. Dal 2010 sono consigliere comunale nella mia città, Albano Laziale.

Agatino Grillo: Sei candidato alla segreteria del PD Lazio. Perché questa scelta?

Marco Guglielmo: La militanza all'interno del Pd è stata sinora una storia di passione, ma anche di sofferenza. Penso che oggi il Partito Democratico sia il partito delle occasioni perse e delle energie sprecate, ancora privo di un senso comune di appartenenza e di un riconoscibile rigore morale.
La mia candidatura parte sì dall'esperienza di Civati negli scorsi mesi, ma ha l'obiettivo e le potenzialità di andare oltre le porte del partito e dei recinti di appartenenza all'interno di esso, di parlare in campo aperto. Anche e soprattutto a tutti quegli “homeless” che vogliono ancorare a sinistra questo grande partito. Una sinistra non minoritaria, che vuole governare, consapevole che un Pd Lazio forte può incidere anche sull'attività amministrativa della nostra regione.

Agatino Grillo: Quali sono le idee forti a base della tua candidatura?

Marco Guglielmo: Prima di tutto, la credibilità, il rigore che ci piace: quello che deve tenere lontano il nostro Partito da tutti i conflitti di interessi, a cui faremo battaglia. Purtroppo quello della commistione tra interessi privati e pubblici non è solo un vulnus della destra: faremo chiarezza su questo, una volta per tutte.
Poi, l'Europa: che non può essere solo quella del rigore che invece non ci piace, dei conti da tenere, delle direttive da rispettare. Ma anche quella che, grazie ad un Pd forte in un PSE da tenere a sinistra, dia nuovo slancio alla crescita dei territori. Presenteremo un POR basato su tre cardini: una politica industriale per l'innovazione, la Metropolitana del Lazio, un piano energetico basato sulle rinnovabili.
E infine, il Partito, da legare strettamente e una volta per tutte al suo aggettivo, Democratico. Valorizzando i circoli attivi, attuando la massima trasparenza, creando una piattaforma informatica regionale, e, anche, facendo pagare chi sbaglia: dopo troppo tempo, reinseriremo la parola “responsabilità” nel nostro vocabolario.

Agatino Grillo: I candidati alla segreteria del PD Lazio sono tre: oltre te anche Fabio Melilli e Lorenza Bonaccorsi che hanno ricevuto già un chiaro appoggio dalle componenti più forti del PD.  La tua non rischia di essere una semplice “candidatura di disturbo” o di bandiera?

Marco Guglielmo: Penso e sono convinto che il nuovo segretario del Lazio sarà eletto da iscritti e cittadini (ricordo che si vota con primarie aperte) seguendo non gli interessi dei capi corrente ma attraverso una scelta consapevole tra programmi e idee diverse. Ed è per questo che in queste due settimane mi muoverò a più non posso, andando a cercare le migliori esperienze anche nelle provincie più lontane. Tra i tre, sono l'unico candidato che vuole davvero un Pd di sinistra, ma maggioritario e capace di andare fuori dai soliti steccati della sinistra stessa, e farò valere i temi forti che porterò in giro: vince solo chi gioca bene, e noi giocheremo benissimo, sorprendendo tutti.

Agatino Grillo: Passiamo allora ai programmi. Qual è il tuo?

Marco Guglielmo: Il mio programma nasce dal seguente ragionamento: alla nostra regione, il Lazio, serve un Partito Democratico forte, non una federazione di interessi convergenti da parte dei singoli eletti. Io voglio costruire un PD Lazio che abbia una strategia e chiari obiettivi da conseguire, che sappia scegliere per il bene comune anche andando contro gli interessi dei singoli. L’attuale PD Lazio è una entità debole, assente, anche noiosa e un po’ arrogante che non sa scegliere e che non è una squadra. In tal modo la stessa politica regionale è svilita così come è svilito il ruolo dei consiglieri regionali: sono i legislatori di uno stato grande come il Belgio, e dovrebbero ricordarsene.
La mia candidatura è una sfida a questo PD Lazio e un appello a tutti gli elettori del Pd e a quei tanti “rifugiati politici” che vorrebbero tanto trovare una casa politica degna di un ideale -la sinistra- un progetto e una sfida.

Agatino Grillo: Andiamo sul concreto. Tre idee per il Lazio?

