Skip to main content

Parlamento Europeo: "Rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet"

logo parlamento europeo: fonte Wikipedialogo parlamento europeo: fonte Wikipedia

Il 26 marzo 2009 il Parlamento Europeo ha approvato (481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni) la relazione di Stavros Lambrinidis  del PSE (qui  il testo completo in italiano qui  il relativo comunicato stampa) che chiede di lottare con determinazione contro i crimini commessi su e tramite Internet, senza però compromettere la libertà di espressione e la privacy. Gli Stati dovrebbero quindi intercettare e controllare i dati nel rigoroso rispetto della legge e limitare i casi in cui una società di Internet può divulgare dati alle autorità. Al contempo, occorre tutelare i bambini e le proprietà intellettuali, ed elaborare una strategia globale contro i "furti d'identità".
Allo stesso modo e per le stesse ragioni, nell'assumere ognuna di tali scelte bisogna sottrarsi al rischio di valutazioni "egocentriche" che tengano conto della sola disciplina sulla proprietà intellettuale e, piuttosto, guardare con attenzione - come raramente è sin qui accaduto - ai numerosi momenti di intersezione dei diritti di proprietà intellettuale con altri diritti e libertà fondamentali dell'uomo e del cittadino quali quello all'informazione - nella sua duplice accezione attiva e passiva - quello alla privacy o piuttosto quelli all'educazione ed all'accesso al patrimonio culturale.

Di seguito una sintesi dei contenuti della relazione relativa ai diritti digitali ed al rispetto della libertà d’espressione.

Censura e controllo da parte degli Stati membri

Gli Stati membri sono chiamati a garantire che la libertà di espressione "non sia soggetta a restrizioni arbitrarie da parte della sfera pubblica e/o privata", e a "evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione". Il Parlamento chiede al Consiglio di condannare la censura imposta dai governi al contenuto che può essere ricercato sui siti Internet, "soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico". Dovrebbe inoltre  garantire che l'espressione di convinzioni politiche controverse su Internet "non sia perseguita penalmente". Inoltre, dovrebbe assicurare che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare "il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca".
 
A fronte di queste considerazioni, raccomanda al Consiglio di fare in modo che gli Stati membri che intercettano e controllano il traffico di dati, lo facciano "nel rigoroso rispetto delle condizioni e delle garanzie previste dalla legge". Dovrebbe inoltre invitare i governi a garantire che le ricerche in remoto, se previste dalla legislazione nazionale, siano condotte "sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti", e a giudicare inaccettabili  le procedure semplificate (per condurre le ricerche in remoto rispetto alle ricerche dirette), "poiché violano il principio di legalità ed il diritto alla riservatezza".
 
Il Consiglio dovrebbe anche esaminare e fissare dei limiti al "consenso" che può essere richiesto e estorto agli utilizzatori, sia da parte di governi che di società private, a rinunciare a parte della loro privacy. E' inoltre chiamato a "limitare, definire e regolamentare in maniera rigorosa" i casi in cui una società di Internet privata può divulgare dati alle autorità governative, e garantire che l'uso di detti dati da parte di queste "sia soggetto alle norme più severe sulla protezione dei dati". Il Parlamento sollecita gli Stati membri a individuare tutte le entità che utilizzano la sorveglianza della rete e a redigere relazioni annuali, accessibili al pubblico, "garantendo la legalità, la proporzionalità e la trasparenza".
 
Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire il diritto dei cittadini di accedere ai propri dati personali e, se del caso, di ritirarli dal web. Infine, il Consiglio dovrebbe invitare Stati membri e Commissione a prendere l'iniziativa per la definizione di norme internazionali per la protezione dei dati personali, la sicurezza e la libertà di espressione su Internet. E' anche invitato a esortare tutti gli attori interessati a impegnarsi nel processo in corso della "Carta dei diritti di Internet".

Link