Intervista a Guido Scorza sulle politiche digitali e dell'innovazione con alcuni suggerimenti al futuro segretario del PD
a cura di Agatino Grillo
Guido Scorza: Fonte Istituto per le Politiche dell'Innovazione
Democratici Digitali (DD): Buonasera avvocato Scorza e grazie per la collaborazione. Può presentarsi rapidamente?
Guido Scorza (GS): Mi occupo ormai da anni di diritto delle nuove tecnologie e proprietà intellettuale ed insegno diritto dell'informatica presso le università di Roma e Bologna. Sono da tempo convinto che la Rete e, più in generale, le tecnologie digitali e telematiche possano realmente incidere in modo determinante sul futuro della cultura e della politica italiana e, quindi, cerco, per quello che posso, di battermi per la tutela dei diritti civili in Rete (i c.d. diritti digitali) e di essere di stimolo per il legislatore e per il governo con la mia attività professionale e con quella dell'Istituto per le politiche dell'innovazione.
DD: Cos'è l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione che lei presiede?
GS: È un'associazione non governativa costituita con un gruppo di amici e colleghi ed attorno alla quale abbiamo sin da subito cercato di riunire un po’ di menti aperte della Rete diverse per estrazione culturale, politica e per opinione politica. L'idea è quella di suggerire al legislatore come fare delle nuove tecnologie un fattore competitivo per lo sviluppo del sistema paese e come utilizzarle per ridurre la frattura tra il palazzo ed il paese reale. L'istituto agisce attraverso l'elaborazione di studi e ricerche, la formulazione di proposte normative su piattaforma collaborativa (wiki), l'organizzazione di convegni e la pubblicazione di white paper.
DD: Cosa pensa del disegno di legge del senatore Vita (PD) sulla neutralità delle rete?
GS: La neutralità della Rete è il tema chiave degli anni che verranno. Una Rete non neutrale consegnerebbe il controllo dell'informazione anche negli anni che verranno agli stessi lorsignori che l'hanno sin qui governata nel mondo dei media tradizionali e per questa via, come già accaduto, spegnerebbe sul nascere ogni speranza di sviluppo di una democrazia più aperta e condivisa che invece una rete neutrale abiliterebbe e consentirebbe.
Il ddl Vita-Vimercati servirà, almeno, ad imporre questo tema al dibattito parlamentare. Il giudizio, per questo, non può che essere positivo. È un buon inizio, dunque, ma occorre fare molto di più:oltre ad iniziative legislative manifesto serve portare con urgenza la Rete tra la gente far divenire i temi dell'accessibilità, della connettività e della neutralità esigenze di tutti, creare e dar vita a gruppi di pressione che chiedano ed esigano Rete e connettività ad ogni livello centrale e periferico. Rispondo a questa intervista dall'Islanda, pochi chilometri a sud dal polo nord, attraverso una connessione libera. Questo paese era diverso prima della Rete e sarebbe diverso senza ma oggi la gente pretende internet nelle campagne, nei villaggi dei pescatori, in mare aperto come nelle scuole e nelle città.
DD: Ho provato a fare un'analisi comparata dei programmi dei 3 candidati alla segreteria del PD sui temi delle politiche digitali (sulla base delle mozioni presentate da Franceschini, Bersani e Marino). Purtroppo dalla lettura delle tre mozioni emerge un quadro desolante: nessun riferimento o quasi alle tematiche digitali: non si parla di rete, di internet, di software (breve accenni sull'universo solo nel documento di Marino...). Ha dei suggerimenti per il futuro segretario del PD sul tema dell'innovazione e delle politiche digitali?
GS: Ho fatto la sua stessa considerazione sfogliando i tre programmi anche io. Sfortunatamente tutti e tre i candidati sembrano aver deciso di ignorare i temi della Rete e delle nuove tecnologie seguendo così l'impostazione "suggerita" dall'attuale maggioranza di governo la quale sta sistematicamente facendo il possibile per non parlare di Rete e per tentare di tenere la gente lontano dalla Rete ritenendo che, per questa via riuscirà a garantirsi ancora a lungo il controllo dell'opinione pubblica attraverso i media tradizionali. Al contrario è indispensabile avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie ed alla Rete, vorrei dire con una battuta imporre loro di abbandonare gli schermi televisivi e di passare a quelli dei PC perché una volta davanti a questi ultimi torneranno liberi di pensare e di partecipare in modo consapevole e condiviso al processo democratico. Se avessi la possibilità di inserire un capitolo nei tre programmi, pertanto, proporrei di inserirvi:
- la diffusione massiccia delle reti wifi pubbliche,
- un investimento senza precedenti nell'alfabetizzazione informatica (recenti studi dell'OCSE evidenziano in Italia un drammatico digital use divide che va a sovrapporsi ed ad aggravare il tradizionale digital divide),
- una informatizzazione reale della pubblica amministrazione che si contrapponga a quella per spot dell'attuale ministro Brunetta (non servono smile giganti, pec in omaggio ad una popolazione disconnessa ed analfabeta in termini informatici, né siti del turismo da 5 milioni di euro): è urgente un'effettiva equiparazione dei documenti informatici a quelli cartacei perché solo per questa via si realizzerà la tanto decantata rivoluzione copernicana della documentazione. Firme digitali, PEC, certificatori e sovrastrutture di sicurezza rischiano, infatti, di frenare piuttosto che promuovere l'informatizzazione del paese,
- bisogna porre mano senza ritardo alla riforma della disciplina sul diritto d'autore, ripensare la regolamentazione delle libere utilizzazioni, e far in modo che la legge torni a promuovere il progresso culturale e creativo piuttosto che ostacolarlo e consegnarlo nelle mani di pochi ovvero dei soliti noti; l'intermediazione dei diritti d'autore va liberalizzata,la SIAE ridimensionata e costretta ad agire in regime di libero mercato.
Comincerei da qui ma c'è molto da fare...Internet va posta al centro dell'agenda politica di chiunque si candidi a governare il Paese. Senza Rete le dinamiche resteranno quelle di sempre ed il governo resterà affidato ai padroni dell'informazione di ieri e di domani.
DD: Grazie avvocato
GS: Grazie a voi per aver voluto sentire l'opinione di un visionario della politica dell'innovazione. Buona Rete a tutte/i.
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