Marco Guglielmo: Prima idea: un Lazio a rifiuti zero. Obiettivo concreto e tecnicamente fattibile; a patto che la nostra agenda non la scriva Cerroni o un qualunque altro monopolista di discariche e inceneritori. Dobbiamo invece investire tutto sulle forme di raccolta che puntino sul riuso dei materiali, asse fondamentale per creare posti di lavoro e un futuro più pulito.
Secondo: il consumo di suolo zero, che punti sul recupero dell’esistente e un’urbanistica dinamica, è il provvedimento più favorevole al settore edilizio e al bene delle generazioni prossime. Con una seria prevenzione possiamo evitare i disastri che abbiamo visto in questi giorni.
E tre, questione su cui si sta lavorando anche in rete con altri candidati regionali: il reddito minimo garantito. Siamo un partito di sinistra e dobbiamo impegnarci a ridare dignità a tutti, facendo finalmente sì che il diritto alla sussistenza non sia più la merce di scambio per un voto, e liberando i Comuni dall’assalto quotidiano della disperazione.

Agatino Grillo: Si parla poco di queste primarie del 16 febbraio 2014 per la scelta del segretario del PD Lazio. Si rischia un flop?

Marco Guglielmo: Il PD regionale deve immediatamente attivarsi a tutti i livelli per dare maggior pubblicità all’appuntamento del 16 febbraio. Lancio un appello agli altri candidati perché si discuta pubblicamente, nei circoli, nei quartieri, sui mezzi di informazione. Dovunque creiamo le condizioni perché il 16 febbraio non sia la data in cui si rivà a votare perché me Tizio o Caio mi hanno chiesto un favore, ma perché vogliamo dare a noi stessi una comunità bella e ambiziosa. Che riaccenda speranza e scriva un racconto nuovo.

Agatino Grillo: Grazie Marco, e buon lavoro.

Marco Guglielmo: Grazie a voi

Per contattare Marco Guglielmo

Approfondimenti

“Per un progetto di Comunità” - Intervista a Gabriele Scappaticci segretario Giovani Democratici Alberone (31 gennaio 2014)

140131-gabriele-scappaticci-3

(Gabriele Scappaticci)

Occorre avviare subito un progetto politico di Coordinamento Municipale del PD e dei cittadini

Agatino Grillo: Ciao Gabriele. Presentati in due battute

Gabriele Scappaticci: Ciao, mi chiamo Gabriele ho 23 anni e frequento l' ultimo anno di studi in Giurisprudenza alla prima Università di Roma, La Sapienza. Sono nato e cresciuto nel VII Municipio di Roma (San Giovanni, Appio-Tuscolano, fino a Morena) e qui ho iniziato, durante gli anni del liceo (nome?), a fare politica con il Partito Democratico sin dalla sua fondazione.

Agatino Grillo: Il 29 gennaio 2014 il Circolo Giovani Democratici dell’Alberone a Roma ha presentato la prima “bozza” di un documento che analizza la situazione politica del VII Municipio e propone una serie di azioni concrete nel territorio  Come nasce questa iniziativa e che obiettivo si pone?

Gabriele Scappaticci: Il documento nasce da un’analisi condotta tra i Giovani Democratici dell’Alberone sulla situazione politica, economica e sociale del nostro Municipio. L’analisi ci ha condotto a formulare alcune proposte che rivolgiamo al Partito Democratico e a tutti i cittadini.

140131-Logo_Giovani_Democratici-alberone

Agatino Grillo: Il documento sarà condiviso con i GD degli altri circoli del Municipio?

Gabriele Scappaticci: Certamente sì. È importante che la nostra proposta sia conosciuta ed arricchita con i suggerimenti di tutti coloro che vogliono impegnarsi per il cambiamento.

Agatino Grillo: Cominciamo dalla analisi politica.

Gabriele Scappaticci: Il quadro politico del PD del VII Municipio ricalca fedelmente quello del PD Nazionale, e si ripete da anni. Risorse vastissime (1.560 iscritti e 11 Circoli) e obiettivi comuni che potrebbero ben conciliarsi. E invece l’azione del PD è costantemente disorganica, indipendente, non coordinata. Il clima diventa così sempre quello dello scontro interno che talune volte arricchisce ed altre logora.
La sconfitta, nella primavera 2013, dei candidati del PD alle Primarie per la scelta del candidato presidente del VII Municipio a causa dell’eccessivo numero di autocandidature rappresenta l’epilogo triste e desolante di questo quadro; una situazione che a nostro avviso poteva evitarsi, se ci fosse stato un Coordinamento in grado di conciliare l’indipendenza politica di tutti i circoli, i saperi dei singoli e il percorso politico di ogni gruppo.

Agatino Grillo: Che soluzione proponete?

Gabriele Scappaticci: Occorre un progetto politico di Coordinamento Municipale. La nostra proposta è quindi di UNIRCI TUTTI, nel rispetto delle reciproche differenze e delle legittime pretese di ognuno; convinti però, che tali pretese siano davvero legittime solo se motivate e discusse insieme, nel luogo deputato da noi stessi, iscritti del PD del VII Municipio.

