Circolo Quadraro di Roma: “Contro corruzione e criminalità per un nuovo PD” (19 dicembre 2014)

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(foto tratta da pagina FB di Ennio clicca per ingrandire)

“Possiamo sempre fare qualcosa” Giovanni Falcone

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Il 19 dicembre 2014 iscritti ed eletti dei Circoli del Partito Democratico di Roma del Quadraro, Quintili (V Municipio) e Tuscolano (VII Municipio), si sono incontrati nella sede di via degli Arvali n. 6 (mappa) per una riflessione collettiva su corruzione, criminalità economica e legalità.
La discussione è stata molto accesa e partecipata.
In riferimento a quanto emerso dalle indagini sulle infiltrazioni criminali nell’amministrazione capitolina e anche nel Partito democratico di Roma, al di là delle responsabilità penali individuali che saranno individuate dalla Magistratura,  sono troppi gli episodi che rivelano comportamenti non virtuosi e infiltrazioni del malaffare.
Bene ha fatto il segretario nazionale a commissariare il PD Roma.
Tuttavia va riaffermato con forza e orgoglio che esiste una parte sana e maggioritaria del partito formata da Circoli “veri” impegnati sui territori e da tanti iscritti ed amministratori che lavorano ogni giorno per risolvere i problemi dei cittadini.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la deputata Laura Coccia, la consigliere comunale Erica Battaglia, Salvatore Salmeri  consigliere del V Municipio di Roma.
Di seguito una sintesi degli interventi.

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Benvenuto a cura di Giampiero Buttitta segretario circolo Quadraro Quintili e Andrea Occhiello segretario circolo Quadraro Tuscolano

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Giampiero ha aperto l’incontro ricordando la frase del giudice Falcone: “Possiamo sempre fare qualcosa” quando ci troviamo di fronte a comportamenti illegali e a distorsioni di comportamenti corretti. Proprio per salvaguardare l’impegno e la dedizione di tutti coloro che si impegnano ogni giorno per il PD è necessario che Matteo Orfini, il commissario del PD di Roma, agisca senza remore estirpando il malaffare.
Questi eventi sono però anche occasioni per confrontarci tra di noi e con i nostri eletti per dirci chiaramente quel che va bene e quello che non va” ha poi ricordato il segretario del Circolo Quadraro Quintili.

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Andrea Occhiello, segretario del Circolo Quadraro Tuscolano, ha ricordato che i comportamenti virtuosi sono sempre possibili anche di fronte alle avversità e alle prepotenze citando proprio quanto è accaduto nei mesi scorsi al suo Circolo che ha deciso di lasciare la sua sede storica per non essere soggetto al controllo di nessuno.
Andrea ha poi rivolto due richieste al commissario Orfini:

  • che il il PD di Roma si costituisca come parte civile quando ci sarà il processo di “Mafia Capitale”
  • che siano commissariati anche i segretari municipali del PD di Roma per dare finalmente interlocutori politici efficienti ed autorevoli ai Circoli nei territori.

Laura Coccia

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Laura, che risiede al Quadraro, ed è deputato della Repubblica ha svolto una lucida analisi sugli ultimi avvenimenti, giudiziari e politici, che hanno dimostrato il livello di pericolosità delel infiltrazioni criminali nelle istituzioni.
“C’è un grave rischio” che nasce dal possibile saldarsi degli interessi criminali con le sofferenze delle periferie di Roma.
Come già dichiarato in una intervista a Radio Radicale (qui in mp3 su Radio Radicale o qui in locale) di fronte a tutti questi problemi solo una politica “pulita” può offrire vere soluzioni; è necessario però che il PD torni tra la gente per ascoltare le esigenze e per proporre soluzioni attuabili.
Da questo punto di vista i Circoli sono uno strumento indispensabile per la “buona politica”: i falsi Circoli o i Circoli controllati da “signori delle tessere” non inquinano pertanto solo i territori locali ma inficiano la politica e l’azione di rinnovamento e di riforma del Partito e del nostro governo nazionale.
Non bisogna però chiudere gli occhi di fronte all’evidenza: come ha denunciato Marianna Madia in tempi non sospetti  nel PD di Roma c’è un sistema non solo di correnti, ma “di piccole e mediocri filiere di potere” attaccate così al potere e che non vogliono cedere di un millimetro.
Infine Laura ha invitato a non far di tutta l’erba un fascio: ci sono tanti Circoli e tanti militanti che credono nella politica disinteressata e al servizio dei cittadini. Occorre prima possibile cancellare i “falsi Circoli” per salvare quelli veri.

Erica Battaglia

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Erica, consigliere di Roma Capitale, ha svolto un intervento molto polemico sia sul partito romano sia sul linciaggio mediatico che la stampa e alcune forze politiche stanno operando a seguito delle indagine su “Mafia Capitale”.
Per quanto riguarda il PD Roma, Erica ha auspicato che si ritorni a far politica in modo serio in primo luogo con un tesseramento severo che non spalanchi le porte a tutti; Erica ha anche espresso i suoi dubbi su come è stata condotta la recente “conferenza programmatica” del PD di Roma  che a sua avviso andava circoscritta ai soli iscritti.
Per quanto riguarda le indagini su “Mafia Capitale” Erica ha denunciato i tentativi di “sciacallaggio” politico anche nei suoi confronti perche la “cooperativa 29 giugno” al centro delle investigazioni ha contribuito con 5.000 euro alla sua campagna elettorale ed ha ribadito di essere una persona libera che risponde solo alla sua coscienza.
“Le indagini sono solo ai primi passi” ha stigmatizzato Erica “e tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio. Non vorrei che molti fossero poi costretti a chiedere scusa a chi oggi viene accusato di gravi reati”.

Altri interventi

Silvio di Francia, già assessore municipale, ha condannato i comportamenti di molti dirigenti di rilievo del PD di Roma che sembrano obbedire solo alle logiche di corrente ed invitato tutti a leggere l’Ordinanza “Mondi di mezzo” (qui in pdf) per rendersi conto del livello infimo raggiunto dalla politica a Roma;
Roberto Colasanti ex capogruppo del PD nell’ex 10° municipio ha denunciato il “tesseramento avvelenato” che c’è stato in molte zone del Municipio che impedisce di fare politica a favore dei cittadini come dimostra la querelle politica sui “Print”, i progetti urbanistici previsti dal Piano Regolatore Generale, dove si scontrano interessi personali;
Tonino Puca ha sollevato il tema della rotazione negli assessorati municipali ricordando che a gennaio 2015, in applicazione della legge 190/12 anticorruzione inizierà la rotazione degli appartenenti al Corpo della Polizia Locale Roma Capitale mentre ci sono assessori municipali che ricoprono lo stesso incarico da 15 anni;
Virna Altomare tra i fondatori del Circolo Quadraro ha auspicato che la politica ritorni ad occuparsi dei problemi veri dei cittadini e che i Circoli siano il punto di riferimento dei cittadini rispetto alle istituzioni;
Mattia Di Tommaso  già candidato alle primarie del centro sinistra per il sindaco di Roma ha svolto un dotto intervento su corruzione e politica dicendosi sgomento per quanto emerso dalle indagini ma non sorpreso;
Andrea Daco ha denunciato l’inopportunità di certi politici che anche nel PD che prendono non uno ma due stipendi da parte di istituzioni pubbliche grazie al controllo di pacchetti di tessere;
Mimmo di Biagio, presidente di  "Roma Big Bang" , ha invitato a dare una mano al commissario Orfini nella sua opera di risanamento dei Circoli di Roma auspicando una “razionalizzazione” anche mediante accorpamento dei circoli. Secondo Mimmo occorre lavorare su due binari per evitare il ripetersi di comportamenti non virtuosi:

  1. rafforzamento del partito di Roma (federazione) che deve assumere un effettivo ruolo di controllo
  2. rinnovamento dei Circoli in termini di trasparenza e democrazia partecipativa quali migliori antitodi contro l’infiltrazione del malaffare e i comportamenti non virtuosi.

Mimmo ha poi ribadito che il PD deve garantire il massimo appoggio al sindaco Marino il quale però dovrebbe stare di più tra i cittadini, migliorare la sua “comunicazione”, inserire nelal sua squadra personalità di forte competenza come ha già gfatto nel caso di Silvia Scozzese che si è rivelato un ottimo assessore al Bilancio.
Ennio Girimonte ha invitato ad attendere gli sviluppi dell’inchiesta della Magistratura prima di formulare giudizi sommari. Secondo Ennio il PD Roma può “riprendersi” se farà affidamento agli iscritti “veri” e sani, se Matteo Orfini farà seguire alle dichiarazioni iniziative concrete e se sarà seguito l’esempio del sindaco Marino il cui metodo rigoroso di rispetto delle leggi può diventare esempio di buona amministrazione.

Articoli collegati

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Direzione PD Lazio dell’11 dicembre 2014 – resoconto e documenti

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La mia corrente è il PD!” 

Il Pd Lazio cerca di cambiare strada ... Riflessione sulla legge elettorale regionale. Annunciata la costituzione delle Commissioni del PD Lazio

Alla Direzione ha partecipato Matteo Orfini, presidente nazionale del Partito Democratico e commissario del PD Roma.

Decadenza della mozione di sfiducia nei confronti del segretario regionale

La Direzione si è aperta con la comunicazione da parte di Lorenza Bonaccorsi, presidente del PD Lazio, della “decadenza” della mozione di sfiducia nei confronti del segretario regionale Fabio Melilli, mozione presentata durante l’assemblea del PD Lazio del 27 novembre 2014 , in quanto diversi componenti dell’Assemblea hanno ritirato la propria firma.

