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Il piano per la "banda larga" in Italia – parte prima

Politica: 

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Il 10 giugno 2009 il viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani  ha presentato al Parlamento, nel corso di un’audizione presso la IX Commissione della Camera e della successiva conferenza stampa, il piano sulla banda larga ed illustrato le linee programmatiche dell’intervento governativo per lo sviluppo di internet ad alta velocità in Italia (qui una sintesi del piano in pdf,887 K).
Secondo il viceministro "investendo 1.471 mln di euro entro la fine del 2012 sarebbe coperto il ritardo del Paese, cancellato il digital divide, e garantito a tutti gli italiani l'accesso a internet ad una velocita' tra 2 e 20 megabit entro il 2012".

Il rapporto Caio

Il piano del governo prende spunto dal lavoro svolto dal Francesco Caio il cui rapporto reso noto martedì 17 marzo 2009 presentava tre ipotesi per lo sviluppo della banda larga in Italia:

  1. scorporo della rete Telecom, attraverso la creazione di una rete di tipo Ftth (fiber to the home), in parte in fibra ottica e in parte in rame, per coprire circa cento città, per arrivare al 50% delle case italiane;
  2. copertura del 25% delle abitazioni con una rete in fibra di nuova generazione;
  3. promuovere la nascita di reti locali per la copertura di 10-15 città, grazie a partnership tra Telecom Italia e privati, con un investimento pubblico limitato.

I dati sul Digital Divide in Italia

Secondo il "rapporto Caio" oggi solo l'88% della popolazione italiana può usare un vero servizio ADSL ed i piani attuali del governo non consentono di aumentare in modo significativo questa copertura entro il 2011.
"Il 12 per cento di cittadini digital-divisi vuol dire 7,5 milioni di italiani privi di un accesso agli strumenti di comunicazione, informazione e intrattenimento del futuro" (Luca Annunziata, Rapporto Caio: la fibra rivelata).

(Fine prima parte, leggi seconda parte)

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