Agatino Grillo: Che analisi fate invece della situazione economica e sociale del Municipio?

Gabriele Scappaticci: Il VII Municipio di Roma versa in una situazione di inaccettabile DEGRADO economico e sociale. Ma combattere il degrado significa prospettare un’alternativa ad esso. E l’alternativa è la costruzione di una Comunità cioè di un gruppo di donne e uomini che non lasci all’incuria le “Communia” cioè le cose che appartengono a tutti, che sono di proprietà della Comunità.

Agatino Grillo: Cosa proponete?

Gabriele Scappaticci:  I confini in cui ci troviamo ad operare sono delineati e limitati: sono quelli del nostro Municipio per cui abbiamo deciso di metterci in gioco e di fare politica. Questo, a nostro avviso, costituisce un punto di forza in quanto il Municipio può davvero costituire la “Piccola patria” di cui parla Adriano Olivetti nel “Il cammino della Comunità”; “dove siamo nati noi, dove sono nati i vostri figli, dove avete passato la vostra infanzia”.
Gli interventi che devono essere messi in campo sul Municipio devono avere le seguenti caratteristiche:

  • partecipazione dalla cittadinanza
  • interventi multidirezionali e legati: ambiente,  decoro, cultura, commercio, sicurezza e legalità.

Agatino Grillo: Un esempio concreto di azione per l’ambiente?

Gabriele Scappaticci: Il Municipio VII possiede uno dei patrimoni paesaggistici più belli e caratteristici di Roma; basti pensare al Parco regionale dell’Appia Antica che nutre un patrimonio di bellezza naturalistica e paesaggistica senza eguali ( via Appia, parco degli Acquedotti, parco delle tombe latine e valle della Caffarella). È necessario che questa bellezza sia preservata, valorizzata e promossa per la vita del quartiere sia sotto il profilo della qualità di vita sia sotto il profilo dello sviluppo turistico.

131105-pd-alberone

Agatino Grillo: Cosa proponete?

Gabriele Scappaticci: Il nostro piano prevede in sintesi:

  • Rafforzamento della raccolta differenziata: sviluppo della raccolta differenziata “porta a porta” già presente in alcune parti del municipio
  • Potenziamento bike sharing: devono essere potenziati specificatamente in prossimità delle fermate metro ed, in generale, lungo i nodi di scambio.
  • Creazione car sharing: o con un investimento del municipio utilizzando questa attività come fonte di guadagno; oppure in convenzione con le società già esistenti che operano in altre parti del paese
  • Percorso pedonale ciclabile: individuazione di una porzione di territorio tra le vie Appia, Tuscolana ed Anagnina.
  • Mappatura online: sportello on-line per la segnalazione motivata di sacche di degrado ambientali.
  • Strumenti di democrazia diretta: tramite lo sviluppo di un sito apposito viene offerta la possibilità di fare proposte o votare su determinati interventi del Municipio.
  • Promozione online:  promozione attraverso siti e social network attraverso l’utilizzo della lingua italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola delle bellezze naturalistiche, archeologiche e paesaggistiche presenti sul nostro territorio.
  • Cultura ambientale; favorire percorsi guidati con l’associazionismo.

Agatino Grillo: Come pensate di portare avanti queste attività?

Gabriele Scappaticci: Proponiamo un progetto di Coordinamento Municipale che si basi sui seguenti punti programmatici:

  • Nessun Consigliere o Assessore tra gli eletti del Coordinamento municipale, per esercitare funzione di controllo e indirizzo agli eletti
  • Garantire 1 consigliere municipale per ogni circolo. (11 eletti per 11 circoli)
  • Dividere le aree tematiche e le iniziative politiche per ogni circolo in funzione delle sue esigenze e del suo elettorato
  • Coordinare la discussione tra i Candidati alle Primarie municipali per vincerle
  • Coordinare la discussione sugli Assessori per comporre al meglio il quadro politico e garantire rappresentanza a tutti i circoli.
  • Discutere e Coordinare la scelta dei candidati al Consiglio Comunale e al Parlamento; consapevoli dell’immenso bacino elettorale del Municipio e la possibilità di eleggere un nostro diretto rappresentante in queste Istituzioni
  • Garantire la efficiente allocazione delle risorse economiche tra i circoli
  • Predisporre Strumenti e Luoghi di informazione, discussione e decisione permanenti. Come Mailing list e Riunioni Mensili
  • Offrire ai cittadini strumenti di democrazia diretta per decidere su alcune questioni collettivamente individuate di volta in volta.

Siamo fermamente convinti che un Coordinamento Municipale cosi organizzato tuteli tutti, ma per essere valido deve essere effettivamente accettato da tutti.