Intervento del segretario regionale Fabio Melilli

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 Fabio Melilli ha esordito con una serie di considerazioni su quanto le inchieste hanno svelato sugli intrecci tra malaffare e politica a Roma. Il segretario ha ribadito che il Partito e tutti i suoi organi sono “con fermezza” dalla parte della Magistratura e ha apprezzato che il segretario nazionale Renzi si sia mosso con rapidità commissariando il PD di Roma. Il PD del Lazio sarà a fianco del commissario Mattro Orfini nella sua opera di risanamento del partito romano ha detto Melilli ribadendo che anche per il Partito democratico del Lazio è indispensabile rinnovarsi facendola definitivamente finita con le divisioni politiche e personali che impediscono di lavorare e produrre risultati. “Dobbiamo ritrovare la logica dello stare insieme” ha ribadito Melilli “ed evitare il rischio, fortissimo, che la stagnazione politica si trasformi in immobilismo amministrativo”. Il segretario Melilli ha poi proposto due battaglie politiche di rilievo per la Regione Lazio:

  1. impegnarsi per la fine di ogni tipo di consociativismo anche cambiando “le regole della politica” nate in un epoca ormai lontana
  2. riformare la legge elettorale regionale eliminando il listino, garantendo l’alternanza di genere.

Sulla legge elettorale regionale Fabio Melilli ha invitato la direzione ad una ulteriore riflessione sul sistema delle “preferenze” che troppo spesso ha causato comportamenti patologici. Il segretario ha annunciato poi che, anche su indicazione del Presidente Bonaccorsi, nell’Assemblea del PD Lazio saranno costituite, come prevede lo statuto, delle Commissioni di studio sui temi più rilevanti della politica regionale anche con il coinvolgimento di “intelligenze” del Partito non in assemblea come già annunciato per il “Forum sanità”. Un lavoro specifico sarà svolto sui Circoli del PD al fine di renderli più trasparenti e inclusivi; Piero Badaloni, già presidente della Regione Lazio dal 1995 al 2000, si occuperà della prima fase di questo progetto che consiste in una “mappatura intelligente” dei circoli regionali. Melilli ha anche auspicato un più stretto contatto tra gli organi del PD Lazio e i gruppi del Partito nei comuni più rilevanti e in regione. Concludendo il suo intervento Fabio è tornato sul tema dello scandalo “Mafia e politica” a Roma sottolineando come emerge che il “malaffare” affonda le sue radici proprio nel mondo della cooperazione e della solidarietà sociale, “dove c’è più malessere e bisogno di aiuto” e dove “avremmo dovuto essere sentinelle”; è pertanto necessario tornare all’impegno civile e sociale nei territori liberandoci di tutte le infiltrazioni.

Intervento della presidente del PD Lazio Lorenza Bonaccorsi

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Anche Lorenza ha plaudito alla decisione di Matteo Renzi di commissariare il Pd a Roma, “passo fondamentale” per rifondare il partito”. “Il Pd non ha paura di fare chiarezza al proprio interno – ha detto il Presidente del PD Lazio - ed è in prima linea nella lotta contro il malaffare”. Va tuttavia notato, ha rivendicato con forza Lorenza, che “le sconvolgenti notizie che arrivano dall’inchiesta romana riguardano innanzitutto il mondo della destra”. Tuttavia è necessaria una “chiara inversione di rotta nel partito romano”. Anche per il Partito Democratico del Lazio è necessario, da parte di tutti, un cambiamento di mentalità, di approccio, di comportamenti. “Chiedo a tutti noi uno scatto di maturità e di cominciare a lavorare insieme per dare risposte ai cittadini” ha concluso Lorenza.

Intervento di Martina Innocenzi segretario dei Giovani Democratici del Lazio

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 Martina ha svolto un appassionato intervento invitando tutti, anche a fronte delle vicende emerse dalle indagini della Magistratura, ad abbandonare le logiche di corrente e di impegnarsi per lavorare alla soluzione dei problemi concreti della Regione. “La mia corrente è il PD” ha dichiarato Martina che ha anche ricordato Factory 365 l’evento organizzato dai Giovani Democratici per coltivare e rilanciare il pluralismo nel confronto e non nello scontro. Martina che si è detta contraria all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti per motivi di trasparenza e di pari opportunità ha poi inviato tutti a “ragionare sulla forma partito”. Infine il segretario del GD del Lazio ha letto e consegnato alla presidente Bonaccorsi un “Ordine del Giorno” su tema (qui in pdf, qui sul sito dei Giovani Democratici del Lazio) di seguito riportato integralmente.

Ordine del giorno dei Giovani Democratici del Lazio

Alla luce delle vicende dell’ultima settimana che hanno evidenziato un sistema mafioso all’interno del quale politica e malaffare si incrociano, convivono e si tutelano, è necessario ricostruire nella società i valori fondanti di un regime democratico; non basta il lavoro, seppur prezioso, della Magistratura, le indagini e gli arresti, occorre una presa di coscienza della Politica tutta e del Partito Democratico in particolare; noi prima di tutti abbiamo il dovere morale di costruire una società dotata degli strumenti per bloccare ogni tentativo di superare l’ormai inesistente confine tra bene e male. È per queste ragioni che in questa sede chiediamo al PD del Lazio di assumersi le proprie responsabilità cercando di dare risposte al perché troppo spesso la politica diventa complice di tali oscure vicende. I Giovani Democratici del Lazio Impegnano il PD del Lazio e gli organismi di garanzia ad applicare tutte le norme previste dal codice etico del Partito Democratico relative alle “condizioni ostative alla candidature e obbligo di dimissioni”; a vigilare, come già annunciato dal Presidente nazionale, Commissario del PD Roma, Matteo Orfini, sullo svolgimento del tesseramento anche nelle altre Federazioni del Lazio, applicando sanzioni disciplinari adeguate ma immediate per ogni tipo di anomalia riscontrata.

Intervento di Marco Guglielmo

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 Marco primo firmatario della mozione di sfiducia al segretario regionale ha ribadito i motivi di critica all’attuale segreteria che si regge su equilibri instabili e non sulla condivisione di un programma comune. In riferimento alle indagini della magistratura Marco ha sottolineato con rammarico che il partito ha dovuto aspettare i provvedimenti dei giudici per rendersi conto delle infiltrazioni al suo interno nonostante i continui allarmi lanciati da numerosi esponenti. Individuare i “falsi circoli” va bene, ha detto Marco, ma occorre anche individuare e sanzionare chi ha permesso queste degenerazioni. Concludendo il suo intervento Guglielmo ha ribadito la sua sfiducia politica nei confronti del segretario regionale e ha auspicato il commissariamento anche del partito del Lazio.

Intervento di Matteo Orfini

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Matteo Orfini, presidente del PD nazionale e commissario del PD Roma, ha esordito commentando positivamente la decadenza della mozione di sfiducia nei confronti di Fabio Melilli. Matteo ha poi ribadito con fermezza che la sua opera di rinnovamento e trasparenza in qualità di commissario del PD Roma andrà avanti “ascoltando tutti i suggerimenti” ma decidendo in piena autonomia e utilizzando i pieni poteri concessi dal segretario nazionale. Orfini ha poi annunciato di aver chiesto a Fabrizio Barca di aiutarlo nell’opera di ricognizione dei Circoli del PD di Roma e di formulazione di proposte operative per eliminare e prevenire degenerazioni. Orfini ha anche ricordato che nel PD nazionale si sta lavorando per “ridefinire” la forma organizzativa del partito e che si vuole giungere alla formulazione delle prime proposte entro la prima metà del 2015. Roma sarà quindi “il primo laboratorio sperimentale” di quanto si farà a livello nazionale ha concluso Matteo.

Allegati

  • Ordine del giorno dei Giovani Democratici del Lazio (online e pdf)

Articoli collegati (su sito PdLazio.it)

“Giustizia, economia e sviluppo: le riforme utili” resoconto del convegno “Rifare l’Italia”- Roma, 9 dicembre 2014

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“Questo governo non ha paura di impegnarsi contro le storture e i tabù che frenano lo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese”

Martedì 9 dicembre 2014 si è tenuto a Roma, con la presenza del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il convegno nazionale di “Rifare l’Italia”  associazione vicina al Partito Democratico.
(Su Youdem.tv interviste su questo convegno:  2 minuti circa, foto su questo evento grazie a Valeria Valente)

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Il programma del convengo

  • Saluti, David Ermini Segretaria nazionale del Partito Democratico
  • Introduzione, Anna Rossomando, Commissione Giustizia Camera
  • Dati e stime, contributo di Magda Bianco, Banca d’Italia e Osservatorio Ministero Giustizia
  • Tavola rotonda, moderata da Giovanni Negri, giornalista de “Il Sole 24 Ore”
  • Mirella Casiello, presidente OUA Organismo Unitario dell’Avvocatura
  • Giorgio Merletti, Presidente Rete Imprese Italia e Confartigianato
  • Marcella Panucci,  direttore generale Confindustria
  • Luciano Panzani, presidente Corte d’Appello di Roma
  • Andrea Orlando, Ministro della Giustizia

Resoconto degli interventi – prima parte

David Ermini

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(David Ermini)

Ermini, deputato, componente della Segretaria nazionale del Partito Democratico con delega alla Giustizia, membro della Commissione Giustizia, ha aperto i lavori sottolineando come il titolo del convegno “Giustizia, economia e sviluppo: le riforme utili” riprenda esattamente lo spirito che anima il governo: occorre riformare profondamente il Paese, non solo “settorialmente” ma in tutti i suoi comparti principali, Giustizia, PA scuola.
Sul versante della “giustizia civile” l’esecutivo Renzi in pochi mesi ha messo in campo numerose e impegnative iniziative, tra le quali:

  • la revisione della distribuzione territoriale dei tribunali, anche per favorire le economie di scala;
  • l’informatizzazione del sistema giudiziario (processo telematico);
  • l’arbitrato e forme alternative di risoluzione delle controversie;
  • la revisione del sistema sanzionatorio in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione per i reati “tenui”;
  • la costituzione dell’ufficio per il processo (per l’utilizzo degli stagisti).

Concludendo il suo saluto, David ha voluto ricordare l’inchiesta “Mafia e Politica” a Roma e ringraziare la Magistratura per l’impegno sempre profuso contro la corruzione e l’infiltrazione delle organizzazioni criminali nel tessuto politico e amministrativo.

