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Luigi Vimercati: "Ancora una volta la libertà della Rete è in pericolo"

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Democratici Digitali (DD): Buonasera senatore e grazie per la collaborazione. Può presentarsi rapidamente?

Luigi Vimercati (LV): Sono un senatore del Partito Democratico, segretario della commissione Infrastrutture e Comunicazioni e membro della commissione bicamerale di Vigilanza sulla Rai; nel governo Prodi sono stato sottosegretario alle Comunicazioni. Mi sono occupato di innovazione tecnologica per la Provincia di Milano in qualità di Assessore alle Attività Produttive e all'Innovazione.

DD: Lei è primo firmatario, insieme al senatore Vita, del disegno di legge sulla neutralità della rete. L’onorevole Cassinelli del PDL ha affermato  che il "testo è condivisibile nei principi ma che può essere migliorato negli aspetti più pratici. Lo intendo come una base di partenza per un <<manifesto>> a tutela delle politiche dell’innovazione tecnologica". Che ne dice? Potrebbe diventare il testo di base per un accordo bipartisan sulla neutralità della rete?

LV: Il nostro testo inizierà il percorso parlamentare al Senato quest'autunno. Mi fa ovviamente piacere che l'on Cassinelli sia disponibile ad un lavoro comune. Ma alla Camera andrà più tardi. Il testo è ovviamente aperto ad altri contributi come del resto è già avvenuto con il grande dibattito che si è svolto sulla rete nella primavera scorsa, migliaia di contatti decine di documenti, emendamenti e nuove proposte.
Mi auguro che prevalga un giudizio di merito da parte della maggioranza e non la solita contrapposizione.
Vedremo in commissione quale sarà la posizione di PDL e Lega.

DD: Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un
disegno di legge a firma degli onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa. Ancora una volta la libertà della Rete è in pericolo?

LV: Purtroppo sì, la libertà di informazione è in pericolo nel nostro Paese e con essa anche la libertà della Rete. Già nel provvedimento di legge sulla sicurezza vi era il tentativo di mettere il bavaglio ai blog, con l'assimilazione dei siti internet ai giornali. E quindi con l'obbligo di rettifica quasi immediata. Dobbiamo batterci per la libertà della rete perché è questa la nuova trincea della battaglia per le libertà democratiche in Italia e nel mondo.

DD: Le mozioni dei 3 candidati alla segreteria del PD non contengono nessun riferimento o quasi alle tematiche digitali: non si parla di rete, di internet, di software (breve cenni sull’universo solo nel documento di Marino…).Che ne pensa? Quali pensa che siano le prospettive per una vera "politica digitale" del Partito Democratico?

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LV: Purtroppo il PD ha molto trascurato il tema della rete. Solo di recente , nel maggio scorso, con P. Gentiloni è stato realizzato un importante convegno dal titolo "L'Italia in Rete" . Ma l'argomento non ha ancora conquistato il partito. Nelle stesse mozioni per il congresso la rivoluzione digitale è quasi assente. C'è quindi molto da fare per fare del PD un partito che per davvero sta nel 21° secolo. Mi auguro che il nuovo segretario, chiunque sia, metta in cima all'agenda della nostra politica la rete e tutti i suoi riflessi economici , culturali, sociali, civili.

DD: Lei è anche intervenuto alla recente festa milanese del PD criticando il piano Romani sulla banda larga. Quali sono le sue critiche?

LV: Il Piano Romani purtroppo non esiste. Non so se sia mai esistito. C'è stato un Piano Caio presentato a Romani. Ma è finito in qualche cassetto ministeriale e lì dimenticato. Degli 800 milioni  di euro per la Banda Larga non si parla più. Il CIPE non ha mai autorizzato la spesa. Rimangono solo delle belle promesse di portare la banda larga light (2 mega) a tutti gli italiani entro il 2011. Ma chi ci crede più? I fatti veri di questo Governo sono tutti contro l'innovazione tecnologica. Appena insediato un anno fa cancellò le risorse messe a disposizione dal Governo Prodi per il digitale e la connettività in banda larga. Altro non c'è. Il paragone con i programmi di USA, GB e Germania per stimolare la ripresa dell'economia dalla crisi puntando sullo sviluppo della tecnologia digitale è particolarmente deprimente per l'Italia.
Sempre ultima della classe.

DD: Grazie senatore e buon lavoro.

LV: Grazie a voi

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Luigi Vimercati

Decreto Pecorella

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