Agatino Grillo: Grazie Gabriele

Gabriele Scappaticci: Grazie a voi

Allegato

Per contattare Gabriele Scappaticci

Link

Circolo Giovani Democratici Alberone

BigBang Roma: costruiamo insieme la politica del fare (30 gennaio 2014)

Politica: 

140130-bigbangroma

(clicca per ingrandire l'immagine)

Riavvicinare società civile ed istituzioni con un nuovo modo di far politica

Affollata assemblea aperta, il 28 gennaio 2014, presso la sede di “BigBang Roma” , associazione politico culturale vicina al PD ma indipendente dai partiti, che ha lo scopo di promuovere ed elaborare proposte e progetti finalizzati al rinnovamento culturale, sociale e politico dell’Italia.
L’incontro, aperto ad associati e cittadini, è stato organizzato per presentare e condividere proposte e iniziative politiche con l’ambizione di “costruire insieme le reti nei territori per realizzare finalmente una politica del fare e dell’agire”.
Il dibattito è stato appassionato e serrato: numerose le idee, i suggerimenti e le “suggestioni” che sono scaturite dal confronto tra i tanti convenuti.
Ecco una sintesi delle principali decisioni.

Tavoli di lavoro

Sono stati individuati dei “macro temi” su cui lavorare nei prossimi mesi con l’obiettivo di trasformarli in “tavoli di lavoro permanente” attraverso cui raccogliere idee, suggerimenti e problematiche da parte dei cittadini da trasformare in soluzioni e “proposte politiche” da indirizzare alle istituzioni locali (municipi, Comune) e nazionali (Parlamento e governo).  
Un primo elenco dei tavoli, fermo restando che sono ben accetti suggerimenti e proposte su nuovi argomenti, è il seguente:

  • Giovani, Istruzione e Lavoro
  • Sanità
  • Welfare e Cultura
  • Legalità e Trasparenza
  • Mobilità e Ambiente
  • Innovazione e Comunicazione
  • Area metropolitana e smart city
  • Economia, imprenditoria, start-up

Chiunque volesse partecipare a questi “tavoli” o proporre nuove idee può contattare l’associazione via email romabigbang@gmail.com o direttamente la coordinatrice organizzativa Tatiana Plebani via email tatiana.plebani@tiscali.it .

Rete e forum delle competenze

140130-gianna-marini-bis-2

(Gianna Marini, clicca per ingrandire immagine)

BigBang Roma, che fa parte di un area più ampia di oltre 20 associazioni con la stessa denominazione sul territorio nazionale, vuole essere il punto di incontro delle competenze e dei talenti di cittadini, professionisti, enti e imprese che si impegnano per “fare il cambiamento” nel quadro dei principi e dei valori di una nuovo e moderno centro sinistra, inclusivo, trasparente e senza tabù.
Come ha ben espresso Gianna Marini, presidente di BigBang Roma, occorre favorire il riavvicinamento tra società civile ed istituzioni per fare in modo che la politica torni ad essere assolvimento di un dovere civico e non una forma di assicurazione economica.
Per raggiungere questo obiettivo è necessaria, ha continuato Gianna, la valorizzazione a livello istituzionale delle attività produttive e professionali, in particolare delle professioni intellettuali e della piccola e media impresa.
Occorre dunque “mettere in rete” e far colloquiare talenti, competenze, eletti e istituzioni sfruttando le opportunità delle nuove tecnologie ma evitando la trappola di far semplice “accademia” o di ridurre l’impegno politico a semplice redazione di documenti: “l’azione politica nei municipi e il colloquio diretto con i cittadini è fondamentale” ha rimarcato Gianna che ha auspicato che l’associazione sappia trasformarsi in un vero punto di ascolto sul territorio coniugando impegno e “fantasia”.

Web, strumenti social e newsletter

140130-mimmo-di-biagio-2

(Mimmo Di Biagio, clicca per ingrandire immagine)

Mimmo Di Biagio  ha presentato gli strumenti social che saranno di ausilio ai tavoli di lavoro e all’impegno sui territori.
Sarà costituita una mailing list ed un forum telematico aperto agli associati e a tutti coloro che vogliono partecipare ai lavori dei tavoli: in tal modo oltre a favorire la partecipazione sarà garantita trasparenza e inclusività.

Lavorare per progetti

140130-simone-plebani-2

(Simone Plebani, clicca per ingrandire immagine)

Simone Plebani, si è invece soffermato sulla “metodologia” di lavoro che prevede, per ogni “tavolo”, un approccio project-oriented assistito dagli strumenti social presentati da Mimmo.
“Lavorare per progetti” ha detto Simone “ci garantirà non solo efficienza e rispetto dei tempi ma anche accountability rispetto ai cittadini interessati ai nostri lavori”.