Anna Rossomando

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(Anna Rossomando)

Anna Rossomando, deputata, componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, membro della Commissione Giustizia, ha moderato la prima parte del convegno dedicata alla riflessione sul rapporto tra giustizia civile e sviluppo economico.
Una giustizia che non funziona rappresenta infatti un ostacolo anche per le imprese: “le inefficienze del nostro sistema giudiziario valgono circa 2 punti di Pil” ha ricordato Anna.
Il processo di riforme anche in quest’ambito deve puntare a ridurre i tempi di durata delle cause e eliminare l’incertezza giuridica delle sentenze, fattori che sono un forte ostacolo tra l’altro per attrarre investimenti esteri.
Alcuni si oppongono a queste riforme volute dal nuovo esecutivo paventando rischi di “privatizzazione” della Giustizia civile; secondo l’onorevole Rossomando al contrario il governo sta puntando ad una vera “responsabilizzazione” di chi opera nella giustizia ed il vero rischio è lasciare le cose come sono negando, per colpa dei tempi ormai insopportabili nel contenzioso civile, il diritto alla giustizia dei cittadini.
Concludendo il suo intervento Anna Rossomando ha auspicato, citando l’ “etica protestante e lo spirito del capitalismo”, che anche nella giustizia, la “macchina dello Stato” sia a supporto dell’intraprendere perché “una giustizia che funziona può rendere più competitivo il nostro Paese”

Magda Bianco

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(Magda Bianco)

Magda Bianco, titolare del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia, componente dell’Osservatorio Ministero Giustizia, ha presentato una serie di “Dati e stime” sullo stato della salute della giustizia civile in Italia, sottolineando, tra l’altro, come nel confronto con altri Paesi i costi di accesso alla giurisdizione in Italia siano tutto sommato assai bassi, malgrado gli aumenti costanti al contributo unificato.
I dati, tratti dagli studi della Banca Mondiale nel suo rapporto “Doing Business”e dal Cepej, la Commissione europea per l’efficienza della giustizia, dimostrano che l’inefficienza della giustizia civile rappresenta uno dei fattori di contesto che più limitano competitività e capacità di crescita del Paese perché:

  • ha effetti negativi sui mercati finanziari inducendo tassi di interesse più elevati e minore disponibilità di credito;
  • influisce sulla nascita e sulla dimensione delle aziende rappresentando una barriera all’ingresso e disincentivando gli investimenti;
  • non assicura “certezza del diritto” disincentivando gli investimenti delle imprese industriali estere.

Secondo Magda le riforme devono partire da una analisi attenta delle cause di inefficienza; in questo è essenziale avere informazioni dettagliate.
Da questo punto di vista un forte supporto alle riforme sarà dato dallo studio condotto dal Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria Mario Barbuto che ha realizzato uno strumento di rilevazione, denominato “Datawarehouse Giustizia Civile”, che consente la rilevazione di tutti i dati statistici del settore in ciascun ufficio giudiziario

Resoconto degli interventi – Tavola Rotonda

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(Giovanni Negri)

La tavola rotonda è stata moderata da Giovanni Negri, giornalista de “Il Sole 24 Ore”.
La prima domanda è stata per Mirella Casiello, presidente OUA, Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana  e ha riguardato l’arbitrato e forme alternative di risoluzione delle controversie civili.

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(Mirella Casiello ) 
L’avvocato Casiello ha affermato che con il governo Renzi c’è stato un netto cambio di atteggiamento da parte dell’esecutivo nei confronti dell’avvocatura italiana e che la proposta del governo di potenziare l’arbitrato e altre forme alternative di risoluzione delle controversie va nella direzione giusta.
Tuttavia, ha osservato Mirella Casiello, perché le riforme vadano in porto occorre che siano non solo emanate le norme ma bisogna anche fornire gli strumenti economici, infrastrutturali e legislativi per renderli esecutivi.

La seconda domanda è stata posta a Giorgio Merletti, Presidente Rete Imprese Italia e Confartigianato sul tema delle PMI.

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(Giorgio Merletti)
Merletti ha ricordato che senza giustizia la concorrenza viene distorta e l’impresa economica, specie quella artigiana, strozzata.
A riguardo Merletti ha citato i risultati di un’indagine svolta dalla Confartigianato di Treviso in materia di “rischio di credito, fallimenti e procedure alternative”  che ha rilevato che durante la crisi il ricorso alle procedure di fallimento e concordato preventivo aumenta esponenzialmente soprattutto per le piccole imprese e quelle artigiane e tuttavia non sono molte le imprese che riescono a recuperare i propri crediti, tanto che “il rischio di un conseguente fallimento risulta elevato”.

La terza domanda è stata per Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria ed ha riguardato il tema della specializzazione dei tribunali.

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(Marcella Panucci)

La terza domanda è stata per Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria ed ha riguardato il tema della specializzazione dei tribunali.
“La proposta del governo di creare tribunale per le imprese e giudici specializzate nel diritto relativo a holding estere”, ha chiesto Negri, “non comporta il rischio che fine si crei una Giustizia di seria A (per le imprese) e una di serie B (per i cittadini)?”
Secondo la dottoressa Panucci finalmente stanno tramontando alcuni tabù in materia di Giustizia tra cui appunto quello sulla specializzazione dei magistrati che al contrario è indispensabile data la complessità della materia.
Pertanto secondo il direttore generale di Confindustria va valutato positivamente la proposta di un circuito giurisdizionale dedicato alle imprese.
“Si tratta” ha precisato Panucci “di misure importanti, che prendono atto della necessità di un giudice specializzato per materie tecniche”. Anzi, la competenza del tribunale delle imprese andrebbe estesa, comprendendovi, per esempio, le cause sui contratti commerciali.
Un altro tabù che deve essere cancellato, ha infine detto Marcella Panucci, riguarda la possibilità di sistemi di incentivi e disincentivi nei procedimenti civili” per evitare comportamenti patologici e abusi.

L’ultima domanda è stata per Luciano Panzani, presidente della Corte d’Appello di Roma, sul tema dell’amministrazione e gestione degli uffici giudiziari.

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(Luciano Panzani)
Il dottor Panzani ha illustrato i principali problemi che affliggono gli uffici giudiziari, in particolar epr la sede di Roma, e che si possono riassumere nella mancanza di risorse in termini sia finanziari sia di personale e infrastrutture. Panzani  ha anche osservato che rispetto ai dati sull’efficienza dei tribunali citati nel corso del convegno va precisato che soprattutto al Sud gran parte dei giudici è dedicata più al penale che al civile.
Panzani ha poi citato la “buona pratica” del Tribunale di Milano che ha pubblicato il proprio “bilancio sociale” (qui in pdf  ) anche per dar conto ai cittadini delle spese sostenute auspicando che anche altri tribunali facciano lo stesso.

L’intervento del Ministro della Giustizia Andrea Orlando

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(Andrea Orlando)

Andrea Orlando ha chiuso il convegno affermando che il processo delle riforme anche sulla Giustizia è ormai avviato e verrà portato a compimento senza esitazioni.
È opinione del governo inoltre, anche a seguito dei gravi fatti emersi a Roma, che si debba procedere con più velocità in questa materia.
L’agenda del governo prevedeva già, ha ricordato Andrea, una serie di interventi contro la criminalità organizzata che al momento sono “incardinati” al Senato: oltre all’autoriciclaggio (già legge grazie al provvedimento sul “rientro dei capitali” o Voluntary Disclosure), il falso in bilancio e il provvedimento sui beni delle mafie.
Passando al versante della giustizia civile il ministro della Giustizia si è detto soddisfatto di registrare che il tema dell’importanza dell’efficienza dei procedimenti sia ormai un dato acquisito nonostante le tante resistenze, alcune puramente ideologiche, che si sono dovute superare.
Orlando ha negato qualsiasi volontà di privatizzazione: “La vera privatizzazione è quella determinata dalla lunghezza dei processi” ha sottolineato stigmatizzando anche come “chiusura ideologica” se non vera e propria ipocrisia le critiche contro la proposta del Governo di rivedere il sistema sanzionatorio in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione che ha l’obiettivo di consentire una più rapida definizione dei procedimenti iniziati nei confronti di soggetti che hanno commesso fatti di interesse penale, caratterizzati però da una complessiva tenuità del fatto, evitando l’avvio di giudizi complessi e dispendiosi quando la sanzione penale non è necessaria.
Secondo il ministro è stata condotta una vera e propria campagna propagandistica contro questa decisione del governo, campagna che nei fatti si proponeva di impedire ogni cambiamento e favorire così la decadenza per “prescrizione” di questo tipo di procedimenti.
Questo governo non ha paura di impegnarsi contro le storture e i tabù che frenano lo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese” ha ribadito Orlando ricordando che questo è il vero punto decisivo dell’azione dell’esecutivo.
“L’Italia ha bisogno di riforme profonde, costituenti, sul piano economico, sociale, istituzionale” ha concluso Orlando “Questo proveremo a fare: ridare speranza e fiducia,  nella convinzione che sono urgenti e necessarie”.

Rassegna web su questo evento

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Rifare l’Italia
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David Ermini

Anna Rossomando

Magda Bianco

Mirella Casiello

Marcella Panucci

Luciano Panzani

 
Andrea Orlando

Io sto con Marino – resoconto assemblea iscritti ed elettori del PD (22 novembre 2014)

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(foto tratta da Facebook)

Senza paura e senza compromessi: assemblea degli iscritti, elettori e amministratori del PD che appoggiano Ignazio Marino e vogliono trasformare Roma

Sabato 22 novembre 2014 si è tenuta, presso il Teatro Belli in Piazza di Sant’Apollonia, una affollata assemblea di iscritti, elettori ed amministratori del Partito Democratico di Roma in appoggio al sindaco Marino in risposta a certe dichiarazioni e prese di posizioni emerse durante la “Direzione” del PD di Roma del 14 novembre 2014 .
All’incontro ha partecipato anche il segretario del PD di Roma Lionello Cosentino.

