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Democratici Digitali (DD): Buongiorno onorevole Realacci. Si vuole presentare?
Ermete Realacci (ER): Sono un deputato del Partito Democratico, responsabile del Dipartimento Ambiente del PD. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. In Parlamento mi sono sempre impegnato sui temi dell’ambiente, della qualità della vita e dell’innovazione: dalla valorizzazione dei Piccoli Comuni alla difesa del made in Italy, dal volontariato alla responsabilità sociale d’impresa; dalla lotta ai mutamenti climatici all’impegno per l’attuazione del Protocollo di Kyoto.
Per dare voce e forza ai tanti talenti italiani, come risorsa del futuro per il nostro Paese, ho scritto il libro "Soft Economy" e ho promosso e presiedo Symbola Fondazione per le qualità italiane.
Sono anche vicepresidente del Kyoto Club, il network di istituzioni e imprese impegnate per la riduzione dei gas di serra.
DD: Onorevole parliamo del caso "Nortel". Prima domanda: cosa è la Nortel?
ER: Nortel è una società multinazionale canadese produttrice di tecnologie e apparati per le reti di comunicazione telefoniche e Internet fisse e mobili; si tratta di uno dei primi e più avanzati produttori al mondo nel settore con più di 10 miliardi di dollari di fatturato nel 2008, in 150 paesi con 25.000 dipendenti circa; in Italia è presente da quando ha acquisito la divisione telecomunicazioni del gruppo Olivetti, nel 1997. Oggi impiega tra Roma e Milano 80 persone altamente qualificate tra ingegneri, progettisti e tecnici specializzati che hanno sviluppato e assistono alcune delle reti di comunicazione più tecnologicamente avanzate del settore privato e pubblico come quelle del Ministero dell'economia e delle Finanze (Sogei), degli affari esteri (compresa l'unità di crisi della Farnesina), dell'Interno, dell'interno, dell'istruzione, della Banca d'Italia, dell'Istat, dell'ENAV e del CNR. I clienti privati includono primari operatori di telecomunicazioni come Telecom Italia, Tiscali, Vodafone, Wind, British Telecom, grandi gruppi bancari come Intesa San Paolo, Unicredit.
DD: Perché Nortel sta licenziando in Italia?
ER: Nel gennaio 2009 la Nortel ha iniziato la procedura fallimentare di protezione dai creditori (credit protection, nota negli Stati Uniti come Chapter 11) in Canada, Stati Uniti ed Europa, allo scopo di procedere ad una rapida ristrutturazione della propria struttura societaria, gestita tramite la consulenza della società Ernst & Young.
Nonostante la filiale italiana della Nortel continui a generare fatturato ed anche profitti in costante crescita negli ultimi 3 anni, e sebbene, al 13 luglio 2009, la situazione di cassa di Nortel in Italia sia particolarmente positiva e pari a 18 milioni di dollari USA, Ernst&Young ha avviato lo scorso 2 luglio 2009 una procedura di licenziamento collettivo per 38 lavoratori su 81 distribuiti tra le sedi di Roma e Milano. Prevede l'utilizzo della mobilità ma non riconosce il pagamento del TFR trasformandolo in credito differito alla conclusione della vicenda globale del gruppo.
DD: Qual è la sua valutazione su quel che sta accadendo?
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ER: Nel momento in cui il governo Berlusconi annuncia di voler investire da subito 800 milioni per le nuove reti broadband e quelle di nuova generazione NGN2 nel nostro Paese e a Roma viene avviato il progetto di «Roma digitale» che produrrà un investimento di circa 600 milioni di euro in 5 anni per portare la connessione a 100 mega a tutti i cittadini romani, Ernst&Young decide per Nortel di disperdere proprio le risorse umane da subito indispensabili per questi progetti. Questo non è ammissibile!
DD: Lei ha fatto un’interrogazione al governo sul caso Nortel. Perché?
ER: Il 23 settembre 2009 mi sono rivolto al Ministro del lavoro ed al Ministro dello sviluppo economico per chiedere quali azioni intenda intraprendere, il Ministro dello sviluppo economico, al fine di salvaguardare l'occupazione e il patrimonio di alta specializzazione delle risorse umane di Nortel e scongiurare l'impoverimento del sapere tecnologico italiano.
DD: Anche altri esponenti del Partito Democratico stanno muovendosi per denunciare il "caso Nortel"?
ER: Debora Serracchiani, europarlamentare del PD, ha fatto un’interrogazione all’euro Parlamento, Massimo Pace, consigliere regionale in Piemonte, ha fatto un intervento presso la regione Piemonte. Anche la Fiom/CGIL è intervenuta criticando forma e contenuti delle azioni di Nortel ed Ernst&Young
DD: Grazie onorevole.
ER: Grazie a voi
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