Prossimi incontri

A breve sarà organizzato un nuovo incontro aperto a tutti presso BigBagRoma per discutere dei temi legati alle primarie del 16 febbraio 2014 per l’elezione del segretario del PD del Lazio che avverrà attraverso primarie aperte ai tutti i cittadini.

140130-interno-big-bang-roma-2

Link

Articoli collegati

Direzione PD Roma del 24 gennaio 2014 – Tutto quello che avreste voluto sapere ma che non avete mai osato chiedere (27 gennaio 2014)

 

140127-raffaella-petrilli-3

(Raffaella Petrilli)

Il Pd romano esiste e ragiona. Raffaella Petrilli, componente della segreteria romana del PD, racconta la riunione della direzione del partito democratico capitolino del 24 gennaio 2014

Agatino Grillo: Ciao Raffaella, grazie di essere di nuovo qui con noi. Venerdì 24 gennaio 2014 ha avuto luogo una nuova direzione del PD Roma. Ce ne parli? Quale era l’ordine del giorno?

Raffaella Petrilli: Sì, è stata la prima seduta della Direzione, dedicata alla situazione politica nazionale e romana, e ai prossimi congressi regionale e municipali. Con una premessa: il segretario del PD Roma Lionello Cosentino ha sottolineato più volte di considerare la Direzione il luogo in cui il PD debba riprende a far politica, a Roma. Credo che la discussione, lunga, vera, politica che si è svolta il 24 ne sia stata la prova. Abbiamo un luogo dove ricostruire uno spirito di squadra. Ma servono rispetto reciproco e capacità di esprimere idee, anche differenti. Il Pd romano esiste e ragiona, si potrebbe dire.   

Agatino Grillo: Il segretario Cosentino nella sua relazione ha affrontato anche temi nazionali: legge elettorale, riforma del titolo V, le dimissioni di Cuperlo. Cosa ha detto?

Raffaella Petrilli: Rispetto reciproco, dicevamo, e convinzione che tutti siamo indispensabili, dobbiamo collaborare. In questo senso Cosentino ha detto di comprendere le ragioni di Cuperlo, nel dimettersi da presidente del PD nazionale. Ma ha anche valutato positivamente la capacità dimostrata dalla segreteria nazionale di assumere un’ottica nuova, di imprimere uno scatto alla discussione politica su questioni relegate da tempo nel pantano delle discussioni infinite (Camera unica, revisione del titolo V, per esempio). Cosentino ha detto di ritenere positiva la rapidità impressa da Renzi all’iter della legge elettorale, come pure il suo sforzo di cercare l'accordo più ampio possibile delle forze politiche, anche di Forza Italia.

131105-lionello-cosentino-2

(Lionello Cosentino, segretario PD Roma)

Agatino Grillo: Si è parlato dei rapporti tra PD Roma e giunta Marino? Qual è la strategia della nuova segreteria romana nei confronti del sindaco di Roma?

Raffaella Petrilli: È un punto importante, per il PD romano, il punto più urgente e sul quale la segreteria Cosentino si è già fatta sentire. Per capire la strategia messa in campo, serve una premessa, e cioè avere chiaro il quadro della situazione attuale. Il tessuto economico e sociale romano sono in profonda sofferenza. La crisi economica ha trasformato in negativo la realtà  romana: la restrizione del credito ha messo in difficoltà le piccole imprese, gli organismi pubblici hanno perso iniziativa (pensiamo a che cosa sta accadendo alla Camera di commercio). I settori tradizionalmente vivaci, come il mercato immobiliare, sono bloccati. In questo contesto, succede che si rafforzano due componenti: i concessionari di pubblici servizi (la vicenda Cerroni ci parla di un miliardo l’anno di affari) e la camorra, che si infiltra violentemente nel tessuto economico romano. Sono i poteri forti. Partiamo da qui, e dal fatto che i poteri forti si rafforzano quando la politica è debole. Perciò la strategia è chiara: ridare spazio all’azione politica del PD romano ed essere di sostegno alla Giunta Marino. La prima mossa è spazzare via i pettegolezzi messi in giro e amplificati dai giornali (dei poteri forti, appunto) sulle difficoltà tra la Giunta Marino e il PD. Si parla di litigi sulle poltrone, richieste di posti, di rimpasti, di divisioni interne. Tutto questo va stroncato. Poi, bisogna dar voce alla sofferenza della città, non per criticare l’azione della Giunta, ma per valutare insieme alla Giunta l’efficacia degli interventi messi in campo. Il Pd dovrà impegnarsi di più, allargare la squadra che lavora sui temi (per es., agli amministratori municipali), rimettere ordine nel sistema sociale e produttivo romano.  