Il documento di convocazione

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(clicca immagine per ingrandire)

Nel documento di invito alla manifestazione (qui in pdf e word) il tema dell’incontro era sintetizzato come segue:
“Riteniamo che strappare Roma alle destre sia stato un risultato storico. Il centrosinistra ed il PD governano in tutta la città: questo ci obbliga ad avere un grande senso di responsabilità, soprattutto in un momento di particolare crisi e complessità come questo. (…) La consapevolezza delle difficoltà, specialmente ora, impone al PD Roma un ruolo di supporto critico e costruttivo al sindaco e alla giunta. (…)
Per non rischiare di cadere nella deriva populista e riconsegnare la città alla destra - che ha già rialzato la testa nelle periferie - dobbiamo evitare spettacoli indecorosi che possono mettere a rischio la tenuta del sindaco e di tutta la giunta. Il PD può e deve ora affiancare, con le idee prodotte dall’esecutivo e dai circoli, l’azione amministrativa anche laddove è carente. Ma occorre farlo con spirito costruttivo.”

Principali interventi

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L’incontro è stato aperto da Bernardo Gialanella  del Circolo PD di Donna Olimpia  che ha subito voluto spiegare che l’assemblea non nasce per contrapporsi al PD di Roma o per dar vita all’ennesimo corrente.
Il nostro avversario è la destra fellona e senza vergogna che negli anni dell’amministrazione Alemanno ha portato allo sbando la città e le società controllate”.
Per non rischiare di cadere nella deriva populista e riconsegnare la città alla destra, ha sottolineato Bernardo, si devono però evitare spettacoli indecorosi da parte di esponenti del PD di Roma che possono mettere a rischio la tenuta del sindaco e di tutta la giunta.
“Il PD può e deve ora affiancare, con le idee prodotte dall’esecutivo e dai circoli, l’azione amministrativa anche laddove è carente. Ma occorre farlo con spirito costruttivo.”
In conclusione Bernardo ha poi auspicato che il partito Democratico di Roma riprenda l’iniziativa politica specie nelle periferie per ricucire i rapporti con le fasce sociali più indifese che soffrono maggiormente la crisi e che rischiano di cadere nelle braccia della deriva populista della vecche e nuova destra.

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Valeria Castrucci  ha portato la testimonianza dei lavoratori della società Sitcom dove sono stati operati decine di licenziamenti a causa di una ristrutturazione spregiudicata pur in un comparto, l’audiovisivo, che dovrebbe offrire opportunità di sviluppo e lavoro (qui e qui altri approfondimenti sulla vertenza Sitcom). Valeria ha inviato il Partito Democratico a non dividersi e a stare al fianco dei lavoratori e delle imprese virtuose specie in questa situazione economica assai precaria.

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Andrea Masala  dell’ARCI ha ripreso l’invito di Bernardo e preannunciato a breve una fiaccolata contro il razzismo e per la riqualificazione delle periferie.
Piero Filotti ha chiesto che i Circoli e gli iscritti siano consultati maggiormente anche con referendum o in via telematica quando il Partito prende decisioni di rilievo.

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Lorenzo Dal Monte tra gli organizzatori dell’assemblea ha svolto un appassionato intervento in cui ha richiamato gli esponenti del PD a smetterla di esternalizzare in modo improvvido le proprie personali opinioni su temi delicati senza curarsi delle conseguenze politiche delle loro affermazioni.
Il PD deve tornare a fare elaborazione politica” ha stigmatizzato Lorenzo “ e smetterla di continuare ad azzuffarsi per ogni poltrona disponibile!”
C’è ovviamente la liberta di dire quel che si pensa ha concluso Dal Monte ma “non a nome mio!” scatenando lunghi applausi.

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Intervento molto appassionato anche da parte di Esmeralda Tyli del Circolo Esquilino e componente del Forum Immigrazioni che ha invitato il PD a darsi da fare sui veri temi che interessano i cittadini e ad essere in prima linea contro i rigurgiti razzisti della destra e le stupidaggini dei nuovi populismi.

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Giancarlo Ricci  ha censurato le dichiarazioni degi esponenti del PD romano che si sono pronunciato contro Marino: “O non sanno quello che dicono o perseguono interessi personali”

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Elio Tomassetti  consigliere del PD in XII Municipio ha ricordato che chiedere nuove elezioni a Roma vuol dire far decadere Presidenti e giunte dei 15 municipi, tutti governanti da PD e alleati.
Non possiamo abbandonare presidenti di municipio e amministratori locali che in questi anni sono stati troppo spesso in trincea senza fondi e supporto adeguato”.
Secondo Elio occorre ritrovare in fretta l’unità - abbandonando inutili fughe in avanti – “per portare a termine il programma di profonda innovazione che porterà i cittadini a giudicarci nel 2018”.

L’intervento di Lionello Cosentino

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Lionello, segretario del Partito Democratico di Roma, non si è sottratto al confronto e con molto coraggio è salito sul palco per spiegare quanto è realmente accaduto durante la direzione del 14 novembre 2014.
In primo luogo, ha spiegato Cosentino, la direzione del PD di Roma si è riunita nuovamente il 21 novembre proprio per chiarire che nessuno chiede le dimissioni del sindaco Ignazio Marino o vuole  mettere sotto tutela la sua giunta.
Chiediamo però a Ignazio Marino di rivedere alcune priorità della sua agenda politica” ha detto il segretario del PD di Roma.
La crisi economica morde le categorie sociali più fragili ha sottolineato Cosentino è dovere del PD di Roma rimarcare certi punti di massima attenzione.
Lionello ha ricordato che le periferie vivono gravissimi disagi e che Roma in generale ha sofferto più di altri territori la contemporanea riduzione degli investimenti nel settore pubblico e nell’edilizia.
Lionello ha poi ricordato che il 28 e 28 novembre 2014 avrà luogo la “conferenza programmatica” del PD di Roma  presso il Teatro Quirino e che trai suoi obiettivi ha anche il rilancio dell’azione politica del Partito Democratico nei territori.
La Direzione e la Segreteria del PD di Roma vogliano in tal modo aprire uno spazio di confronto: è necessario mettere in circolo idee, proposte e contributi su come disegnare il futuro della città anche metropolitana e dei Municipi. Uno spazio libero, per un confronto vero e partecipato.
“Dopo le giornate del 28 e 29 novembre” ha detto Lionello “il lavoro continuerà: porteremo la discussione nei circoli e nelle altre sedi di partecipazione attiva e civica che sono in rete con il PD di Roma, per proseguirla e darle ampiezza e spessore”.

Il documento di convocazione

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Resoconto della Direzione PD Roma del 14 Novembre 2014

Politica: 

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Acceso dibattito in direzione PD Roma sulla giunta Marino. Prossimo impegno: “Conferenza di Programma” del 28 e 29 novembre

La Direzione romana del PD si è riunita ieri, 14 Novembre, nella sala riunioni della sede di via di S.Andrea delle Fratte.

L’ordine del giorno era formato da un solo punto: l’iniziativa del PD romano e le scelte di governo della città in vista della Conferenza di Programma del 28 e 29 novembre  (tutte le informazioni sull’organizzazione sono in corso di pubblicazione sul sito: conferenza.pdroma.it).  Il progetto della conferenza è un impegno preso dalla Direzione nel giugno scorso, con l’obiettivo di riportare il PD Roma a produrre idee e visione politica, nel momento cui governa la città e i suoi municipi. E’ un tema che la direzione di ieri ha affrontato anche  sulla spinta della cronaca politica romana recente e delle notizie sul disagio sociale che si è manifestato a Tor Sapienza, nella periferia est di Roma.

Il dibattito, molto partecipato, ha portato allo scoperto le varie ‘anime’ del PD romano, che si sono confrontate sul diverso modo di intendere i rapporti tra la Giunta Marino, il gruppo consiliare del PD e la federazione romana.
In apertura, il Segretario Lionello Cosentino ha fissato i termini del dibattito: le colonne dei giornali raccontano le vicende delle multe del sindaco, ma raccontano soprattutto il problema molto più grave delle periferie romane, con gli scontri di Tor Sapienza. Secondo Cosentino, è da qui che bisogna partire: «la città sta esplodendo, e bisogna cambiare tante cose». Il sostegno al Sindaco c’è stato e continua ad esserci, ma impone ora un impegno serio e più forte per affrontare al meglio sia i problemi profondi della città che la distanza tra la città e la politica.

Gli interventi successivi del segretario del circolo di Tor Sapienza, Bruno Cecchini, e di Alessandro Rosi, assessore alle politiche sociali del V Municipio, hanno ricostruito gli avvenimenti dei giorni scorsi.

Dopo di loro, Khalid Chaouki, deputato e membro della segreteria del PD Roma, ha chiesto le dimissioni dell’assessore al Sostegno sociale e sussidiarietà, Cutini, motivandole con la gestione delle politiche sociali del tutto inadeguata all’entità reale dei problemi.
Nel dibattito, sono emerse posizioni diverse.

Secondo alcuni esponenti del gruppo comunale del PD, la Giunta Marino e lo stesso Sindaco hanno compiuto scelte sbagliate, hanno un programma di governo inadeguato, non si confrontano con il gruppo comunale PD.

Perciò Marino e la sua Giunta devono fare un passo indietro. Lo hanno sostenuto Francesco D’Ausilio (ex capogruppo PD in Campidoglio), Michela Di Biase (Consigliera comunale). Sulla stessa linea anche Mario Ciarla (Consigliere regionale), che ha chiesto l’azzeramento dell’intera Giunta comunale e una nuova ripartenza, altrimenti «alla prima finestra elettorale, nazionale o regionale che sia, si andrà al voto anche a Roma».
Altri interventi hanno manifestato posizioni più sfumate.

