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Bipartisan

Intervista al senatore Vincenzo Vita sul disegno di legge sulla rete

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a cura di Agatino Grillo 

Vincenzo VitaVincenzo Vita

Democratici Digitali (DD): Buongiorno senatore Vita. Lei è il primo firmatario del disegno di legge "Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero" (qui in pdf) presentato il 23 luglio 2009 al Senato. Qual è l’obiettivo principale della legge?

Vincenzo Vita (VV): L'obiettivo principale del disegno di legge è garantire la neutralità e la libertà della rete.

DD: Cosa significa "neutralità della rete"?

VV: La neutralità della rete è il presupposto per un reale diritto di cittadinanza digitale e consiste nel principio secondo cui i fornitori di connettività (ISP) e gli altri operatori della rete devono occuparsi di trasportare le comunicazioni degli utenti fino a destinazione senza discriminarle, ossia senza privilegiare o al contrario filtrare (rallentare) alcune applicazioni o alcuni contenuti in base alle loro convenienze. Una spiegazione più dettagliata si può trovare sul sito de "Il Gruppo per la neutralità della rete (NNSquad)".

Intergruppo parlamentare 2.0

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Un intergruppo parlamentare è un organismo associativo spontaneo costituito su base volontaria da parlamentari appartenenti a gruppi parlamentari diversi, o persino appartenenti ai due rami dell’Assemblea, per sviluppare iniziative, studi o attività su una tematica di comune interesse.

Scopo dell’Intergruppo 2.0 è quello di promuovere un confronto tra politica, imprese e cittadini sul Web 2.0 ed i suoi strumenti, al fine di sfruttarne al meglio le opportunità per l’intero sistema Italia in termini di sviluppo economico, culturale e democratico: prima di legiferare bisogna capire e dialogare.

"I fenomeni negativi che la rete ha contribuito a far conoscere e più in generale la criminalità informatica in tutte le sue forme (violazione del copyright, pedopornografia online, diffamazione, apologia o istigazione ai reati in via telematica, violazione della privacy, ecc) possono e debbono essere combattuti prima di tutto attraverso una maggiore responsabilizzazione e collaborazione degli utenti piuttosto che attraverso leggi speciali.
Ciò non significa che Internet non debba essere regolamentato o che debba regnarvi l’anarchia, ma solo che occorre definire regole che tengano conto della specificità del mezzo di comunicazione rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali.

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