Agatino Grillo: A breve gli iscritti del PD romano saranno chiamati ad eleggere i membri delle assemblee municipali e i segretari dei coordinamenti municipali. Quando e come si vota?

Raffaella Petrilli: I tempi sono brevi, per il segretario del partito regionale si vota il 16 febbraio prossimo. Il Pd romano è intenzionato a fare un’opera capillare di informazione, per far conoscere bene ai cittadini chi sono i candidati in campo. Per i coordinamenti municipali si arriverà a marzo.

Agatino Grillo: Per le elezioni dei coordinamenti municipali e dei loro coordinatori Cosentino ha proposto la creazione di un gruppo "aperto" che lavori per stabilire regole. Alcuni hanno polemizzato perché in realtà la lista dei nomi del gruppo di lavoro è già stata decisa. Ci spieghi?

Raffaella Petrilli: Be', mi sembra che si sia trattato di una elementare regola di organizzazione. Scusami, ma ti figuri che cosa potrebbe accadere, in una assemblea di cento persone (più invitati) se il Segretario dicesse: “chi vuole partecipare alla commissione x?”. Il caos, oppure una lista infinita. Tra l’altro, la procedura è nota e già usata altre volte. Quando l’allora Presidente Eugenio Patané formò la “Commissione statuto e regolamenti”, partì da un elenco di nomi proposto da lui, al quale si aggiunsero poi altri volontari (tra cui anch’io).

Agatino Grillo: Da Statuto i segretari di Circolo non possono essere eletti coordinatori municipali. È vero che alcuni segretari di Circolo fanno già parte del gruppo “aperto” che lavora alle regole per eleggere proprio i coordinatori municipali? È opportuno?

Raffaella Petrilli: Non so dirti con precisione, ma anche se fosse, perché no? Una rappresentanza di segretari di circolo fa parte della Direzione, come da Statuto nazionale e regionale. Perché non dovrebbero poi partecipare in pieno ai lavori e alle eventuali commissioni? Non riesco a vedere motivi di inopportunità.

Agatino Grillo: Perché la nuova segreteria di Roma non è stata votata dalla direzione romana?

Raffaella Petrilli: Per la ragione semplice e banale che la segreteria non è un organo elettivo, da Statuto. La segreteria coadiuva il Segretario, che la nomina scegliendo in tutta autonomia.

Agatino Grillo: Il Circolo Alberone ha presentato al segretario Cosentino un “Ordine del giorno”  in cui chiede che ad eleggere i componenti delle assemblee municipali siano i Direttivi dei Circoli e non direttamente gli iscritti. Che ne pensi?

Raffaella Petrilli: Mi pare un’ottima iniziativa, la prova di un partito vivo, con una base capace di elaborare proposte. In sostanza, la proposta “Alberone” suggerisce di considerare il coordinamento municipale come organo di organizzazione e di raccordo del lavoro dei circoli, e non come istanza organizzativa e politica sovraordinata ai circoli. Indica anche una procedura semplice e efficace per eleggerne componenti e coordinatore, affidata ai direttivi dei circoli e non più al voto dei tesserati. Si propone che ogni circolo abbia un numero di seggi calcolato in proporzione al numero di iscritti rispetto al totale municipale. A me sembra una proposta convincente, che personalmente condivido.

131105-pd-alberone

Agatino Grillo: Grazie Raffaella e buon lavoro a te e a tutta la segreteria

Raffaella Petrilli: Grazie a voi

Articoli collegati

Chi è Raffaella Petrilli?

Raffaella ha studiato filosofia e linguistica a Roma e Parigi. Ha lavorato in case editrici e per la Rai. È professore di filosofia del linguaggio e semiotica all’Università della Tuscia.
Fa parte della segreteria del PD Roma con delega a Sapere, Università, Ricerca.

Per contattare Raffaella Petrilli

Congresso FutureDem: noi cambieremo il mondo (26 gennaio 2014)

Politica: 

140125-collettiva-futuredem-2

(clicca per ingrandire immagine)

FutureDem è come un’onda, la nostra forza è il nostro stare insieme: siamo tante piccole energie e insieme, con sinergia, cambieremo il mondo