Pedetti (Consigliere comunale) ha chiesto una correzione di rotta per governare meglio una città fuori controllo, una «verifica sulle deleghe» per capire se sia possibile «costruire delle condizioni amministrative più adeguate». Coratti (Presidente del Consiglio comunale) ha ricordato lo stato di Roma dopo la consiliatura Alemanno e le difficoltà del centrosinistra nel governo della città. De Luca (Consigliere comunale) ha chiesto di intervenire sugli anelli deboli della Giunta attuale, per metterla in grado di affrontare i problemi gravi dell’illegalità e della diffusione delle mafie. Le cause di quei problemi non riguardano solo Roma ma l’intera regione e devono essere affrontati con la collaborazione di tutti i livelli istituzionali, comune e regione insieme.
A sostegno della Giunta Marino si è espresso Miccoli (parlamentare), ricordando che i problemi romani, quali la condizione delle periferie, sono stati generati non dall’amministrazione attuale, ma dagli errori del passato, da «come sono state costruite le periferie», anche dalle amministrazioni di sinistra. Risolvere quei problemi richiede un lavoro difficile, tempi più lunghi di un anno e mezzo e la disponibilità a collaborare di tutte le componenti del PD romano (dagli eletti in Parlamento agli eletti al Parlamento europeo).
La disponibilità al lavoro comune è richiesta da Marta Leonori (Assessora alle attività produttive) al gruppo PD in Comune: «È stato chiesto agli assessori di venire alle riunioni del gruppo Pd? Subito, invitateci». Serve anche, secondo Leonori, la riflessione di tutto il PD per un programma comune e condiviso per Roma, e la prossima Conferenza programmatica del 28 e 29 Novembre dovrà essere l’occasione per mettere alla prova il partito. Su responsabilità collettiva e lavoro comune per risolvere criticità che a Roma sono rimaste identiche da almeno dieci anni hanno insistito Rosati e Patané (Consiglio regionale Lazio).
Alle 21 gli iscritti a parlare erano ancora numerosi e il Presidente, Tommaso Giuntella, ha deciso di aggiornare la seduta a una prossima data.

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La nuova segreteria del PD Roma – Intervista a Raffaella Petrilli (20 gennaio 2014) - See more at: http://democratici-digitali.com/pd-roma#sthash.bwPfM6Z4.dpuf
 

 

Angelo Rughetti: «Più autonomia ai Comuni con la tassa unica» (Il Sole 24 Ore, 6 novembre 2014)

Politica: 

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I margini. «Gli enti potrebbero introdurre agevolazioni ulteriori legate ai reddito»

Il periodo della concertazione istituzionale e sociale è finito. Serve un salto di qualità per andare verso un’integrazione delle politiche in cui si decidono gli obiettivi condivisi e poi ogni livello di governo fa la sua parte

  • di Eugenio Bruno

Nella trattativa con i Comuni sulla legge di stabilità il Governo sta per giocarsi l’asso.
Si tratta della «local tax»: il nuovo tributo unico immobiliare che dovrebbe sostituire Imu, Tasi e addizionale Irpef e potrebbe dare ai sindaci quella vera autonomia finanziaria attesa dal 2001.
A confermarlo è il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti (Pd).

Onorevole Rughetti, da segretario generale dell’Anci per anni è toccato a lei presentare al governo di turno il conto sugli effetti delle manovre. Da sottosegretario come giudica la stima dell’Anci sui 3,7 miliardi di tagli della stabilità?

Il calcolo l’ha fatto l’Anci. Il totale di 3,7 miliardi risulta applicando e sommando le manovre del 2014, incluso il decreto 66, con gli effetti della nuova contabilità sul patto di stabilità.
I Comuni chiedono di rivedere soprattutto la riduzione alla spesa corrente.
E mi sentirei di dire che fanno bene perché rischia di avere un effetto negativo non solo sul bilancio delle amministrazioni ma anche sull’economia reale.
Penso anche però che da questa si-tuazione si esca non chiedendo più trasferimenti statali ma più autonomia e più differenziazione.
Serve cioè quel salto di qualità che è mancato sia nella stabilità che nella proposta dell’Anci.

In che modo?

I Comuni che hanno più autonomia finanziaria devono poterla usare come vogliono. Ma i Comuni non sono tutti uguali e non possiamo fare politiche che vadano bene per tutti. Ci sarà una differenza tra chi riscuote al 98% le proprie imposte e chi ha il 30% di evasione fiscale?

Certamente. Ma come si fa a valorizzare queste differenze?

C’è lo spazio offerto dalla nuova contabilità. Se l’avvio non è più rinviabile perché lo abbiamo concordato con l’Ue, possiamo pensare a modalità attuative diverse da Comune a Comune. Potrebbe esserci un’esenzione totale dal patto di stabilità per chi la ap¬plica pienamente. Mentre chi ha bisogno di più tempo per ripulire i residui attivi dai bi-lanci potrebbe applicarla con minore rigidità.

Il punto più dolente per i sindaci rimangono i tagli alla spesa corrente. Come potete aiutarli?

Penso che la soluzione sia eliminare del tutto i trasferimenti erariali e andare verso un tributo unico immobiliare che consenta ai Comuni di finanziare integralmente le loro funzioni fondamentali.
Mi piacerebbe dare un’applicazione piena all’articolo 119 della Costituzione. In quest’ottica sarebbe opportuno che i Comuni avessero una leva fiscale molto forte, sotto forma di una patrimoniale contemperata dal reddito familiare.
Oggi i Comuni mettono insieme due leve diverse: l’Imu/Tasi e l’addizionale Irpef. Domani sarebbe meglio avere un tributo unico con un base impo-nibile patrimoniale e un sistema di detrazioni collegate al reddito. Penso a una detrazione fissata per legge su base nazionale, immagino di 200 euro, lasciando poi ai Comuni la possibilità di aggiungerne al-tre sulla base del reddito del nucleo familiare.
Insomma avremmo un tributo unico che unifichi Imu, Tasi e addizionale Irpef e lasci invece fuori la Tari?

Sì. Anche perché sulla Tari bisogna tenere conto delle direttive europee che prevedono una tassazione commisurata alla quantità dei rifiuti prodotti.

Questo nuovo tributo, chiamiamolo local tax, verrà inserito nella legge dì stabilità in Parlamento?

Credo di sì. In questi giorni si sta lavorando dal punto di vista tecnico per trovare delle ipotesi da sottoporre ai Comuni. Ma a questo proposito mi lasci dire che il periodo della concertazione istituzionale come la conoscevamo è finito, così come quello della concertazione delle parti sociali. Anche qui serve un salto di qualità per andare verso un’integrazione delle politiche in cui si decidono gli obiettivi condivisi e poi ogni livello di governo fa la sua parte. Ma c’è poi un altro tema sul tavolo.

Quale?

La riduzione dei centri di costo. E penso alle partecipate e ai piccoli comuni. Ricordo una vecchia proposta dell’Anci che puntava a ridurli da 8mila a mille spingendoli emettersi insieme. Scelgano loro come farlo ma lo facciano.

A proposito dell’Anci, da oggi a venerdì si terrà a Milano l’assemblea nazionale. Ha un messaggio per i suoi ex colleghi?

Dico che anche loro devono fare un passo in avanti. L’Anci deve diventare un pezzo istituzionale anche dal punto di vista giuridico. E quindi, pur restando un’associazione a tutti gli effetti, dovrebbe avere compiti e funzioni previste dalla legge.

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Chi è Angelo Rughetti?

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Angelo Rughetti è Sottosegretario al Ministero della “Semplificazione e Pubblica Amministrazione”.

Deputato Pd, è nato a Rieti il 22 aprile 1967. È sposato e ha tre figli. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Avvocato. Nel 1991 ha iniziato a prestare la propria attività presso la società Ancitel.
Ex Segretario Generale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) dal 2004, è stato Direttore dell'Ufficio di Coordinamento del Comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione e la assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto, istituito dalla Regione Emilia Romagna a giugno scorso.
Coordinatore della mozione Renzi nel Lazio durante le primarie del 2013.

  • Componente della Commissione Bilancio della Camera.
  • Componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico

Per approfondire

Per contattare Angelo Rughetti

Adesso!Roma8: resoconto incontro pubblico “Una nuova Legge Elettorale per l’Italia” (8 ottobre 2014)

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(le foto sono di Patrizia Cini, qui l’album completo)

Roberto Giachetti: rilanciare l’azione politica del PD con iscritti e cittadini per la nuova legge elettorale

Il 6 ottobre 2014 a Roma presso il Circolo Ardeatina-Montagnola del Partito Democratico ha avuto luogo l’incontro pubblico “Una nuova Legge Elettorale per l’Italia” organizzato da Adesso!Roma8  .
Relatori dell’evento sono stati:

Ha moderato l’incontro Valchiria Vittori, segretario del Circolo PD  Ardeatina Montagnola.

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Valchiria Vittori, segretario del Circolo PD  Ardeatina Montagnola

Valchiria ha aperto l’incontro presentando i relatori e ricordando che il Circolo PD Montagnola è sempre stato in prima linea nelle battaglie per la riforma elettorale a cominciare dalla raccolta delle firme  per chiedere nel 2011 l’abrogazione del Porcellum  mediante referendum, referendum poi non ammesso dalla Consulta.
Inoltre lo scorso 26 settembre 2013 sempre in questo stesso Circolo, ha ricordato Valchiria, ha avuto luogo un’assemblea aperta ai cittadini  con la presenza di Roberto Giachetti e Francesco Clementi per lanciare la mobilitazione civile contro il “Porcellum” poi definitivamente dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale il 4 dicembre 2013.

