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Finalmente il PD dice qualcosa di digitale!

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Il 18 giugno 2010 a Roma, il Partito Democratico si confronta con il tema dell’economia digitale e dei (nuovi) relativi diritti.
logo pd

 

Questo il programma (qui in versione immagine  sic!)

10.00 - Internet e libertà
Alec Ross (Senior Advisor for Innovation, Office of the Secretary of State Hillary Clinton)

Ore 11.00 - Internet funziona! Idee & imprese per il futuro
Paolo Ainio, Paolo Barberis, Gianluca Dettori, Riccardo Donadon, Salvo Mizzi, Linnea Passaler.
Coordina: Riccardo Luna.

Ore 11.30 - The IPad lessons
Introduce: Stefano Menichini
Marco Massarotto, Marco Zamperini.

Ore 12.30 - A che punto è l'ultrabanda?
Luca Barbareschi, Franco Bassanini, Corrado Calabrò, Paolo Gentiloni, Stefano Pileri, Nicola Zingaretti.
Coordina: Stefano Quintarelli.

Ore 15.00 - BB contro la crisi
Flavia Barca, François De Brabant, Paolo Guerrieri.

Ore 16.00 - Società digitale e intelligenza collettiva
Derrik De Kerchove
Introduce: Carlo Massarini.

Ore 17.30 - Politica digitale. Il Pd si schiera
Giovanni Floris intervista Pier Luigi Bersani

Ore 19.00 - Visioni per domani
Francesco Caio, Renato Soru
Coordina: Luca De Biase.

Ore 20.00 - Libertà, neutralità, universalità
Sara Bentivegna, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Vincenzo Vita.

Per una politica delle opere multimediali interattive - regione Lazio e videogame

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Apre a Roma il primo Museo permanente europeo del videogioco (Video Game Museum). Serve una politica, anche regionale, per lo sviluppo dell'industria videoludica e dell'intrattenimento digitale. A colloquio con Marco Accordi Rickards, presidente di AIOMI

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Democratici Digitali: Buongiorno Marco e grazie di essere ancora con noi. Cominciamo con le buone notizie. Mi pare che negli ultimi mesi sia aumentato l’interesse del mondo politico nei confronti del mondo videoludico e delle opere multimediali interattive. Confermi?

Marco Accordi Rickards (MAR): Buongiorno anche a voi. Confermo che nell’ultimo periodo c’è stato un rinnovato interesse da parte delle istituzioni e delle forze politiche nei confronti delle aziende video ludiche e del mercato dell’intrattenimento. A riguardo segnalo che il 22 gennaio 2010 a Palazzo Chigi, alla presenza del Ministro delle Politiche Giovanili On. Giorgia Meloni, è stato presentato il primo Rapporto sull’Industria Videoludica del Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge. 
Il 9 febbraio 2010, inoltre, ho partecipato in qualità di Presidente dell'Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive - Movimento per la Cultura del Videogioco (AIOMI) insieme al Dott. Raoul Carbone, Vice Presidente di AIOMI e Presidente della Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi in Assoknowledge/Confindustria, presso la Camera dei Deputati , al convegno "Generazione Y: c'è sicurezza nei nuovi territori digitali? Esperienze, strategie e nuovi progetti" in occasione del "Safer Internet Day 2010".

DD: Continuiamo con le buone notizie: nel 2010 a Roma aprirà il ViGaMus (Video Game Museum), il primo Museo permanente europeo del Videogioco. Confermi?

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MAR: Confermo. ViGaMus (Video Game Museum), sarà il primo centro italiano ed europeo dedicato alla cultura, all’arte e alla storia del videogioco. Nascerà a Roma nel 2010, sarà parte integrante del centro studi e ricerche sul videogioco di AIOMI, l'Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive - Movimento per la Cultura del Videogioco grazie alla partnership del Comune di Roma. Il museo avrà un'area espositiva e informativa di mille metri quadrati collocata in una zona centralissima della Capitale e si farà promotore di periodiche iniziative volte alla sensibilizzazione nei confronti del medium.

Internet e PD - Intervista ad Anna Finocchiaro

Anna FinocchiaroAnna Finocchiaro

Democratici Digitali (DD): Buongiorno senatore Finocchiaro. Vuole presentarsi?

Anna Finocchiaro (AF): Sono nata nel 1955 a Modica in provincia di Ragusa ma vivo a Catania con la mia famiglia. Dopo essermi laureata in giurisprudenza ed essere entrata in magistratura (1982) ed aver fatto il magistrato per diversi anni in Sicilia, sono stata eletta parlamentare per il PCI  prima, per i DS poi e ora per il PD. Ho ricoperto diversi incarichi parlamentari, ho presieduto la Commissione Giustizia della Camera per alcuni anni e sono stata Ministro delle Pari Opportunità nel governo Prodi dal 1996 al 1998.  Da due legislature sono Presidente del Gruppo del PD al Senato.