Ieri mi sono “intrufolato” alla prima “Assemblea nazionale” di FutureDem  in cerca di ispirazioni e suggerimenti su come fare “bella politica” nel campo del centro sinistra oggi nell’Italia del 2014.
La cosa che mi ha colpito maggiormente, a conclusione di quasi quattro ore di appassionata discussione e confronto, è che non si assolutamente parlato di scadenze elettorali, di correnti, di “renziani della prima od della seconda ora” nonostante il PD sia appena entrato in una nuova campagna elettorale (interna) per la scelta dei segretari regionali.
I FutureDem parlano, si confrontano (e si scazzano fortunatamente!) su temi e progetti molto concreti: come costituire un vero e proprio think tank che si occupi di analisi politiche, sociali ed economiche, quali sono i miglior strumenti di crowdfunding per far crescere l’associazione, come coinvolgere gli under 18 nella politica, quale modello alternativo di scuola superiore si può proporre al governo, come “esportare” l’esperienza FutureDem fuori da i confini nazionali …
Credo che i FutureDem siano ragazze e ragazzi fortunati perché nati ai tempi della Leopolda e perché, forse inconsapevolmente, vivono lo spirito della Leopolda tutto l’anno: per loro la politica non è “accreditarsi” in quota a qualche potente o a qualche corrente ma semplicemente impegnarsi concretamente per cambiare il mondo perché “il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell'esistenza” (citazione di Robert Kennedy che capeggia nella home page del loro sito web)
La frase più bella che ho sentito ieri è stata: “FutureDem è come un’onda, la nostra forza è il nostro stare insieme: siamo tante piccole energie che insieme, con sinergia, cambieremo il mondo
La frase che mi ha sorpreso di più  stata invece: “Dobbiamo andare oltre i social network: meno post e più conferenze. Ogni 6 mesi dobbiamo organizzare eventi reali sui temi che ci stanno a cuore:  Europa, lavoro, innovazione, democrazia”.
La cosa che mi ha commosso di più è stata la bandiera dell’Europa che sormontava l’aula in cui si è svolta la riunione.
Ma andiamo con ordine.

Flag_of_Europe.svg

Cos’è FutureDem?

FutureDem (nel seguito anche FD) è una associazione politico culturale costituita in forma di rete di donne e uomini e che intende dar vita a progetti di buona politica.
FutureDem inventa, studia, analizza e propone nuovi modelli associativi che mettono al centro la persona perché ritiene che la “bella politica” sia il luogo di incontro delle idee.
Qui maggiori informazioni sull’associazione  e un più ampio e dettagliato manifesto programmatico.

Elezione del nuovo Direttivo

140125-nuovo-direttivo-futuredem-2

(Il nuovo Direttivo FutureDem: da sinistra a destra: Giulio Seminara, Giulio di Lorenzo, Giulio Del Balzo, Silvia Dalle Rive, Alessandro Biggi, Mattia Peradotto e Matteo Montagner, clicca per ingrandire immagine)

Ad un anno circa dalla sua costituzione FutureDem si è dato appuntamento a Roma il 25 gennaio 2014 per eleggere il suo nuovo presidente e direttivo (che rimarranno in carica per un anno).
A conclusione delle votazioni, che sono avvenute attraverso una piattaforma online (e poteva essere diversamente?) sono stati eletti:

I progetti di FuturDem per il 2014

Dopo le operazioni di voto sono stati presenti i progetti su cui l’associazione si impegnerà nei prossimi mesi:

  • Think tank: sarà costituito un vero e proprio think tank per il quale sarà selezionato, con un bando aperto, un direttore scientifico
  • individuazione e realizzazione di nuove e più efficaci metodi di foundraising innovativo
  • sviluppo dell’associazione: annunciata la costituzione, dal 6 febbraio 2014, di una nuova branch locale di FD in Sardegna; sono in corso contatti per costituire FD Belgio e FD Londra
  • creazione di una radio web dell’associazione
  • impegno per la formulazione e la presentazione in Parlamento e presso le regioni di nuove leggi in materia di lavoro in particolar modo per gli stage e il primo impiego sul modello di quanto già realizzato in Friuli Venezia Giulia
  • invito agli associati a candidarsi in liste del PD o civiche nella prossima tornata di elezioni amministrative
  • sviluppo delle attività di formazione anche attraverso le “school politiche” con particolare attenzione gli aspetti di qualità ed innovazione
  • costituzione di un ufficio stampa
  • costituzione di team specializzati in nuove tecnologie (in particolare grafica, video-editing, social engagement) per dare supporto e strumenti alle iniziative locali di FD

Ricerche, studi e questionario

In conclusione dell’Assemblea sono stati presentati i risultati dei progetti già conclusi.