Roberto Giachetti, deputato del PD, vice presidente della Camera

Nel suo intervento Roberto Giachetti   ha ripercorso i passi che hanno portato alla proposta della nuova legge elettorale, il cosiddetto “Italicum”, da parte dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi.
Roberto non ha nascosto che l’Italicum è frutto di un compromesso politico raggiunto grazie all’accordo tra il Partito Democratico e le forze del centro destra (NCD e Forza Italia) e ha ricordato anche che il Movimento 5 Stelle ha rifiutato di partecipare alla discussione sulla nuova legge elettorale dichiarando la sua preferenza per il cosiddetto “Consultellum” la versione cioè del “Porcellum” epurata dagli aspetti anticostituzionali che si configura così come un sistema proporzionale puro a preferenza.
Pur con i suoi limiti, secondo Giachetti, l’Italicum rappresenta un grande passo avanti rispetto al “Porcellum” in quanto garantisce:

  • una chiara maggioranza e dunque “di sapere la sera stessa delle elezioni chi ha vinto e chi ha perso”
  • la scelta dei candidati pur con i limiti dettati dalla scelta di avere collegi plurinominali e non uninominali.

Roberto Giachetti si è soffermato in particolare sul punto della scelta dei candidati.
“Con il Porcellum l’elettore ha una scheda che riporta solo i simboli di partiti e nessun nome dei candidati. Ad ogni simbolo è collegata una lista di oltre 20 nominativi che ovviamente non può essere riportata sulla scheda. Con il Mattarellum l’elettore sulla scheda trovava insieme al simbolo di partito un unico candidato in quanto i collegi erano uninominali. Nell’Italicum infine la scheda elettorale presenta accanto ad ogni simbolo fino a tre candidati: si tratta di un compromesso che tuttavia rappresenta un innegabile passo in avanti rispetto al precedente sistema.”
Roberto ha poi ribadito la sua avversità al sistema delle preferenze rispetto al quale il PD è sempre stato contrario in quanto “le preferenze producono una lotta fratricida fra candidati all’interno dello stesso partito”.
In conclusione del suo intervento Giachetti ha auspicato che a partire anche da incontri con iscritti e cittadini riprenda l’azione politica del Partito Democratico per giungere prima possibile alla definitiva approvazione della nuova legge elettorale.

Gabriele De Giorgi, componente dell’Assemblea Nazionale Pd

Anche Gabriele, dopo aver ricordato l’impegno nei mesi precedenti del Circolo e dell’intero VIII Municipio di Roma sia nella raccolte delle firme del 2011 contro il Porcellum sia nella successiva battaglia contro la legge truffa voluta da Calderoli, ha ripreso la proposta di Roberto Giachetti di rilanciare l’attività politica nei territori anche in materia di riforma elettorale.
De Giorgi ha sottolineato che il PD nasce come partito a vocazione maggioritario dopo lo “scippo” delle elezioni del 2008 vinte dal centrosinistra ma con un margine troppo esiguo per colpa del “Porcellum” emanato dall’uscente maggioranza di centro destra proprio per inficiare la vittoria degli avversari politici.
Gabriele ha infine auspicato che l’azione politica contro le “brutte leggi elettorali” comprenda anche la riforma delle regole per le elezioni dei consiglieri regionali.

Francesco Clementi, docente di Diritto pubblico comparato all’Università di Perugia

Francesco ha analizzato in dettaglio il meccanismo elettorale sottolineando che la necessità di una buona legge elettorale è precondizione per far ripartire in modo efficace la macchina delle riforme istituzionali, economiche e sociali di cui il Paese ha estremo e urgente bisogno.
“Le difficoltà a far approvare le riforme” ha detto Clementi “ sono figlie anche della cattiva legge elettorale costruita anche con l’obiettivo di frenare l’azione riformatrice”.
Infatti la legge elettorale è sia una “tecnalità” per assegnare i seggi in Parlamento sia un “termometro” per misurare i rapporti di forza tra i movimenti politici.
Non esiste una legge elettorale “buona” in assoluto proprio perché essa nasce da un accordo tra forze politiche in competizione.
Anche per Francesco Clementi l’Italicum garantisce i principi di governabilità e rappresentanza e rappresenta un innegabile passo in avanti rispetto al “Porcellum” in quanto:

  1. in primo luogo è un sistema majority assuring che cioè garantisce sempre una maggioranza a chi vince
  2. prevede il doppio turno il che consente all’elettorato esprimere un voto “ragionato”
  3. pur con i limiti di un listino plurinominale “bloccato” permette all’elettore di scegliere a quale candidato dare il proprio voto.

Come Gianchetti anche Clementi si è infine detto fortemente contrario al sistema proporzionale con preferenze che nessuno in Europa adotta tranne la Grecia perché produce una aspra competizione interna nei partiti.

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Roma Forward ! MasterClass #1: “Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè (25 settembre 2014)

Politica: 

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Simona Bonafè: “ Questa Europa di tecnocrati non ci piace. Costruiamo insieme una nuova Europa dei cittadini con al centro sviluppo, occupazione, ricerca”

L’associazione di innovazione politica Roma Forward nel suo primo anno di attività ha organizzato numerosi incontri di discussione e analisi politica:

  • i “Tavoli Forward” durante la Leopolda dell’ottobre 2013
  • il workshop sulla riforma del mondo del lavoro e le nuove forme di contratto flessibile (easy job) il 5 febbraio 2014  con la partecipazione del senatore Pietro Ichino e delle deputate Giovanna Martelli e Lia Quartapelle
  • l’incontro “l’Italia cambia verso all’Europa”  il 7 aprile 2014 con la partecipazione dei sottosegretari Sandro Gozi (Affari Europei) Enrico Zanetti (Finanze), Gioacchino Alfano (Difesa) e Cosimo Ferri (Giustizia) durante il quale è stato presentato un documento di proposte sui temi dell’Europa “L’Italia cambia verso in Europa, contributo politico programmatico - Europee 2014” (pdf, 531 K, 9 pp.) discusso da membri del governo e dell’imprenditoria italiana subito prima della campagna per le elezioni europee.

Forward MasterClass

La nuova iniziativa di Roma Forward consiste in un originale format di comunicazione e formazione politica: le “Forward Masterclass”.
Si tratta di lezioni/conversazioni su aspetti fondamentali della Politica, tenute da alcuni degli attori principali della scena italiana.
Le “Forward Masterclass” si rivolgono alla nuova generazione che fa dell’impegno politico, fuori e dentro i partiti, il proprio strumento per il cambiamento del Paese e vuole confrontarsi con chi ha le stesse idee e le sta portando avanti nel proprio quotidiano ruolo istituzionale, nazionale o locale.
Ogni Masterclass è organizzata attorno a un esperto e ad un tema o un’idea, racchiusi in una lecture di venti minuti, dinamica, accompagnata da materiali multimediali.
Il programma delle “Forward Masterclass” prevede, al momento, quattro incontri:

  • “Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè
  • “I politici - il buono della politica a partire dai politici” con Luca Lotti
  • “Le riforme - Che democrazia vogliamo con queste riforme” con Maria Elena Boschi
  • “Comunicazione verso Organizzazione, siamo in un'epoca di democrazia accresciuta?” con Filippo Sensi.

“Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè

Il 25 settembre 2014 ha avuto luogo la prima “Forward Masterclass” con la partecipazione dell’eurodeputata del Partito Democratico Simona Bonafè dedicata all’Europa.
Simona ha affrontato il tema “Europa nel mondo e Italia in Europa”, uno sguardo allargato alle nuove e fondamentali dimensioni della politica nel futuro, non più limitata a vecchi approcci provinciali, ma capace di far innamorare di nuovo del progetto europeo e dare all’Europa un ruolo più forte nel mondo.

Introduzione all’evento di Emilio Ciarlo

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Nella sua breve introduzione all’evento Emilio,  dopo aver ringraziato l’Istituto Sturzo di Roma nella persona di Flavia Piccoli Nardelli per aver ospitato nei propri locali l’iniziativa, ha rapidamente presentato “Roma Forward!”: una associazione di innovazione politica che intende partecipare attivamente alla vita politica del nostro Paese costituendo un network per il cambiamento fatto da persone che credono nell'innovazione, nel merito e mantengono uno sguardo aperto e cosmopolita sul futuro.
“Roma Forward!”, ha ricordato Ciarlo, fa parte di un network di associazioni simili che oggi sono attive a Milano, Bruxelles e New York.

Video di presentazione

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(clicca sull'immagine per vedere il video o qui per vedere dal sito Rai)

L’incontro è stato aperto con la presentazione del breve video “Che cos’è l’Europa” di Rai Europa che inizia con le drammatiche immagine della seconda guerra mondiale e ripercorre le tappe che hanno portato alla costituzione della Unione Europea che oggi conta 500 milioni di persone e rappresenta l’economia più grande del pianeta ma che ancora non è  una vera comunità sociale e politica.
“L’Europa è un esperimento ancora in corso” conclude il video.

Intervento di Simona Bonafè

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Simona ha esordito sottolineando che oggi non abbiamo ancora l’Europa che i padri fondatori avevano in mente 50 anni fa.
Citando le parole di Matteo Renzi in occasione dell’apertura del semestre europeo a guida italiana, Simona ha rimarcato che la grande sfida è ritrovare l’anima dell’Europa, “il senso profondo dello stare insieme”.
L’Europa così com’è “non ci piace” ha detto Simona “non basta darsi obiettivi di risanamento economico, perché la crisi dell’Europa non è una crisi  finanziaria ma in primo luogo politica”.
Mentre Usa e Giappone, grazie a politiche espansive, hanno ricominciato a crescere in Europa al contrario aumenta la disoccupazione specie giovanile.
“Aver lasciato il campo ai tecnici ha mostrato tutti i suoi limiti” ha concluso Simona “ed è tempo che la politica riprenda il suo ruolo di guida strategica anche in Europa”.
Secondo la eurodeputata per contrastare e sconfiggere il vento dell’antipolitica che soffia sul vecchio continente occorre rafforzare il rapporto dei cittadini con le istituzioni comunitarie e rendere più forte l’azione del Parlamento UE rispetto alle altre istituzioni.
Anche in Europa, ha ricordato Simona, la burocrazia regna sovrana.
Sulla complessità delle istituzioni comunitarie è stato proiettato un secondo breve video di Europarltv, “Codecisione: Lezioni d’Europa - premere START per iniziare”.

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(clicca sull'immagine per vedere il video o qui per vedere dal sito Europarltv)

Chiudendo il suo intervento Simona Bonafè ha invitato tutti a costruire insieme una nuova “visione” dell’Europa.