DD: Il 27 gennaio 2009 lei insieme ai senatori del PD Vita e Vimercati e con il professor Stefano Rodotà avete presentato in Senato il DDL sulla "Neutralità della Rete". Cos’è la net neutraliy e perché è importante preservarla?

AF: Noi riteniamo giusto garantire che in Internet i servizi siano accessibili a tutti gli utenti allo stesso modo senza creare utenti di serie A e di serie B. Tutti i cittadini digitali devono avere lo stesso trattamento: gli operatori della rete non devono esercitare alcuna forma di discriminazione né sui contenuti né sugli utenti; né territoriale e ancor meno di genere.

DD: Quali sono i contenuti principali del disegno di legge "Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software libero" (qui in pdf)"?

AF: Mi sembrano molto importanti gli articoli 5 e 6. Il primo detta le regole per un’accesso neutrale alle reti e la trasparenza nelle condizioni di accesso e il secondo norma le "garanzie" per gli utenti nell'accesso alle reti e ai servizi. Altri aspetti significativi del DDL riguardano incentivi per lo sviluppo del software libero e le forme di accessibilità ai contenuti in rete.

Viviane Reding: Privacy, le sfide per l’Unione Europea

Traduzione a cura di Agatino Grillo del discorso tenuto da Viviane Reding, Commissario EU per le Telecomunicazioni ed i Media, in occasione del Data Protection Day del 28 gennaio 2010, Parlamento Europeo, Bruxelles. La traduzione è disponibile anche in formato pdf e doc.

Viviane RedingViviane Reding

Signore e signori,
Sono lieta di essere insieme a voi per celebrare il Data Protection Day. Il numero crescente di eventi organizzati ogni anno in tutta Europa per aumentare la consapevolezza ed informare i cittadini sui loro diritti in ambito privacy dimostra in modo inoppugnabile l’importanza e l’utilità di questa “giornata”. Sono particolarmente lieta di vedere qui, nel Parlamento Europeo, così tanti giovani che partecipano all’evento "Think Privacy". Ciò dimostra la crescente comprensione da parte delle giovani generazioni dell’importanza di tenere sotto controllo i propri dati.
Che lo si voglia o meno, ogni giorno noi condividiamo i nostri dati personali. Questi dati sono raccolti, elaborati e memorizzati fuori dal nostro controllo. Quando prenotiamo un biglietto aereo, trasferiamo denaro, rispondiamo ad un annuncio di lavoro o semplicemente navighiamo su Internet esponiamo costantemente le nostre vite private agli altri. A volte ciò è necessario. Per esempio quando dichiariamo i nostri redditi per pagare le tasse. A volte cediamo i nostri dati personali semplicemente perché scegliamo di farlo. Per esempio diamo il nostro indirizzo ad un venditore per ricevere offerte speciali o sconti. A volte però non vogliamo mostrare i nostri dati. E tuttavia i nostri dati sono raccolti senza il nostro consenso e spesso senza che ne siamo informati. Questo è il punto in cui le leggi europee intervengono.
È mia ferma convinzione che non possiamo pretendere che i cittadini abbiamo fiducia nell’Europa se non saremo in grado di garantire il loro diritto alla privacy. È necessario assicurare che i dati personali siano protetti contro qualsiasi uso non autorizzato e che i cittadini abbiano il diritto di decidere sul modo in cui i loro dati sono utilizzati. La privacy e la protezione dei dati personali sono sempre stati in cima alla lista delle mie priorità quale Commissario per la Società dell’Informazione.
Permettetemi di fare qualche esempio:

Conferenza stampa di presentazione del DDL sulla Net Neutrality (27 gennaio 2009 - Senato)

Notizia tratta dal sito del sen. Vimercati

Italia in reteItalia in reteI senatori Vincenzo Vita, Luigi Vimercati, Anna Finocchiaro insieme al professor Stefano Rodotà (già Garante per la protezione dei dati personali) hanno presentato in Senato il DDL sulla Net Neutrality, primo esempio di decreto legge "2.0" poichè commentato e emendato direttamente dagli utenti tramite blog e Facebook. Gli obiettivi della proposta sono garantire l’accesso neutrale a internet, promuovere i diritti di cittadinanza attiva per rafforzare la partecipazione e il processo decisionale democratico, garantire il pluralismo informatico con il software aperto, diffondere l’uso delle nuove tecnologie delle comunicazioni nelle imprese e nelle università e rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso a internet ai cittadini in condizioni di disabilità e disagio economico e sociale. Per Anna Finocchiaro con questo testo è stato scritto "un capitolo importante di e-democracy in Italia". La capogruppo PD al Senato si è impegnata a raccogliere le firme di tutti i colleghi del Pd nel più breve tempo possibile per favorire l’iscrizione in via privilegiata del testo all’ordine del giorno dei lavori del Senato. Stefano Rodotà ritiene che questa proposta di legge cada in un momento significativo, in cui il diritto di connessione e’ stato riconosciuto dall’Europa come diritto della persona. Ma anche in un momento in cui il diritto alla libertà di espressione in rete è diventato scontro tra Stati Uniti e Cina con la questione Google.

