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Commissione europea: economia digitale contro la recessione economica

commissione europea2: fonte: http://ec.europa.eucommissione europea2: fonte: http://ec.europa.eu

(Fonte Europa.eu)

Il 4 agosto 2009 sono stati pubblicati due documenti che compongono la relazione della Commissione europea sulla competitività digitale "Europe's Digital Competitiveness Report":

 

  1. Volume 1: i2010 — Annual Information Society Report 2009, Benchmarking i2010: Trends and main achievements (qui in pdf, 647 K, 111 pp.) 
  2. Volume 2: i2010 — ICT Country Profiles (qui in pdf, 362 K, 67 pp.) 

La relazione sottolinea i progressi notevoli dal 2005 in ambito digitale dei cittadini europei. "Oggi il 56% degli europei usa regolarmente Internet, di cui l'80% mediante un collegamento ad alta velocità (rispetto a solamente un terzo nel 2004), facendo così dell'Europa il numero uno mondiale di Internet a banda larga" recita il rapporto.
Inoltre l'Europa è il primo continente al mondo realmente mobile, dal momento che conta più abbonati a servizi mobili che cittadini (il tasso di utilizzo è del 119%).
L’economia digitale può svolgere un ruolo di primo piano per favorire la crescita e l'innovazione e contrastare la recessione.

La dichiarazione di Viviane Reding

" L'economia digitale dell'UE offre un ampio potenziale per generare forti entrate in tutti i settori, ma per trasformare questa situazione favorevole in crescita sostenibile e nuovi posti di lavoro i governi devono prendere l'iniziativa e adottare politiche coordinate per eliminare le barriere che ostacolano i nuovi servizi", ha dichiarato Viviane Reding, commissaria dell'UE responsabile della società dell'informazione e dei media.

"Dovremmo cogliere l'opportunità di una nuova generazione di europei che ben presto deciderà le sorti del mercato europeo. Questi giovani usano molto Internet e sono inoltre utenti molto esigenti. Per sfruttare il potenziale economico di questi "figli dell'era digitale" dobbiamo garantire che l'accesso ai contenuti digitali sia semplice ed equo".

I contenuti del rapporto

La "relazione della Commissione europea sulla competitività digitale" sintetizza i risultati di cinque anni di politica UE svolta dalla "Commissione Barroso" per promuovere le tecnologie più moderne nel settore delle telecomunicazioni, nuove reti e servizi e contenuti innovativi per i media.
Il rapporto ipotizza, inoltre, che l'uso di Internet esploderà con l'ingresso nella vita professionale dei "figli dell'era digitale" in Europa, che influenzeranno e domineranno sempre più le tendenze del mercato. Mentre i modelli commerciali tradizionali sono in stallo, le aziende dovranno offrire servizi capaci di attirare la prossima generazione di utenti, mentre il legislatore deve creare le giuste condizioni per agevolare l'accesso ai nuovi contenuti on line, garantendo al tempo stesso la remunerazione dei creatori.

I problemi esistenti

Nonostante i progressi registrati , un terzo dei cittadini dell'UE non ha mai utilizzato Internet. Solo il 7% dei consumatori ha effettuato acquisti on line in un altro Stato membro. L'Europa è ancora in ritardo rispetto agli USA e al Giappone per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e sviluppo per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), le comunicazioni a banda larga ad alta velocità e lo sviluppo di mercati innovativi come la pubblicità on line.
Una politica proattiva in tutta l 'UE deve garantire che tutti dispongano di una connessione a Internet ad alta velocità e che esista un mercato unico on line in cui i cittadini possano usare i servizi on line transfrontalieri.

Consultazione pubblica

Le sfide che l 'Europa digitale dovrà affrontare in futuro sono discusse in una consultazione pubblica avviata in contemporanea con la pubblicazione della relazione ed aperta fino al 9 ottobre 2009 . Si tratta del primo passo verso una nuova strategia europea per le TIC che la Commissione intende presentare nel 2010 nel contesto della fase successiva dell'agenda di Lisbona .

UE i2010

La strategia dellUE "i2010"  per rilanciare il ruolo di guida dell'Europa nel settore delle TIC e sfruttare i vantaggi della società dell'informazione per la crescita e l'occupazione in Europa, adottata dalla Commissione nel luglio 2005 (IP/05/643), si conclude quest'anno. Questa strategia, approvata da tutti gli Stati membri dell'UE e dal Parlamento europeo, intendeva rafforzare il mercato unico per le aziende e gli utenti e incentivare la ricerca e l'innovazione nel settore delle TIC. Questa politica, che si propone di favorire la concorrenza e conferire maggiori poteri ai consumatori, ha fornito risultati su questioni concrete dando anche origine a numerose politiche innovative in tutta l'UE.
Il 9 luglio la commissaria Reding (SPEECH/09/336) ha auspicato una nuova strategia per l'Europa digitale basata su un approccio verso un mercato unico dei contenuti on line di facile uso per i consumatori in cui le TIC favoriranno l'innovazione, la piena connettività e un'economia più rispettosa dell'ambiente.
La consultazione pubblica è il primo passo per giungere alla definizione della nuova strategia digitale europea.

La situazione dell’Italia

L’Italia non brilla per quanto riguarda la diffusione delle tecnologie digitali presso famiglie, PA, aziende (dati relativi al 2008), come risulta dai dati riportati nel documento "Country rankings" (qui in pdf, 38 Kb). Ecco alcuni dati:

  • diffusione di Internet a banda larga: 95,3% della popolazione (Francia, Danimarca e Lussemburgo primi con il 100%);
  • diffusione di Internet a banda larga: 82% della popolazione nelle aree rurali (15esimo posto);
  • diffusione di Internet a banda larga nelle famiglie: 31% contro il 74 di Danimarca e Olanda al primo posto) (24esimo posto: Italia  quartultima davanti solo a Grecia, Bulgaria e Romania.)

Preoccupanti i dati nazionali sull’eGovernment: solo l’8. % della popolazione usa i servizi di eGovernment (l’Italia si classifica al 22esimo posto sestultima posizione).
Infine per quanto riguarda il valore, in percentuale, dell’ICT sul PIL (dati 2006) l’Italia è in fondo alla classifica con un misero 4,0% in fondo alla classifica: qui i primi tre paesi sono:

  1. Finlandia 8,2%
  2. Svezia 6,9%
  3. Regno Unito 6,9%

Per approfondire

La relazione sulla competitività digitale , le schede con informazioni sui risultati per ogni Stato membro e la consultazione pubblica possono essere consultate all'indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=5146  
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