 Questa Europa di tecnocrati non ci piace. Costruiamo insieme una nuova Europa dei cittadini con al centro sviluppo, occupazione, ricerca. Il PD che è il partito con il maggior numero di eletti all’interno del Parlamento Europeo” ha detto Simona “deve assumere un ruolo di guida nel definire e sostener questa nuova visione dell’Europa”
Con la nomina di Federica Mogherini a “Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza” c’è una possibilità in più, ha concluso Simona, per “cambiare verso anche in Europa”.

Allegato

  • Paper, “Europa nel mondo e Italia in Europa” (pdf, 1,3 M 2 pp.)

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Cos’è Roma Forward

L'associazione di innovazione politica Roma Forward! nasce da un gruppo di persone che vivono a Roma e che, stanchi della crisi materiale, politica e umana in Italia, hanno deciso di partecipare attivamente alla vita politica del nostro Paese.
Abbiamo condiviso da subito la proposta di Matteo Renzi e attorno a quell’esperienza abbiamo raccolto le energie e le idee di chi vuole far ripartire il Paese, un vero network per il cambiamento fatto da persone che credono nell'innovazione, nel merito e mantengono uno sguardo aperto e cosmopolita sul futuro.
Roma Forward! organizza incontri di approfondimento, workshop, piccoli meeting all'insegna della libertà delle idee, del valore del confronto e di una informale creatività.
Roma Forward! fa parte di un network di associazioni simili che oggi sono attive a Milano, Bruxelles e New York.

Contatti

Link

L’evento Roma Forward ! MasterClass #1 “Europa nel mondo e Italia in Europa” con Simona Bonafè  del 25 settembre 2014 su EventBrite

Multimedia

Registrazione audio dell’evento

I video proiettati durante l’evento

  • Rai Europa, “Che cos’è l’Europa”, durata: 2 minuti circa, andato in onda il 4 aprile 2014 (qui per la visione online e qui per scaricare il video in formato mp4)
  • Parlamento Europeo, Europarltv, “Codecisione: Lezioni d’Europa - premere START per iniziare”, durata: 3 minuti e mezzo circa, andato in onda il 30 gennaio 2014 (qui per la visione online  e qui per scaricare il video in formato mp4, 14 M)

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Chi è Simona Bonafè

Sono lombarda di nascita e toscana d’adozione. Ho 41 anni e per nove anni sono stata assessore all’Ambiente a Scandicci (Fi). Nel 2013 sono entrata nel Parlamento italiano come deputata e sono felice e orgogliosa di essere stata candidata dal pd come capolista alle europee, nel collegio dell’Italia Centrale.
Obiettivo del mio impegno in Europa è cogliere le opportunitá di innovazione per dare valore e impulso all’immenso capitale del nostro Made in Italy.

Link

Guida ai “Coordinamenti municipali di Roma città” (1° ottobre 2014)

Politica: 

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Indice

  1. In sintesi
  2. Gli “organismi” del coordinamento municipale
    • l’assemblea municipale
    • il presidente dell’assemblea municipale
    • il coordinatore
    • il tesoriere
    • la segreteria municipale
  3. Come si vota
    • elezione “delegati” all’assemblea municipale: elettorato attivo e passivo
    • candidature a “delegato” dell’assemblea municipale
    • elezione dei “delegati” dell’assemblea municipale
  4. Allegati
    • i nuovi regolamenti
    • simulazione numero “delegati” di circolo

1. In sintesi

Nel mese di ottobre 2014 gli iscritti al Partito Democratico di Roma città sono chiamati ad eleggere gli organismi dei “Coordinamenti municipali”.
Roma città è suddivisa in 15 Municipi:

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(Fonte immagine: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=municipi.wp )

I “passaggi”, in ogni Municipio, sono:

  1. presentazione nei Circoli delle liste dei candidati “delegati” all’Assemblea Municipale
  2. elezione nei Circoli dei delegati
  3. prima riunione dell’Assemblea Municipale con l’elezione da parte dei delegati, in quest’ordine, de:
    • il Presidente dell’Assemblea
    • il Coordinatore Municipale
    • Il Tesoriere Municipale
  4. nomina da parte del Coordinatore della Segreteria municipale.

2    gli “organismi” del coordinamento municipale

l’assemblea municipale

L’Assemblea municipale è composta dagli iscritti al Partito Democratico eletti, nei Circoli di appartenenza, quali “delegati” all’assemblea.
L’Assemblea ha competenza in materia di indirizzo e direzione della politica territoriale del Partito democratico municipale che esprime attraverso mozioni, ordini del giorno, risoluzioni.
L’Assemblea municipale ha il compito di comporre la lista di candidati al Consiglio municipale del Partito Democratico, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai diversi circoli e portate alla ratifica della Direzione romana.
La Direzione può rimandare una sola volta all’Assemblea la lista insieme con le motivazioni.
L’Assemblea è convocata, sentito il Coordinatore, dal suo Presidente periodicamente e comunque almeno cinque volte l’anno; il Presidente e tenuto altresì a convocarla in via straordinaria, entro 20 giorni, se lo richiedono almeno un quinto dei suoi componenti.

il presidente dell’assemblea municipale

Nella sua prima riunione l’Assemblea elegge a scrutinio segreto il proprio Presidente, che ha la funzione di gestire e coordinare i lavori dell’Assemblea municipale.
Nel caso in cui nessun candidato abbia conseguito nella prima votazione un numero di voto pari almeno alla maggioranza dei suoi componenti, si procede ad un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati.

il coordinatore

Il Coordinatore municipale rappresenta il partito nell’ambito territoriale di riferimento, coordina i Circoli territoriali, nel rispetto della loro autonomia, e attua l’iniziativa politica sulla base degli indirizzi assunto dall’Assemblea Municipale.
Il Coordinatore è eletto nel corso della prima seduta dell’Assemblea Municipale, dopo l’elezione del Presidente della stessa.
La candidatura a Coordinatore deve essere sottoscritta da un numero di componenti dell’Assemblea non inferiore al 20% e non superiore al 25% del totale dei membri dell’Assemblea stessa.
I candidati alla carica di Coordinatore Municipale devono far parte dell’Assemblea municipale.
Risulta eletto il candidato che ottiene, nella prima votazione, il 50%+1 dei voti o al successivo turno (ballottaggio tra i primi 2 candidati che hanno ricevuto più voti) la maggioranza dei voti.

Il Tesoriere

Il Tesoriere Municipale viene eletto dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei votanti su proposta del Coordinatore che lo sceglie fra persone che presentino i requisiti di competenza e affidabilità.

La segreteria municipale

La Segreteria municipale è l’organo collegiale di supporto al Coordinatore nell’espletamento delle sue funzioni.
È nominata dal Coordinatore che ne dà tempestiva comunicazione all’Assemblea.
È composta rispettando i criteri della pari rappresentanza di genere e tenendo conto dell’equilibrio territoriale del Municipio.
Il Coordinatore può revocare la nomina di uno o più componenti della segreteria previa comunicazione all’Assemblea.

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Come si vota

Elezione “delegati” all’assemblea municipale: elettorato attivo e passivo

In occasione dello svolgimento delle elezioni previste nel 2014:

a)    per ogni Circolo l’elettorato attivo sarà composto dagli iscritti/e al 31 dicembre 2013, che abbiano rinnovato l’iscrizione per l’anno in corso entro l’operazione di voto. Fanno eccezione a questa disposizione quei Circoli che non sono riusciti a certificare entro il 20 maggio 2014 la platea dei loro iscritti/e al 31 dicembre 2013. Per tali Circoli, viceversa, l’elettorato attivo sarà composto dalla platea ritenuta valida dalla Federazione Romana per l’elezione del Segretario Lionello Cosentino e cioè gli/le iscritti/e al 29 settembre 2013 che comunque abbiano rinnovato l’iscrizione per il 2014 entro l’operazione di voto, salvo decisioni diverse della Commissione per il congresso; l’elettorato passivo è costituito dalle/dagli iscritte/i al Partito che hanno effettuato il tesseramento 2014 entro la presentazione delle liste;
b)    per quanto riguarda i Giovani Democratici, l’elettorato attivo sarà formato dalle/dagli iscritte/i ai GD al 31/12/2013 che abbiano aderito al Partito Democratico; l’elenco completo dovrà essere comunicato alla Federazione Romana almeno una settimana prima dello svolgimento del primo congresso;
c)    l’elettorato così come determinato ai punti precedenti, sarà preso come base per il computo dei/delle delegati/e da assegnare ad ogni Circolo.

Candidature a “delegato” dell’assemblea municipale

1.    Le liste, contenenti i/le candidati/e all’Assemblea Municipale, composte da iscritti/e al Circolo stesso, dovranno essere sottoscritte da almeno il 15% dell’elettorato attivo di quel Circolo.
2.    Le liste sono presentate in ogni singolo Circolo, ma non è escluso che possano esserci liste presentate in Circoli differenti dello stesso Municipio che abbiano lo stesso nome e, ove presente, lo stesso logo.
3.    Le liste devono essere formate, pena l’inammissibilità, nel rispetto dell’alternanza di genere e riporteranno un numero massimo di/delle candidati/e pari al numero di/delle delegati/e all’Assemblea Municipale che la Commissione per il Congresso ha assegnato a quel Circolo.
4.    Le liste dovranno altresì favorire la partecipazione attiva e significativa dei Giovani Democratici nella composizione delle stesse.
5.    Le liste con le candidature devono essere consegnate da uno dei sottoscrittori il giorno dell’apertura del Congresso di ogni Circolo entro 30 minuti dall’avvenuto insediamento della Presidenza del Congresso. Le liste nominative, così come presentate nei Congressi dei Circoli, dovranno essere obbligatoriamente allegate al verbale da riconsegnare in Federazione alla Commissione per il Congresso.