"A questo riguardo" sottolinea Anna Finocchiaro "dispiace registrare una distanza culturale tra il mondo e casa nostra, dove si cerca di aumentare il potere censorio sulla rete. Personalmente credo che abbiamo perso il ruolo internazionale e nazionale che avevamo acquistato con il governo Prodi e la vicenda della banda larga è emblematica: non se ne fara’ nulla, anche il Cipe di febbraio non approverà niente e persino il viceministro Romani colloca lo sblocco dei fondi dopo la digitalizzazione della tv. Praticamente stiamo ragionando in termini di prossima legislatura. Lanciamo un allarme politico perche’ il governo cambi orientamento sulla rete."

Privacy: azione della Commissione europea contro l'Italia sull'uso delle banche dati per le televendite

(tratto da ComplianceNet

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Il 28 gennaio 2010 la Commissione europea ha avviato un procedimento giudiziario nei confronti dell'Italia per mancata osservanza delle norme europee in materia di vita privata e comunicazioni elettroniche (ePrivacy). In base alla normativa europea gli Stati membri hanno l'obbligo di garantire che gli abbonati i cui nominativi figurano in un elenco pubblico siano informati sugli scopi dell'elenco e che l'uso a fini commerciali dei dati personali ivi contenuti sia subordinato al loro consenso. Poiché l'Italia è venuta meno a tale obbligo, la Commissione ha deciso di inviarle una lettera di costituzione in mora (si tratta della prima fase di un procedimento di infrazione).

Il comunicato della Commissione

"Nella moderna società digitale è essenziale il pieno rispetto della vita privata degli utenti dei servizi di telecomunicazioni" ha affermato Viviane Reding, commissaria europea alle telecomunicazioni. "La direttiva europea sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (ePrivacy) offre ai cittadini una serie di strumenti per proteggere la privacy e i dati personali. È preoccupante constatare che non solo l'Italia non ha recepito nel proprio ordinamento interno le disposizioni previste dalla direttiva sulla ePrivacy, ma anche che le autorità italiane hanno prorogato la possibilità di usare banche dati contenenti dati personali di cui non è stato consentito l'utilizzo. È nostro compito garantire che tutti gli Stati membri rispettino le norme comunitarie, in modo che i cittadini si sentano sicuri nel mercato unico delle telecomunicazioni e siano informati dell'uso che viene fatto dei loro dati personali."

Il processo di Milano a Google: una sentenza sulla libertà della rete

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a cura di Andrea Boscaro

Andrea Boscaro

Nei giorni in cui Google rischia una condanna per la diffusione del video in cui un disabile veniva umiliato da suoi coetanei, ci si divide fra chi, pur consapevole del bisogno di approfondire in qualche misura il controllo sul web senza snaturarne il dna di piattaforma aperta alla partecipazione "dal basso" e chi, forse meno avvezzo alle modalità di funzionamento di Internet, ne chiede una più rigida regolamentazione alla stregua degli altri media.

Di fatto però l'alternativa possibile non è fra una Rete pericolosa e anarchica ed una Rete sicura, come potrebbe sembrare al termine di un percorso di sua "messa in sicurezza": l'alternativa, qualora fosse tecnicamente possibile, è fra un Internet limitato e snaturato del suo ruolo originario di "ragnatela senza ragno" e un Internet appannaggio di pochi operatori soggetti a influenze di carattere politico, economico, culturale.

Intervista Silvia Costa, eurodeputato PD, su privacy e diritti digitali

Silvia Costa: (da Facebook)Silvia Costa: (da Facebook)

Democratici Digitali (DD): Buongiorno onorevole Costa. Vuole presentarsi?

Silvia Costa (SC): Sono una parlamentare europea del PD e fino al luglio scorso sono stata assessore all’Istruzione, Diritto allo Studio e Formazione della Regione Lazio. Sono stata deputata alla Camera per tre legislature (1983-1994) e Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica (1993/94) nel Governo Ciampi.
Sono laureata in Lettere moderne all’Università di Roma e giornalista professionista.

DD: Recentemente gli europarlamentari del Pd hanno presentato un’interrogazione alla Commissione Ue in cui denunciano la violazione del diritto della privacy in Italia (qui in doc, 41 K). Di che si tratta?

