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Allarme corruzione nella PA - il rapporto della Commissione voluta dal nuovo ministro Filippo Patroni Griffi

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Questo articolo è stato pubblicato originariamente su www.compliancenet.it

Il 30 gennaio 2012 sul sito della Funzione Pubblica è stato pubblicato il rapporto della "Commissione per lo studio e l'elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione" contenente le "Prime riflessioni e proposte emendative".
La "Commissione" è stata istituita dal ministro per la Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, non appena assunto il nuovo incarico (governo Monti).
Il testo originale e ufficiale di questo "rapporto" è la versione in formato pdf "immagine" disponibile presso il sito della Funzione Pubblica a questo link: si tratta di un documento "di non facile lettura" a causa del formato scelto e non conforme ai requisiti di accessibilità del nostro ordinamento; di conseguenza, anche in relazione all'importanza dei contenuti esposti, ComplianceNet ne ha realizzato una versione accessibile a tutti nei seguenti formati: mobi, epub, pdf, xhtml, doc, odt (versioni contenenti solo la prima parte di analisi del fenomeno corruzione).

Una situazione di assoluta gravità

Il rapporto della Commissione riporta che in Italia la diffusione della corruzione nella pubblica amministrazione ha assunto proporzioni di assoluta gravità, riportando quando contenuto nel Rapporto GRECO (Group of States against corruption) del 2011: "La corruzione è profondamente radicata in diverse aree della pubblica amministrazione , nella società civile, così come nel settore privato. Il pagamento delle tangenti sembra pratica comune per ottenere licenze e permessi, contratti pubblici, finanziamenti, per superare gli esami universitari, esercitare la professione medica, stringere accordi nel mondo calcistico, ecc. (…). La corruzione in Italia è un fenomeno pervasivo e sistemico che influenza la società nel suo complesso" [Nota 1].

Il 13 per cento dei cittadini paga tangenti alla pubblica amministrazione

I dati riportati lasciano esterrefatti.
Recita il rapporto:
"Un sondaggio del 2009 di Eurobarometro mostra che la percentuale di cittadini italiani che hanno ricevuto la richiesta o offerta di una tangente negli ultimi 12 mesi di riferimento è pari al 17 per cento (quasi il doppio della media dei paesi UE pari invece al 9 per cento) [Nota 2].
Ancora, una rilevazione del Global corruption barometer 2010 di Transparency International [Nota 3] indica che, tra il 2009 e il 2010, il 13 per cento dei cittadini (a fronte della media del 5 per cento nei paesi dell'Unione europea) ha dichiarato di aver pagato - direttamente o tramite un familiare - tangenti nell'erogazione di diversi servizi pubblici (nello specifico, il 10 per cento nei contatti col sistema sanitario; il 3.8 per cento con la polizia; il 6.4 per cento per il rilascio di licenze e permessi; l'8.7 per cento per utilities; il 6.9 per cento con il fisco; il 13.9 in procedure doganali; il 28.8 col sistema giudiziario). Quanto alle motivazioni che hanno indotto alla dazione, il 2.8 per cento ha pagato la tangente per evitare problemi con le autorità; l'1.5 per cento per accelerare le procedure; l'l.3 per cento per ottenere un servizio cui aveva diritto [Nota 4].
Come è noto la Corte dei Conti ha stimato in diversi miliardi di euro il costo per il 2009 connesso al fenomeno della corruzione [nota 5].

La corruzione mina l'assetto democratico

La Commissione rimarca che "il diffondersi dei fenomeni corruttivi reca con sé danni ulteriori, di tipo sistemico, non misurabili in termini economici, ma riguardanti i valori fondamentali per la tenuta dell'assetto democratico: l'eguaglianza, la trasparenza dei meccanismi decisionali, la fiducia nelle istituzioni."
Nella seconda parte del "Rapporto" (parte non presente nella versione accessibile a cura di ComplianceNet e disponibile nella versione originaria in pdf immagine) sono contenute le proposte elaborate dalla Commissione per prevenire e contrastare la corruzione: adozione di piani anticorruzione, premi e anonimato per chi denuncia reati contro la pubblica amministrazione, sistema di rotazione per i funzionari che lavorano nei settori più a rischio, nuove incompatibilità.

