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Intervista a Giuseppe Lupo, candidato segretario regionale PD per la Sicilia (mozione Franceschini)

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Democratici-Digitali (DD): Buonasera onorevole Lupo. Può presentarsi rapidamente?

Giuseppe Lupo (GL): Certamente. Ho 43 anni, sono nato a Palermo  e sono laureato in “Relazioni Industriali”. Ho iniziato la mia attività come delegato sindacale all'Enel e nel 2001 sono stato eletto segretario generale della Cisl di Palermo. Nel 2008 mi sono candidato all'Assemblea Regionale Siciliana  col Partito Democratico ottenendo 11.161 preferenze. Sono candidato alla segreteria regionale del PD Sicilia nelle primarie del 25 ottobre 2009.

DD: Può sintetizzarci il suo programma quale candidato segretario PD siciliano? I temi digitali hanno importanza nel suo programma?

GL: L'idea che condivido con Dario Franceschini è essenzialmente quella di un partito aperto alla società civile e al contributo di tutti i cittadini. Alcuni contenuti della mia mozione derivano dal programma partecipato di Rita Borsellino recentemente eletta deputata europea nella lista del Pd. Naturale che questa idea di partecipazione politica dal basso trovi la massima espressione su Internet e sui nuovi mezzi di comunicazione, utili non solo per garantire la libertà di stampa e di pensiero o la partecipazione alla vita politica da parte della gente, ma anche per assicurare lo sviluppo sociale e culturale dei cittadini attraverso un dibattito continuo e aperto.

DD: Il suo sito web http://www.giuseppelupo.it/ è utile per il colloquio con i cittadini? Le scrive molta gente? La sua pagina su Facebook è anche un modo per ridurre la distanza tra cittadini e politici?

GL: Un sito Internet e la presenza su Facebook oggi sono elementi imprescindibili per la comunicazione politica. Grazie a questi strumenti tanta gente ha l'occasione di scrivere, fare domande, proporre un'idea, rilevare un problema, anche se si trova lontano. E di siciliani lontani, lei lo sa, ce ne sono davvero tanti. Devo dire che i messaggi non sono solo numerosi ma sono soprattutto ricchi di contenuti e di proposte concrete. Internet è davvero uno stimolo per la società.

DD: Ho letto le mozioni dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico e non ho trovato nessun riferimento serio e concreto alla politica digitale, alla neutralità della rete, all’adozione di formati aperti … Perché questo ritardo culturale del partito su temi così importanti?

GL: In realtà non solo il Partito democratico è presente in rete e dialoga con i cittadini, ma si è sempre battuto perché Internet sia davvero libera e non imbrigliata da assurde censure. Il tema delle tecnologie digitali è insito nell'idea di partecipazione e di libera informazione. E il Pd è stato sempre impegnato a difendere questi principi. Mi viene da pensare alla battaglia contro la proposta del centrodestra che vorrebbe regolamentare la rete, che invece deve essere libera e a disposizione di tutti.  Il suo appunto merita comunque di essere approfondito, ne discuterò presto con i colleghi.

DD: Su questo sito, intervenendo sull’insufficienze della politica digitale del PD, Stefano Quintarelli ha sostenuto che l’impreparazione del partito Democratico nasce da motivi demografici; l’elettorato del PD è troppo anziano per apprezzare contenuti politici sulla rete e le nuove tecnologie. Che ne pensa? Così non si rischi di abdicare al futuro?

GL: Non credo che il problema sia realmente questo, altrimenti non si spiegherebbe il successo di Debora Serracchiani, lanciata e sostenuta dal web, che in Friuli ha preso più voti di Silvio Berlusconi. Il problema a mio avviso è quello di trovare il coraggio di aprire in maniera decisa il partito alla società civile, ai giovani. Ripeto: la Sicilia in particolare ha bisogno del rinnovamento della classe dirigente che non è "nuovismo".

DD: Conosce il progetto di legge sulla neutralità della rete presentata dai senatori PD Vita e Vimercati? Che ne pensa?

GL: È sicuramente una buona proposta che merita di essere sostenuta perché valorizza i punti cardine della rete, cioè la neutralità e l'accessibilità promuovendo i software liberi e quindi andando incontro al principio di economicità. Internet è un bene prezioso sul quale la politica deve lavorare per assicurare la libertà degli utenti e anzi favorire la comunicazione tra loro.

DD: Il 30 settembre si sono conclusi i congressi dei circoli PD per la prima fase delle primarie. Risultati: Bersani 56,49%, Franceschini 35,85%, Marino 7,66%. Come commenta?

GL: È stato un momento di grande democrazia che toccherà l'apice nelle primarie del 25 ottobre. Il fatto che i cittadini possano influire in prima persona all'evoluzione di un partito, al di là dei numeri è un fatto di grandissima importanza. Con le primarie sono sicuro che il partito sarà unito e saranno proprio i cittadini gli autori di questa sintesi che darà vita a un Pd che propone un modello di governo radicalmente opposto a quello proposto dalla destra in questi anni.

DD: La Sicilia, la Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia sono le uniche regioni in cui la "mozione Franceschini", a cui lei fa riferimento, ha vinto nei congressi dei circoli PD. Perché, secondo lei, in Sicilia Franceschini ha battuto Bersani un po’ in controtendenza rispetto al trend nazionale?

GL: Come ho già avuto modo di dire, il fatto che la mozione Franceschini ha vinto in Sicilia dimostra che le proposte contenute sono quelle che guardano con maggiore interesse al rilancio, allo sviluppo e al futuro del Mezzogiorno ed in particolar modo dell'Isola, dove abbiamo aperto il Pd alla società civile in modo deciso e il sostegno dell'eurodeputato Rita Borsellino e della sua lista "Semplicemente democratici" sarà la nostra marcia in più.

DD: Dopo la votazione dei circoli come continua il processo delle primarie? Perché un elettore dovrebbe partecipare alle votazioni del 25 ottobre? E perché votare "mozione Franceschini"?

GL: C'è una frase che ho ripetuto altre volte: è stato detto che il populista pensa alle prossime elezioni, il riformista alle prossime generazioni. Ecco, la destra italiana e quella siciliana pensano sempre e solo alle prossime elezioni. Noi democratici pensiamo prima di tutto alle prossime generazioni. I cittadini avranno la possibilità di essere protagonisti e di scegliere la guida di un partito che si propone come radicalmente alternativo al governo di centrodestra. Il progetto di Franceschini darà al Partito democratico una nuova identità, chiara, forte un rinnovamento già atto e di una salda coesione fondata sul dialogo e sul confronto.

DD: Grazie Giuseppe e buon lavoro.

GL: Grazie a voi.

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