SC: Alla fine del 2008 il governo Berlusconi con il cosiddetto decreto milleproroghe aveva autorizzazione, in deroga a quanto previsto dalla normativa italiana sulla privacy e solo fino al prossimo 31 dicembre 2009, le "telefonate commerciali indesiderate" usando i numeri presenti negli elenchi telefonici pubblici formati prima del 1 agosto 2005. In questi giorni, in prossimità della data del 31 dicembre 2009 che dovrebbe riportare a "legalità" la situazione, il Senato ha approvato la proposta del senatore Pdl, Lucio Malan, di prorogare per altri due anni, a partire dal primo gennaio 2010, la sospensione della normativa sulla privacy che consente alle società di teleselling di utilizzare a fini commerciali i dati senza il consenso preventivo ed esplicito degli utenti.

DD: Perché è contraria alla proroga?

SC: La proroga è stata proposta perché non si è ancora risolto,come si era obbligati a fare,la questione degli elenchi monopolio di Telecom. Ad un abuso si risponde con un abuso di posizione nel mercato delle tlc nei confronti dei cittadini. 

DD: Qual è il rischio per i cittadini?

Banda larga – intervista al senatore Ferrante del PD

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Francesco Ferrante: fonte SenatoFrancesco Ferrante: fonte Senato

Democratici Digitali (DD): Buonasera senatore Ferrante. Vuole presentarsi?

Francesco Ferrante (FF): Sono un senatore del Partito Democratico, subentrato in questa legislatura il 5 novembre 2009 al posto di Leopoldo di Girolamo, dimessosi perché eletto sindaco di Terni. Nella scorsa legislatura sono stato il capogruppo del PD in commissione ambiente. Oggi svolgo le funzioni di Direttore Generale del gruppo e faccio parte dell'esecutivo dell'associazione ecologisti democratici.

DD: Recentemente il governo Berlusconi ha annunciato la cancellazione dei fondi già stanziati per la banda larga. Che ne pensa?

FF: È una scelta miope che rivela l’incapacità di questo esecutivo. Si stanziano miliardi di euro per opere faraoniche di dubbia utilità come il ponte sullo Stretto di Messina e si impegnano decine di milioni di euro per la metropolitana di Brescia e si lascia nel cassetto un progetto che, con un investimento complessivo di 1,5 miliardi, porterebbe a un incremento del Pil di 2 miliardi, secondo le previsioni diffuse dal governo stesso, attraverso il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, nei giorni scorsi. 

DD: Non investire sulla rete per ridurre il digital divide avrà effetto sull’occupazione?

FF: Il progetto banda larga ipotizzava il coinvolgimento in quattro anni, di 4mila ingegneri, 11mila tecnici, 28mila operai, 6mila impiegati. Anche queste sono stime diffuse dal governo, prima che i fondi fossero congelati in attesa di tempi migliori. Emerge una verità da troppo tempo nascosta agli occhi degli utenti: se i fondi sono stati girati agli ammortizzatori sociali e ad altri interventi, allora i soldi non sono stati dirottati soltanto da poche ore.

Lettera aperta al governo per lo sblocco dei fondi destinati allo sviluppo della banda larga

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(tratto da http://laylapavone.blogspot.com/2009/11/lettera-aperta-al-governo-per-lo.html)
lunedì, novembre 09, 2009
Illustre Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi,
Illustre Ministro dello sviluppo economico, On. Claudio Scajola
Illustre Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, dott. Luca Zaia
Illustre Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta
Illustre Ministro della Gioventù, On. Giorgia Meloni
Illustre Vice Ministro dello Sviluppo Economico, On. Paolo Romani
Illustre Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta

A nome delle Associazioni che riuniscono le principali aziende attive nell’Information and Communication Technology, pubblicità e comunicazione, editoria operanti sul mercato italiano e di alcune tra le più importanti Associazioni consumatori si rappresenta l’esigenza di considerare l’importanza di una rapida approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica delle risorse previste dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69, pari a 800 milioni di euro per gli investimenti finalizzati allo sviluppo della banda larga nel nostro Paese.

Da notizie pubblicate sulla stampa, infatti, sembrerebbe che, in relazione alla contingenza economica, il Governo non abbia ancora definito la tempistica per portare all’approvazione del CIPE i predetti fondi fino a che, anche a seguito degli interventi "straordinari" previsti per la superare la crisi, non si possa procedere con maggiore tranquillità attraverso politiche di sviluppo.

Si è concluso proprio l’altro giorno lo IAB Forum, la più importante manifestazione italiana relativa alla comunicazione interattiva, nel quale – di fronte a circa 8.000 persone - il mondo dell’industria e dell’economia, insieme alla comunità scientifica ed alla rappresentanza dei consumatori, hanno ribadito con forza come anche il nostro Paese debba puntare sull’innovazione tecnologica delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle famiglie per uscire dalla situazione attuale ed avviare un rapido rilancio della nostra economia e dell’occupazione, accelerando l’uscita dalla crisi.

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