Le contromisure da adottare secondo la Commissione

Nel Comunicato Stampa emesso dal Ministro in occasione della pubblicazione del Rapporto (qui in formato pdf accessibile) sono sintetizzate le proposte della Commissione
Piani di prevenzione
Nello studio viene suggerito al governo di "prevedere e imporre l'adozione da parte delle singole amministrazioni di adeguati piani interni con la finalità di prevenzione". I piani, ispirati ai modelli di risk management, serviranno a individuare "i settori nei quali più si annida il rischio corruttivo" in modo da avviare "mappature e programmi strategici, mezzi di promozione della cultura del rischio all'interno dell'organizzazione, sistemi di identificazione degli eventi degli eventi rilevanti, previsione di strutture di auditing, ruolo del risk manager .
Premi e anonimato
La commissione ritiene necessario prevedere, a tutela del dipendente che segnala illeciti, un sistema premiale che incentivi la segnalazione
Più monitoraggio e più rotazione
Avviare un monitoraggio dei rapporti tra l'amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano i contratti o che sono interessati in procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici. Si suggerisce anche di intensificare la rotazione degli incarichi nei gangli procedimentali più a rischio.
Stop ai conflitti di interesse
La commissione propone di regolare i rapporti tra i titolari degli incarichi amministrativi e gli interessi esterni ponendo divieti laddove finiscano per influire negativamente sull'indipendenza del funzionario. Per esempio: parentele, conflitti di interesse etc, etc.
Responsabilità disciplinare
"È necessario rafforzare – si legge nel lavoro della commissione – lo strumento disciplinare nella prospettiva del contrasto dei fenomeni di corruzione e dei conflitti di interesse, anche attraverso
l'integrazione delle ipotesi di licenziamento disciplinare"
Rendere noti i patrimoni
Si propone di rendere pubblici "i dati relativi ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale: dati quantomeno riguardanti la situazione patrimoniale complessiva del titolare al momento dell'assunzione della carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei congiunti fino al secondo grado di parentela". Viene anche chiesto di rendere pubblici i dati reddituali e patrimoniali almeno dei dirigenti.

Un appello per l'accessibilità al Ministro

È un peccato che il rapporto della Commissione sia stato reso pubblico in formato "pdf immagine" francamente poco accessibile e probabilmente non conforme alle norme del nostro ordinamento. Chiediamo dunque al Ministro di attivarsi perché il rapporto sia nuovamente pubblicato sul sito della Funzione Pubblica in uno o più formati leggibili e accessibili.

Note al testo

  1. GRECO - Group of States against corruption - Evaluation Report on Italy, adopted by GRECO at its 43rd Plenary Meeting (Strasbourg, 29 June - 2 July 2009) in http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/greco/evaluations/round2/GrecoEval1-2(2008)2_Italy_EN.pdf
  2. Eurobarometer, Attitudes of Europeans towards Corruption, Full report, November 2009 in http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_325_en.pdf
  3. Transparency International è una Ong internazionale per la lotta alla corruzione il cui annuale Corruption perception index, fondato sulle opinioni di osservatori privilegiati, secondo analisi di 13 organizzazioni indipendenti, è molto utilizzata nella ricerca scientifica
  4. Transparency International Global Corruption Barometer 2010, Transparency International dataset 2003 2010 in http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/gcb/2010
  5. Corte dei conti, 2009, Giudizio sul rendiconto generale dello Stato, 2008, Memoria del procuratore generale, udienza del 25 giugno 2009, Roma

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Chi è l'autore di questo articolo?

Agatino Grillo

Agatino Grillo è l'ideatore e curatore dei siti www.compliancenet.it e www.compliance-normativa.it

Biografia più ampia http://compliance-normativa.it/author/agatino-grillo

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