Come allargare la partecipazione alla politica degli under 18

Arianna Furi e Luca Romano hanno presentato uno studio da loro svolto sul rapporto dei giovani con la politica. Diverse indagini, tra cui lo studio Eurispes, sul rapporto tra giovani e politica rivelano la profonda disaffezione delle nuove generazioni rispetto all’impegno politico.
Allo stesso tempo, però, il forte impegno dei giovani e giovanissimi nelle associazioni di volontariato e nelle nuove forme di partecipazione attraverso i Social Network rappresentano segnali di tendenza opposta a quelli del disinteresse.
Secondo Arianna e Luca i giovani e i giovanissimi sono interessati ad impegnarsi se i temi sono di loro interesse e se sono comunicati nel modo giusto mentre categorie come “destra e sinistra” sono prive di significato (il che spiega il successo tra i giovani del Movimento 5 Stelle).
Due le proposte:

  1. una “campagna” nelle scuole organizzata come road show con la presenza di testimonial di eccellenza sul tema della “bella politica”
  2. realizzazione di una newsletter o magazine aperta a tutti gli stdenti delel superiori e deidcata ai temi dell’impegno politico e sociale

Progetto nuovo sistema scolastico secondario

Stefano Frullini e Lorenzo Maria Perrone hanno presentato il “Progetto per un nuovo sistema scolastico superiore” che propone di rimodulare i contenuti didattici dei cinque anni di Liceo dividendoli tra un biennio generalista e comune a tutti gli indirizzi e un triennio di specializzazione.

Questionario

Tra il 30 dicembre 2013 e il 7 gennaio 2014 è stato effettuato, a cura di Domenico De Rose, un ampio questionario tra gli iscritti a FutureDem per raccogliere opinioni e suggerimenti su come indirizzare il futuro dell’associazione.
Il questionario è stato articolato in tre parti:

  1. organizzazione di FutureDem
  2. composizione anagrafica, sociale, culturale e politica degli associati
  3. opinioni degli iscritti sui temi generali

I risultati sono molto interessanti. Mi ha in particolare colpito che tra gli iscritti a FD:

  • il 48% ha tra i 19 e i 22 anni
  • il 75% è anche iscritto al PD
  • il 96% si connette a Internet più di 3 volte al dì

Secondo 80% degli iscritti inoltre FutureDem deve essere aperta a chiunque indipendentemente dall’essere iscritti o meno ad altre formazioni politiche,
Infine alla domanda se FD dovesse continuare a sostenere “Matteo Renzi” senza se e senza ma, ben l’87% degli iscritti risponde che “Siamo vicini a Renzi ma autonomi: il nostro obiettivo è quello di rinnovare la classe dirigente”.

Discussione sul “metodo democratico”

Dopo la presentazione dei risultati dei progetti conclusi è iniziata una accesa discussione tra i convenuti sul “metodo democratico” che l’associazione deve seguire e conseguire anche in relazione alla decisione di presentare all’Assemblea una unica lista unitaria per l’elezione del Presidente e del Direttivo piuttosto che arrivare ad una conta tra diverse liste.
Personalmente apprezzo le discussioni aperte e franche perché permettono di chiarire possibili equivoci e gettare basi più salde per le future attività e collaborazioni.
Anche in questa fase del dibattito sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla assunzione di responsabilità di tutti coloro che sono intervenuti: linguaggio chiaro, lodi e critiche indirizzate per nome e cognome, nessuna rissa verbale, nessun tentativo di nascondersi dietro alchimie dialettiche o regolamentari.
Davvero una bella lezione di democrazia.

Presentazione del libro “La Leopolda che non hanno raccontato”

140125-ebook-leopolda

La serata si è conclusa con un incontro conAlessio Pecoraro e Sasha Perugini autori dell’ebook  “La Leopolda che non hanno raccontato” (qui su Amazon  euro 0,89)
Il libro è il racconto a due voci della Lepolda 2013 interpretata e vissuta da due punti di vista molto diversi: quello di Alessio (uomo, trentenne, emiliano, impegnato in politica e nel PD, frequentatore abituale della kermesse renziana) e quello di Sasha (donna, quarantenne, italo-americana, scettica della politica).
Ne è nato un e-book dove i due autori raccontano i giorni della Leopolda 2013 ognuno col suo vissuto, la sua storia e le sue speranze che hanno poi racchiuso in nove hashtag che sono i titoli di coda del libello.
Nella discussione tra gli autori e il pubblico è emerso, credo, un convincimento comune molto importante: la Leopolda non è solo un incontro politico ma è un “luogo dell’anima”  la cui vera ricchezza è rappresentato dallo spirito di chi frequenta la Leopolda e che si presenta ogni anno non per chiedere ma per donare e offrire.
Per questo le varie “leopoldine” che in diverse parti d’Italia hanno cercato di replicare la formula della stazione fiorentina hanno alla fine sempre deluso.

Per contattare FutureDem

Articoli collegati

Pagine

Subscribe to democratici-digitali RSS