Elezione dei “delegati” dell’assemblea municipale

Il voto per i membri dell’Assemblea municipale si esprime tracciando un segno su una delle liste presenti sulla scheda.
I/le candidati/e all’Assemblea Municipale sono eletti/e secondo l’ordine di posizione nella lista.
I componenti l’Assemblea municipale da eleggere in ogni circolo sono ripartiti tra le liste con il metodo proporzionale d’Hondt, fino a raggiungere il numero degli eleggibili previsto in quel Circolo.

Allegati

I nuovi regolamenti

Il 24 settembre 2014 sul sito del PD Roma sono stati pubblicati i regolamenti definitivi per le elezioni dei Coordinamenti municipali:
•    “Regolamento per l’elezione del segretario e assemblea della federazione, e dei segretari e dei comitati direttivi dei circoli della città di Roma e delle assemblee e dei coordinatori municipali” in  http://pdroma.it/wp-content/uploads/2014/09/REGOLAMENTO-DEFINITIVO-al-17... , 396 K, 15 pp.
•    “Regolamento organizzativo dei coordinamenti municipali del Partito Democratico di Roma città” in http://pdroma.it/wp-content/uploads/2014/06/Adeguamento-REGOLAMENTO-ORGA..., 88 K,  4 pp.

Simulazione numero “delegati” di circolo

Il 24 settembre 2014 sul sito del PD Roma è stato pubblicato (in formato immagine) il seguente riepilogo per quanto riguarda i “delegati” espressi da ogni Circolo di Roma città per le assemblee municipali:
(Fonte: http://pdroma.it/congressi-municipali-tabella-simulazione-per-municipi/ )

 

Nuova segreteria nazionale del Partito Democratico: intervista a Lorenza Bonaccorsi, presidente del PD Lazio (24 settembre 2014)

Politica: 

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Lorenza: "credo sia giusto in primo luogo ringraziare gli iscritti, i dirigenti, gli amministratori e gli eletti del Partito Democratico per l’impegno e la passione che mettono sempre nel loro agire"

Agatino Grillo: Buongiorno Lorenza. Il 18 settembre 2014 Matteo Renzi ti ha chiamata nella nuova segreteria nazionale del Partito Democratico e assegnato la delega per “Cultura e Turismo”. Qual è il significato politico del rinnovamento voluto dal Renzi? Lorenza Bonaccorsi: La nuova segreteria risponde a due obiettivi politici ben precisi come Matteo Renzi ha chiaramente espresso in più occasioni:

  1. la volontà di costruire una gestione plurale del partito accogliendo anche rappresentanti delle minoranze congressuali
  2. la necessità di “accelerare il passo” della segretaria nazionale facendone uno strumento operativo e veloce di ausilio perché anche il Partito dia il suo contributo all’opera di rinnovamento del Paese.

Come è noto io ho sempre appoggiato Matteo Renzi sin dalla sua prima candidatura alla leadership del centro sinistra del 2012 e dunque il mio ingresso in segreteria va interpretato dal secondo punto di vista; darò pertanto il massimo del mio impegno per far sì che il PD, sia a livello territoriale sia a livello nazionale, diventi uno strumento di cambiamento.

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Agatino Grillo: Hai già dichiarato che manterrai la carica di presidente del PD Lazio. Come pensi di coniugare le due cose?

Lorenza Bonaccorsi: Ho deciso di rimanere presidente del PD Lazio per 2 ordini di motivi: mantenere l’impegno che ho preso con i componenti dell’Assemblea regionale quando ho assunto la carica, e contemporaneamente rafforzare grazie al rapporto con il territorio la mia azione in segreteria nazionale perché a mio avviso l’azione riformatrice del Partito Democratico a livello nazionale avrà successo solo se riuscirà a mantenere uno stretto rapporto con gli iscritti e i militanti nei circoli e nei territori. Aggiungo infine che anche per il partito del Lazio sarà un sicuramente un’opportunità in più avere un referente diretto nella segreteria nazionale dato gli enormi problemi che la Regione e la Capitale devono affrontare e risolvere nei prossimi mesi.

Agatino Grillo: Il PD Lazio nelle scorse settimane è stato al centro di accese discussioni a causa della formazione delle liste per le elezioni della nuova Città Metropolitana di Roma. Alcuni hanno parlato di psicodramma. Cosa è successo e come pensi di intervenire in qualità di presidente del partito regionale?

Lorenza Bonaccorsi: Vorrei fare una premessa. Il Partito Democratico è, a livello nazionale e a livello territoriale, l’unica formazione politica di massa dove ancora si discute e si fa politica. Siamo un partito abituato a confrontarci anche in modo radicale sulle proposte. Non voglio nascondere i problemi né negare che ci siano state tensioni nel PD Lazio ma credo sia giusto in primo luogo ringraziare gli iscritti, i dirigenti, gli amministratori e gli eletti del Partito Democratico per l’impegno e la passione che mettono sempre nel loro agire. Come ho già avuto modo di dichiarare non dobbiamo aver paura della discussione e del confronto e anzi dobbiamo andare avanti sulla strada di una maggiore comunicazione e trasparenza da parte del partito a iscritti e cittadini. Ciò premesso credo che il 12 settembre in occasione della presentazione delle liste per la Città Metropolitana siano stati commessi degli errori, dopo una direzione sicuramente impegnativa ma che alla fine si era espressa chiaramente. Il principale è legato alla sintesi, che era necessaria, ma che per vari motivi non è stato possibile fare con le federazioni interessate. In oltre avrei preferito che la discussione fosse centrata maggiormente sulla visione politica che abbiamo e sul lavoro che vogliamo impostare dal 5 ottobre in poi.

Agatino Grillo: Si rimprovera al PD Roma di non aver presentato nessun candidato di genere femminile per la città metropolitana …

Lorenza Bonaccorsi: Matteo Renzi ha fatto del riconoscimento della parità di genere un punto fermo della sua attività di governo e di partito. Ricordo che la nuova segreteria nazionale del PD è formata da sette uomini e otto donne e che i ministri del governo Renzi, per la prima volta nella storia della Repubblica, sono metà di genere maschile e metà di genere femminile. Dunque presentare liste del PD senza rispettare la parità di genere è in ogni caso un errore politico, legato anche come ho detto alla mancanza di momenti di sintesi, che c’è stata, con le federazioni direttamente interessate. Ciò detto lavoreremo insieme a Roma, nella provincia e in Regione per capire l’origine di questo sbaglio ed evitare che si ripeta.

Agatino Grillo: Hai parlato di enormi problemi che la Regione Lazio e Roma devono affrontare. A cosa ti riferisci e cosa può fare il PD Lazio a riguardo?

Lorenza Bonaccorsi: A Roma e nel Lazio, come nel resto del Paese, l’emergenza numero uno è il lavoro. Il PD Lazio deve essere al fianco dei nostri amministratori nelle città e in Regione per contribuire a un grande progetto politico di rilancio dell’economia e del lavoro. Non dimentichiamo che nel Lazio vi sono ancora distretti industriali di eccellenza come la farmaceutica, la chimica, la ricerca accademica e industriale, le telecomunicazioni. Nel rispetto dei ruoli occorre che il PD Lazio sia attore proattivo nella difesa e nello sviluppo di queste eccellenze e contemporaneamente sappia elaborare proposte per il rilancio delle attività in crisi o in via di startup. Contemporaneamente è necessario valorizzare ancora di più il nostro patrimonio culturale, storico-artistico e paesaggistico, così da farlo diventare ancora di più un volano economico e turistico per la nostra regione.

Agatino Grillo: Nei giorni scorsi insieme ai deputati del PD Miccoli e Minnucci hai lanciato un allarme sulla situazione dei lavoratori Alitalia. Cosa sta succedendo?

Lorenza Bonaccorsi: L’accordo Alitalia-CAI-Poste Italiane-Ethiad prevede chiari impegni in relazione alla riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori in esubero. Osserviamo che al momento mancano chiare risposte da parte dei nuovi soci su temi quali le esternalizzazioni e il futuro di tanti lavoratori. A nostro avviso va riattivato al più presto il tavolo nazionale presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare tutte le delicate tematiche del settore: regole, authority, politiche industriali indirizzi di sistema e investimenti infrastrutturali . Mi piace ricordare che il PD Lazio su questo tema si è già espresso il 23 giugno 2014 con un “Ordine del giorno” sul trasporto aereo. Come dicemmo già nel giugno scorso il trasporto aereo è una componente significativa del sistema economico nazionale: esso ha un impatto diretto sull’economia, determinante per lo sviluppo ed il rilancio del Paese. Come è ovvio le connessioni aeree a lunga distanza facilitano l’accesso al mercato internazionale, favorendo esportazioni e turismo e in definitiva lo sviluppo e il lavoro.

Agatino Grillo: Torniamo al tuo nuovo ruolo in segreteria nazionale. Hai la delega a “Cultura e Turismo”: come pensi di agire su questi temi?

Lorenza Bonaccorsi: Cultura e turismo devono smetter di essere le cenerentole dell’economia nazionale e assumere al contrario il ruolo di catalizzatori e moltiplicatori degli investimenti. Questo può avvenire solo eliminando gli ostacoli che finora hanno bloccato modernizzazione, innovazione e nuova imprenditoria in questi comparti. Dobbiamo far sì che i nostri territori ritornino, come accennato in precedenza, attrattivi agli investitori e agli operatori internazionali lavorando su temi come la semplificazione, l’innovazione, la formazione. Da questo punto di vista le nuove città metropolitane avranno un ruolo centrale se sapranno accreditarsi come interlocutori affidabili e efficienti. Ho seguito con molta attenzione la recente iniziativa di Dario Nardella che ha siglato un “patto per la crescita” tra la nuova città metropolitana di Firenze, imprese e investitori per rendere il territorio toscano quanto più attrattivo ed efficiente. Credo che si tratti di una “best practice” che potrebbe essere replicata facilmente in altre territori a forte vocazione turistica a partire ovviamente dal Lazio.

Agatino Grillo: Grazie Lorenza e buon lavoro.

Lorenza Bonaccorsi: Grazie a voi

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